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Lavoratori del cinema manifestano a Roma chiedendo un rinnovo contrattuale atteso da 27 anni. Sotto accusa sfruttamento e mancanza di tutele, con la minaccia di bloccare i set cinematografici.

Protesta dei lavoratori del cinema a Roma

Davanti agli studi di Cinecittà si è svolto un presidio. L'iniziativa è stata organizzata da Usb Cinema e dal movimento #siamoaititolidicoda. I partecipanti indossavano maschere bianche. Questo gesto simboleggiava la loro condizione di lavoratori invisibili nel settore.

La protesta è avvenuta in concomitanza con la cerimonia dei David di Donatello. L'obiettivo era portare all'attenzione pubblica le problematiche della filiera cinematografica. Si chiedeva un rinnovo contrattuale fermo da 27 anni.

Le ragioni della protesta e le richieste

Gigi Piepoli, assistente operatore e rappresentante di Usb Cinema, ha spiegato le motivazioni. «Portiamo alla luce i lavoratori invisibili e le maestranze», ha dichiarato. Ha sottolineato la crisi del settore, in corso da tre anni. Si è evidenziata la necessità di dare valore alle vertenze dei lavoratori.

Le maschere bianche rappresentano coloro che non hanno volto né identità. Sono lavoratori che da quasi tre decenni attendono tutele adeguate. La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficili condizioni lavorative.

Minaccia di blocco dei set cinematografici

Vincenzo Lauricella, delegato Usb, ha lanciato un avvertimento. Se non arriveranno risposte concrete, i lavoratori sono pronti a scioperare. Potrebbero anche bloccare le attività sui set cinematografici. I compensi attuali sono definiti bassissimi, vicini allo sfruttamento.

La mancanza di un contratto collettivo aggiornato favorisce il fenomeno del caporalato. Questo impone ai lavoratori di accettare retribuzioni sempre più basse. All'interno dei set, la legge sembra assente. Prevale la regola del «prendi o lascia», con la minaccia di non lavorare più.

Critiche ai sindacati e nuove proposte

Sono state mosse critiche verso i sindacati tradizionali. Si accusa che da 27 anni non abbiano agito efficacemente. Anzi, sembrerebbero soffocare il dissenso. Si parla di proposte che invitano a fare molte ore per accumulare crediti, utili per la pensione.

Per questo motivo, molti lavoratori si sono rivolti all'Unione sindacale. È stata elaborata una piattaforma di rivendicazione contrattuale. I punti chiave sono: il salario, la sicurezza sul lavoro e la discontinuità lavorativa. Quest'ultima causa problemi di carriera e pensione.

Solidarietà e partecipazione politica

La speranza è che anche chi lavora all'interno degli studi possa mostrare solidarietà. Si auspica che qualcuno alzi la voce per sostenere le istanze dei lavoratori. Al presidio erano presenti anche esponenti politici dell'opposizione.

Matteo Orfini del Pd ha espresso vicinanza. Ha sottolineato come i lavoratori siano coloro che hanno pagato di più la crisi del settore. Senza di loro, la celebrazione dei David non avrebbe senso. Le opposizioni chiedono una riforma che parta dalle loro proposte. Si chiede il ripristino di tutele sociali, come l'indennità di disponibilità.

Domande frequenti

Cosa sono i ControDavid?

I ControDavid sono un presidio organizzato da lavoratori del cinema e maestranze. L'iniziativa mira a portare all'attenzione pubblica le loro condizioni lavorative e le rivendicazioni contrattuali, in particolare il mancato rinnovo del contratto da 27 anni.

Quali sono le principali rivendicazioni dei lavoratori del cinema?

Le principali rivendicazioni riguardano il rinnovo del contratto collettivo, l'aumento dei salari, il miglioramento della sicurezza sul lavoro e la risoluzione del problema della discontinuità lavorativa. I lavoratori denunciano anche la presenza del caporalato e condizioni di sfruttamento.

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