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L'Enac segnala un pre-allarme per il trasporto aereo a causa dell'aumento dei costi del carburante. Si temono ripercussioni sulle tariffe, specialmente per la continuità territoriale della Sardegna.

Preallarme per il trasporto aereo

Si paventa una situazione di preallarme nel settore del trasporto aereo. La chiusura dello stretto di Hormuz influisce sull'approvvigionamento di jet fuel. Tuttavia, si invita a non creare panico. Per l'Italia, l'impatto riguarda circa il 10% del carburante necessario. Il vero problema riguarda il costo del carburante. Gli aumenti potrebbero gravare sugli operatori aerei. Si apre un problema anche per i contratti di continuità territoriale della Sardegna. Ogni revisione dei prezzi dovrà passare per un confronto tra Enac, ministero dei Trasporti e Regione.

Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac, adotta una linea prudente. Non minimizza le conseguenze del conflitto in Iran sul trasporto aereo. Particolare attenzione è rivolta ai collegamenti da e per la Sardegna. Non si intravede un rischio concreto per i collegamenti durante il periodo estivo. La situazione, specialmente per regioni insulari come Sardegna e Sicilia, è sotto costante monitoraggio da parte dell’Enac.

Possibili aumenti tariffari e continuità territoriale

Il ministro Salvini aveva precedentemente menzionato il rischio di un impatto sulle tariffe per i residenti. Di Palma non esclude questa ipotesi. La lega però a un passaggio tecnico e giuridico. Esiste una clausola nel bando. Superato il 25% del costo del jet fuel, potrebbe sorgere un problema contrattuale. Un'eventuale revisione dei prezzi non sarebbe comunque automatica.

L'assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, ha già chiarito la sua posizione. Qualsiasi modifica dovrà avvenire tramite un confronto tra ministero, Regione ed Enac. Di Palma conferma questo passaggio obbligato. Non si tratta di una decisione immediata. Bisogna prima valutare se l'incremento di compensazione sia giustificato. Le gare sono state indette anche senza compensazione.

Di Palma aggiunge un elemento cruciale. Ci sarebbero risorse disponibili, proprio perché la compensazione è a zero. Tali risorse dovrebbero essere presenti a bilancio. Questo non significa che gli aumenti arriveranno. Indica però il terreno per un eventuale confronto. Gli operatori potrebbero chiedere una revisione dei prezzi. Per la Sardegna, il monitoraggio è particolarmente delicato. Viene effettuato normalmente in caso di scioperi. I collegamenti con le isole sono sempre garantiti.

Monitoraggio e speculazione

La specificità insulare è già un criterio di attenzione per l’Enac. Lo stesso vale per la Sicilia. Il presidente ribadisce un punto fondamentale: non siamo di fronte a un allarme conclamato. La programmazione dei voli avviene su lungo periodo. Se si iniziano a ricevere notizie continue sulla mancanza di carburante, l'elemento psicologico influisce. Anche l'incremento dei prezzi ha un impatto.

Di Palma non vuole parlare di speculazione. Ammette però che gli operatori aerei stanno cercando di resettare il sistema. L'obiettivo è trovare il modo di ottenere maggiori profitti. L’Enac si prepara a rafforzare il controllo sulle scorte. Verrà attivato un monitoraggio con la fondazione pubblico-privata Pacta. Al suo interno partecipano gli operatori.

Intervento politico e soluzioni

Sul possibile aumento delle tariffe interviene anche il deputato del Pd Silvio Lai. Il Ministro Salvini ha spiegato che le compagnie chiedono adeguamenti dei prezzi. Il Governo sta cercando di contenerli. Tuttavia, non è possibile garantire la sostenibilità di questa resistenza nel tempo. Non esiste una soluzione strutturale definita.

Secondo Lai, la continuità territoriale viene trattata come un mercato ordinario. Si tratta invece di un sistema regolato con regole e strumenti specifici. La Regione Sardegna ha assunto una posizione corretta. Le oscillazioni dei costi non devono tradursi automaticamente in aumenti tariffari per i cittadini. La continuità territoriale garantisce il diritto alla mobilità.

Quando aumenta il costo del carburante, un sistema regolato come quello della continuità territoriale ha tre possibili modalità di adattamento. Si possono trasferire i costi sulle tariffe. Si può ridurre il livello del servizio. Oppure si può intervenire sul meccanismo di compensazione pubblica previsto nei contratti. Per il deputato dem, questa è la strada da seguire. In caso di shock energetico, è necessario un intervento statale. La Regione deve contribuire alla definizione di una soluzione sostenibile. Solo così si garantisce il diritto alla mobilità in un territorio insulare. Il governo deve uscire dall'ambiguità e assumersi una responsabilità chiara.

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