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L'economia della Valle d'Aosta mostra stabilità con segnali positivi sull'occupazione, ma le imprese mantengono un approccio cauto riguardo produzione ed export a causa di costi energetici e tensioni geopolitiche.

Tenuta economica regionale nonostante incertezze

La situazione economica della Valle d'Aosta presenta un quadro generale di stabilità. Si registrano segnali incoraggianti sul fronte dell'occupazione. Anche il portafoglio ordini delle aziende appare solido. Tuttavia, emerge una marcata prudenza. Questa cautela riguarda soprattutto i dati sulla produzione. L'export risulta anch'esso condizionato. L'aumento dei costi dell'energia incide significativamente. Le tensioni geopolitiche globali aggiungono ulteriore incertezza.

Questi elementi emergono dai risultati di un'indagine previsionale. L'indagine ha coinvolto circa 300 aziende associate a Confindustria Valle d'Aosta. Si riferisce al quarto trimestre del 2026. L'analisi è stata presentata dal presidente Francesco Turcato.

Cautela e variabili nuove influenzano le imprese

Il presidente Francesco Turcato ha descritto la situazione come complessa. «Un'altra volta ci troviamo ad affrontare un quadro complesso con variabili nuove e in costante evoluzione», ha dichiarato. Queste variabili impattano direttamente sulle aspettative delle imprese associate. La prudenza e il buon senso spingono verso il basso molti indicatori. Tuttavia, questi indicatori rimangono ancora in territorio positivo. L'occupazione e l'uso di ammortizzatori sociali sono tra questi.

Le previsioni occupazionali mostrano un aumento degli ottimisti. Il dato si attesta al 9,80% per il settore manifatturiero e dei servizi. Questo indica una fiducia crescente nel mantenimento o nell'incremento dei posti di lavoro. Le aziende sembrano quindi puntare sulla stabilità del personale.

Ammortizzatori sociali e previsioni produttive

Il ricorso agli ammortizzatori sociali si mantiene su livelli buoni. Ben il 97,8% delle aziende nei settori manifatturiero e dei servizi. Queste aziende dichiarano che non faranno ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG). La previsione copre i prossimi tre mesi. Ciò suggerisce una bassa necessità di ricorrere a misure di sostegno al reddito. La stabilità occupazionale sembra quindi confermata.

Il saldo tra ottimisti e pessimisti per le previsioni produttive è in calo. Si attesta al +6%. Questo dato è significativamente inferiore rispetto al +22,92% del trimestre precedente. La diminuzione indica una minore fiducia nella crescita della produzione. Le imprese sono più caute nelle loro proiezioni future. Le incertezze esterne sembrano pesare maggiormente.

Ordini in calo, export sotto pressione

Il dato relativo ai nuovi ordinativi registra un lieve decremento. Il saldo si posiziona al +12,77%. Questo è inferiore al +19,15% del trimestre precedente. La tendenza mostra una leggera flessione nella ricezione di nuovi lavori. Le previsioni sull'export sono invece in netto calo. Si registra una diminuzione del 18,75%. Questo dato evidenzia le difficoltà del commercio estero.

Aumenta la percentuale di aziende con un portafoglio ordini sufficiente per meno di un mese. Si passa dal 18,42% al 26,32%. Il 31,58% delle aziende dichiara di avere ordini per 1-3 mesi. Si osserva un aumento degli ordini con visibilità superiore ai tre mesi. Questa quota raggiunge il 42,11%. Nonostante il calo generale, una parte consistente delle imprese ha ancora visibilità a medio-lungo termine.

Investimenti stabili, impianti meno utilizzati

Le aziende dichiarano un andamento costante per quanto riguarda gli investimenti in ampliamenti. Il dato passa da +36,11% a +29,55%. Gli investimenti per sostituzioni mostrano invece un lieve miglioramento. Si registrano da +30,56% a +38,64%. Questo suggerisce una focalizzazione sul mantenimento e l'aggiornamento delle strutture esistenti.

Il tasso di utilizzo degli impianti continua a diminuire. Si rileva un +66,94%. Questo valore è inferiore al +70,95% del trimestre precedente. La minore capacità produttiva utilizzata potrebbe riflettere la prudenza generale. Anche il settore edile mostra segnali di tenuta. Tuttavia, le attese sulla produzione sono in diminuzione. Il saldo ottimisti-pessimisti si attesta a -11,11%. Questo è un calo rispetto allo 0% del trimestre precedente. Le nuove commesse nel settore edile scendono a un saldo del -33,33%. Il dato precedente era di -16,67%.