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Le madri in Sardegna mostrano ottimi risultati in termini di salute e occupazione, posizionandosi al quarto posto nazionale. Tuttavia, la bassa natalità continua a penalizzare la regione nella classifica generale sulla maternità.

Salute e lavoro trainano la classifica regionale

Le madri residenti in Sardegna godono di condizioni di salute favorevoli e di un buon accesso al mondo del lavoro. Questi due indicatori posizionano la regione al quarto posto a livello nazionale.

Un dato particolarmente positivo emerge dal settore occupazionale. L'isola ha compiuto un balzo significativo, passando dal dodicesimo al quarto posto. Questo miglioramento è supportato da un aumento del tasso di occupazione per le donne con figli in tenera età.

Si registra anche una diminuzione del ricorso al lavoro part-time non volontario tra le donne. Questo indica una maggiore stabilità e opportunità professionali per le madri sarde.

Anche nella classifica dedicata alla salute, la Sardegna mostra un netto progresso. Sale all'ottavo posto, distinguendosi tra le regioni del Mezzogiorno che superano la media nazionale.

Natalità in calo, la Sardegna ultima in demografia

Nonostante i progressi in salute e lavoro, la Sardegna continua a essere fanalino di coda per quanto riguarda la natalità. Questo dato demografico pesa negativamente sulla classifica generale.

Il rapporto di Save the Children, intitolato «Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026», evidenzia questa criticità. La classifica generale dei territori più favorevoli alle madri vede la Sardegna al quindicesimo posto.

Rispetto all'edizione precedente del rapporto, la regione ha perso una posizione. La bassa natalità rappresenta un ostacolo significativo al miglioramento della sua posizione complessiva.

Soddisfazione soggettiva e sfide della maternità

Sul fronte della soddisfazione soggettiva, la Sardegna si mantiene stabile al quattordicesimo posto. Questo dato suggerisce che, pur migliorando alcuni aspetti concreti, la percezione generale delle madri non ha subito variazioni significative.

Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi Dati di Save the Children Italia, sottolinea una problematica nazionale. La maternità rimane un fattore di disuguaglianza. Il sistema attuale scarica in modo sproporzionato i costi della genitorialità sulle donne.

Nonostante gli impegni dichiarati, il rapporto evidenzia un peggioramento della situazione per le madri in Italia. Le dimissioni delle neomamme sono in aumento.

Tra le madri più giovani, una parte consistente non studia, non lavora e non è inserita in percorsi formativi. Questo dato è preoccupante per il futuro sociale ed economico del Paese.

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