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Famiglie siciliane esprimono profonda preoccupazione per la possibile interruzione della collaborazione tra il centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina e l'ospedale Bambino Gesù di Roma. La decisione minaccia di ripristinare la migrazione sanitaria per i piccoli pazienti.

Genitori in allarme per il futuro del centro

La partnership tra il centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo, situato presso l'ospedale San Vincenzo di Taormina, e il prestigioso ospedale Bambino Gesù di Roma rischia di interrompersi. Il Comitato dei genitori, già attivo con presidi davanti alla struttura, ha diffuso una nota.

La possibile cessazione del rapporto sta generando «paura, rabbia e disperazione» in centinaia di famiglie siciliane. Per i genitori, non si tratta di una mera questione amministrativa o politica.

«Qui si parla della vita dei nostri figli», hanno dichiarato con forza. Il centro di Taormina ha visto una crescita significativa grazie proprio alla collaborazione con il Bambino Gesù.

Professionisti altamente specializzati hanno permesso a molti bambini siciliani di ricevere cure adeguate senza dover lasciare la propria terra. Questo legame ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la salute pediatrica nella regione.

La lettera del Bambino Gesù e la reazione

I vertici dell'ospedale romano hanno comunicato all'ASP di Messina la loro intenzione di non rinnovare la convenzione. Tale accordo, attivo dal 2010, aveva permesso l'avvio della cardiochirurgia pediatrica, l'unica in Sicilia per molti anni.

La notizia è giunta anche all'assessorato regionale alla salute e all'ospedale San Vincenzo. Il Comitato Genitori ha espresso la propria ferma opposizione a questa decisione.

«Noi genitori non possiamo accettarlo», hanno sottolineato. Si dichiarano pronti a riprendere la loro battaglia per difendere un diritto fondamentale.

Si tratta del «diritto alla salute» e della necessità di mantenere in Sicilia un centro salvavita per i bambini cardiopatici. La mobilitazione mira a garantire continuità assistenziale.

Critiche politiche e timori di migrazione sanitaria

«Mentre la politica discute, rinvia, promette e scarica responsabilità, ci sono famiglie che vivono nel terrore», prosegue la nota del Comitato.

Il timore è di dover tornare alla «migrazione sanitaria». Questo comporterebbe viaggi disperati fuori regione, spese ingenti, separazioni familiari e una sofferenza insopportabile.

Dafne Musolino, vice capogruppo di Italia Viva al Senato, ha espresso il suo sostegno alla causa. Aveva già previsto e denunciato le conseguenze negative di questa scelta.

«Sottoponendo l'organizzazione del centro al controllo del Policlinico di Catania, il Bambino Gesù si ritrova senza più alcun motivo di esistere in quel contesto», ha affermato la senatrice.

Secondo Musolino, questa è la peggiore soluzione possibile per il governo regionale. Anche il Movimento 5 Stelle interviene nella polemica.

Antonio De Luca (M5S) attribuisce la responsabilità della situazione al «disastroso assetto organizzativo» voluto dal trio Schifani-Faraoni-Iacolino. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione sanitaria regionale.

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