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La crisi energetica impone una revisione del sistema ETS. Confcommercio denuncia l'aumento dei costi per i collegamenti marittimi con le isole, che superano il 50% del prezzo dei biglietti. Si chiede un'esclusione strutturale dall'ETS per le isole e misure di supporto per le PMI.

Aumento costi collegamenti marittimi con le isole

La crisi energetica attuale evidenzia criticità di alcune politiche ambientali. Il sistema ETS, pensato per la transizione ecologica, sta generando impatti negativi. Nei collegamenti marittimi verso le isole, il costo del carburante sommato all'ETS supera il 50% del prezzo dei biglietti. Questa situazione rende quasi impossibile operare e pianificare investimenti per la decarbonizzazione.

Queste criticità sono state sollevate da Pasquale Russo, vice presidente di Confcommercio. L'intervento è avvenuto durante un'audizione alla Commissione Politiche Europee della Camera dei Deputati. L'argomento trattato era la revisione del sistema di scambio delle emissioni (ETS).

Richiesta di modifica disciplina ETS per le isole

Il vice presidente ha ricordato l'impegno costituzionale a rimuovere gli svantaggi legati all'insularità. Pertanto, è necessaria una modifica prioritaria della disciplina ETS. Si chiede l'esclusione strutturale dalla contribuzione per tutti i collegamenti con le isole. Questo riguarda sia le grandi isole come la Sicilia e la Sardegna, sia quelle più piccole.

Le isole stanno subendo extracosti che ne frenano la competitività. Sono inoltre necessarie misure efficaci per ridurre lo svantaggio competitivo. Questo svantaggio è generato dall'ETS a danno dei porti di transhipment europei, come Gioia Tauro. Il confronto è con scali extra UE, specialmente quelli sulla sponda opposta del Mediterraneo.

Proventi ETS e supporto alle PMI

In generale, Russo ha sottolineato la necessità di proporzionalità e trasparenza nell'assegnazione dei proventi ETS. Questi fondi dovrebbero sostenere la decarbonizzazione dei settori coinvolti. È fondamentale garantire che una quota delle risorse della nuova Banca Europea per la decarbonizzazione industriale sia riservata alle micro, piccole e medie imprese (PMI).

Si auspica inoltre il favore per progetti aggregati. Devono essere previste procedure semplificate e tempi di accesso più rapidi ai finanziamenti. Questo permetterebbe alle PMI di partecipare attivamente alla transizione ecologica senza essere ulteriormente penalizzate.