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La Basilicata destina 17 milioni di euro al turismo delle radici, considerata una risorsa strategica. L'iniziativa mira a rafforzare i legami con gli italiani all'estero, promuovendo lo sviluppo territoriale e il Made in Italy.

Turismo delle radici: una risorsa strategica per la Basilicata

L'assessore regionale allo sviluppo economico, Francesco Cupparo, ha evidenziato l'importanza del turismo delle radici. Lo ha definito una risorsa strategica di grande valore per la regione Basilicata. Questa visione si allinea con la fase due del progetto nazionale. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato questa nuova fase. I risultati ottenuti finora confermano la validità di tale strategia. Sono stati registrati oltre sette milioni di viaggiatori delle radici. La loro spesa ha superato i cinque miliardi di euro. Questi dati dimostrano il grande potenziale di questo settore turistico.

Antonio Tajani stesso definisce il turismo delle radici parte della "diplomazia della crescita". Rafforzare il legame con gli italiani all'estero crea opportunità concrete. Permette di incrementare le esportazioni di prodotti locali. La Basilicata intende sfruttare appieno questo potenziale. La regione si posiziona come meta privilegiata per chi cerca le proprie origini.

Investimenti regionali per il settore turistico

La Regione Basilicata ha lanciato un avviso specifico. Questo è rivolto alle imprese del settore turistico. L'obiettivo è potenziare e qualificare l'offerta ricettiva e di ristorazione. Sono stati stanziati complessivamente 15 milioni di euro per questo scopo. Parallelamente, è stato aggiornato il "Piano di Azione per la Ripresa del Turismo". Questo piano copre il biennio 2025-2026. Prevede un ulteriore investimento di due milioni di euro. Questi fondi sono destinati alla promozione, alla comunicazione e allo sviluppo dell'intera filiera turistica regionale.

L'impegno finanziario totale ammonta quindi a 17 milioni di euro. Questa somma testimonia la serietà dell'impegno della regione. Si punta a creare un ecosistema favorevole. Le imprese potranno così migliorare i propri servizi. I turisti delle radici troveranno un'accoglienza sempre migliore. La promozione mirata raggiungerà le comunità lucane sparse nel mondo. L'obiettivo è incentivare il ritorno e la scoperta del territorio.

Oltre il turismo: sviluppo territoriale e identità

Francesco Cupparo ha sottolineato un aspetto fondamentale. Il turismo delle radici non è solo un'opportunità per il settore turistico. Rappresenta uno strumento potente per lo sviluppo territoriale. Contribuisce attivamente alla promozione del Made in Italy. Permette la valorizzazione delle tradizioni locali. Inoltre, rafforza il senso di appartenenza alla comunità. Questo concetto è cruciale per la coesione sociale. Le nuove generazioni di italiani all'estero potranno riscoprire le proprie origini.

La strategia regionale prevede azioni concrete. Si punta a facilitare i collegamenti. Si promuovono eventi culturali e sagre. Si valorizzano i prodotti enogastronomici tipici. L'idea è offrire un'esperienza immersiva. I visitatori potranno così connettersi profondamente con la terra dei loro antenati. Questo approccio genera un circolo virtuoso. Aumenta l'indotto economico. Mantiene vive le tradizioni. Consolida l'identità culturale della Basilicata. L'assessore ha concluso con un appello alla collaborazione. Solo unendo le forze si potranno massimizzare i benefici di questa risorsa.

Domande frequenti sul turismo delle radici in Basilicata

Cosa si intende per turismo delle radici?

Il turismo delle radici si riferisce a viaggi intrapresi da persone per riscoprire le proprie origini familiari all'estero. Spesso coinvolge la visita dei luoghi di provenienza degli antenati, la ricerca di parenti e la conoscenza delle tradizioni locali. In Basilicata, questo tipo di turismo è visto come un'opportunità di sviluppo economico e culturale.

Quali sono i benefici economici del turismo delle radici per la Basilicata?

I benefici economici includono l'aumento della spesa turistica, il sostegno alle imprese locali (ricettive, ristorative, artigianali), la promozione dei prodotti tipici e del Made in Italy. Inoltre, può stimolare investimenti e creare occupazione. La regione ha stanziato 17 milioni di euro per potenziare questo settore.