Inaugurazione pista ciclopedonale Val d'Illasi
È stata ufficialmente aperta al pubblico la nuova pista ciclopedonale della Val d’Illasi, un'opera attesa che promette di migliorare la sicurezza e la fruibilità del territorio. Il primo tratto inaugurato si estende per tre chilometri, collegando Selva di Progno con Badia Calavena fino al guado dei Gonci.
La cerimonia di taglio del nastro ha visto la partecipazione dei primi cittadini e la benedizione dei parroci locali, segnando l'inizio di un nuovo capitolo per la mobilità nella vallata. L'obiettivo è creare un percorso sicuro e immerso nella natura, lontano dalle insidie della strada provinciale.
Un progetto di vallata per la mobilità dolce
Il primo tratto, sebbene per la maggior parte ricada nel comune di Badia Calavena, è stato concepito come un progetto unitario per l'intera vallata. I sindaci hanno sottolineato l'importanza di ragionare in termini di comprensorio, coinvolgendo tutti i comuni interessati per la piena realizzazione dell'opera.
Il finanziamento iniziale di 800mila euro proviene dai fondi dei Comuni di confine. Sono già previsti ulteriori sviluppi per estendere il percorso, con progetti che collegheranno Selva a Giazza e Badia al ponte di Marcemigo di Tregnago, per un totale di circa venti chilometri lungo l'asse del Progno, con un investimento complessivo stimato di 4 milioni di euro.
Benefici per la comunità e l'ambiente
La nuova pista ciclopedonale è stata accolta con entusiasmo dalle autorità e dai cittadini. La consigliera provinciale Ilaria Cervato ha evidenziato come la struttura favorisca la «mobilità dolce a contatto con la natura», valorizzando il paesaggio circostante.
L'assessore regionale Elisa De Berti ha espresso il sostegno della Regione per il completamento dei collegamenti con le ciclabili della pianura, sottolineando i benefici per la salute e l'importanza di progetti condivisi che guardano oltre i confini locali. Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha incoraggiato l'utilizzo della pista, evidenziando i vantaggi in termini di sicurezza per i ciclisti.
Sfide tecniche e prospettive future
La realizzazione del primo tratto ha comportato il superamento di diverse sfide tecniche. L'ingegner Maurizio Braggion, progettista e direttore dei lavori, ha illustrato come siano stati affrontati problemi legati a proprietà private, ostacoli naturali e normative sulle pendenze, per garantire un'opera accessibile a tutti e integrata nel paesaggio.
Particolarmente significativa è la costruzione del ponte sul torrente Illasi, una struttura di 26 metri in un'unica campata, progettata per resistere anche al transito di mezzi di soccorso e manutenzione. L'obiettivo è completare i collegamenti con Giazza e Tregnago nei prossimi tre anni, mantenendo un elevato standard di rispetto dei preventivi, un vero record per le opere pubbliche.
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