Un ambizioso progetto mira a rendere l'Appennino centrale Capitale europea della Cultura nel 2033. La candidatura, denominata 'Civitas Appenninica', coinvolge oltre 130 comuni del cratere sismico e punta alla rigenerazione culturale ed economica del territorio.
Rigenerazione culturale per la candidatura 2033
È stato siglato un accordo fondamentale a Roma. Questo segna l'avvio di un percorso di rinnovamento culturale e sociale. L'obiettivo è sostenere la candidatura di 'Civitas Appenninica'. La designazione mira a farla diventare Capitale europea della Cultura per l'anno 2033. L'iniziativa è stata ufficialmente lanciata con la firma di una convenzione. L'accordo è stato stipulato tra il commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma, Guido Castelli. Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Maurizio Frascarelli, ha partecipato all'incontro.
Il progetto porta il nome di "Civitas Appenninica Vetusta Nursia - Ex Malo Bonum. Rinascita Appenninica, la Cultura che Ricostruisce". Questa iniziativa mira a creare una rete solida. Coinvolge ben 546 Comuni distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Di questi, 138 comuni si trovano all'interno del cratere sismico. La rete si estende anche a undici Fondazioni bancarie, tredici università e centri di ricerca. Include inoltre attori del terzo settore e le comunità locali.
Finanziamenti e attuazione del progetto
Il programma complessivo vanta un valore di 995mila euro. Una parte significativa, pari a 750mila euro, proviene da risorse residue. Queste derivano dalla raccolta nazionale promossa da Acri dopo i terremoti del 2016 e 2017. I restanti 245mila euro sono garantiti dalla Struttura commissariale. Contribuiscono anche le Regioni Marche e Umbria, insieme al Comune di Norcia. La Fondazione Carisap avrà il ruolo di soggetto attuatore del progetto. Il Comune di Norcia, invece, assumerà la guida dei comuni aderenti alla 'Civitas'.
La manifestazione di interesse per la candidatura è prevista entro il 2027. Il bando ufficiale per la selezione delle Capitali europee della Cultura è atteso per il 2028. Il programma di attività si svilupperà fino al 31 dicembre 2027. Un elemento centrale sarà il festival itinerante "Cultura che ricostruisce". Questo evento toccherà 16 comuni. Tra questi figurano Amatrice, Arquata del Tronto, Camerino, Norcia, Rieti, Spoleto e Visso.
Obiettivi e impatto sul territorio
Le attività culturali si integreranno con iniziative dedicate allo sport, al benessere, alla natura e alla valorizzazione del territorio. L'obiettivo è creare una rete duratura di "Parchi della Cultura e del Benessere". Il commissario Castelli ha sottolineato l'importanza della cultura. Ha affermato che essa può affiancare la ricostruzione materiale con un'efficace riparazione economica e sociale. Ha definito la candidatura "una straordinaria occasione". Serve ad affermare l'identità e la coesione dell'Appennino centrale. Il progetto mira a rafforzare i legami tra le comunità. Intende contrastare lo spopolamento, un problema cronico dell'area. Inoltre, punta a creare nuove opportunità per i giovani. La valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del territorio è un altro pilastro. Le università contribuiranno con collaborazioni su diversi fronti. Questi includono la scienza della ricostruzione, la filiera agroalimentare, i beni culturali e l'economia circolare.
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