Un giovane ultrà di Rieti, Kevin Pellecchia, è stato scarcerato dopo l'agguato al bus dei tifosi del Pistoia. Il Gip ha ritenuto insufficienti le prove per mantenerlo in carcere, disponendo i domiciliari.
Dubbi sulla responsabilità di Kevin Pellecchia
Non vi sono prove concrete che colleghino direttamente Kevin Pellecchia al lancio del sasso fatale. Lo afferma il suo legale, l'avvocato Andrea Vella. La pietra colpì il signor Raffaele Marianella, autista del pullman dei tifosi del Pistoia. L'episodio avvenne il 19 ottobre 2025 durante un agguato al mezzo. Pellecchia, 21 anni, è un ultrà della Sebastiani basket Rieti.
Il sasso lanciato dalla strada causò la morte di Marianella. La difesa sottolinea la mancanza di accertamenti definitivi. L'avvocato Vella evidenzia come non sia stato dimostrato con certezza il coinvolgimento del suo assistito. La notizia è stata diffusa dall'agenzia ANSA.
Dalla galera ai domiciliari con braccialetto elettronico
Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Rieti ha deciso di revocare la misura cautelare in carcere per Kevin Pellecchia. Il giovane ultrà passerà le prossime ore agli arresti domiciliari. Sarà dotato di un braccialetto elettronico per monitorare i suoi spostamenti. Questa decisione segue quella già presa dal Tribunale del Riesame.
Il Riesame aveva disposto la medesima misura per altri quattro ultrà indagati. L'avvocato Vella ha presentato istanze al Gip. Il pubblico ministero Francia ha espresso parere favorevole alla scarcerazione. Il Gip ha accolto le richieste della difesa.
Nessuna prova schiacciante per il carcere
L'avvocato Vella ha dichiarato che non esistono elementi sufficienti per mantenere Pellecchia in carcere. Il Gip ha ritenuto che la sua posizione investigativa sia equiparabile a quella degli altri indagati. Non ci sono distinzioni significative che giustifichino il mantenimento della detenzione in carcere. La difesa ha sottolineato il comportamento del giovane.
Pellecchia era stato fermato il giorno dopo l'agguato. Insieme a lui, furono arrestati altri due ultrà reatini, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini. Entrambi risultano ancora detenuti. Il Gip, al momento dell'arresto, aveva indicato un sasso specifico.
Il sasso "a punta" e le dichiarazioni di Pellecchia
Il Gip aveva inizialmente collegato Pellecchia a un sasso "a punta". Questo corrispondeva per forma a quello trovato all'interno del pullman. Pellecchia, durante un colloquio negli uffici della Mobile, avrebbe affermato di aver tenuto in mano un sasso simile. Disse: «Era quello più appuntito». Il suo legale ha precisato che Pellecchia non ha mai ammesso né escluso di aver lanciato quel sasso.
Le dichiarazioni non sono state conclusive per gli inquirenti. L'avvocato Vella ha ribadito più volte questa posizione. La difesa punta a dimostrare la mancanza di prove certe. La posizione di Pellecchia è ora quella di un indagato agli arresti domiciliari.
Posizione investigativa e processuale
La difesa di Kevin Pellecchia ha evidenziato la sua posizione investigativa e processuale. Questa è considerata simile a quella degli altri sette indagati. Non vi sono elementi che lo distinguano in modo netto dagli altri. L'avvocato Vella ha sottolineato come il Gip abbia accolto le sue istanze. Il parere favorevole del PM Francia è stato determinante.
La decisione del Gip di passare Pellecchia ai domiciliari con braccialetto elettronico è un passo significativo. La misura cautelare in carcere è stata ritenuta eccessiva. La giustizia valuterà ulteriormente la sua posizione nei prossimi sviluppi del caso. La vicenda continua a suscitare interesse nella comunità di Rieti.
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Domanda: Chi è Kevin Pellecchia?
Risposta: Kevin Pellecchia è un giovane di 21 anni, ultrà della Sebastiani basket Rieti, indagato per il suo presunto coinvolgimento nell'agguato al bus dei tifosi del Pistoia, avvenuto il 19 ottobre 2025, che causò la morte dell'autista Raffaele Marianella.
Domanda: Perché Kevin Pellecchia è stato scarcerato?
Risposta: Il Gip di Rieti ha ritenuto che non sussistessero elementi sufficienti per mantenere Kevin Pellecchia in custodia cautelare in carcere, disponendo invece gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, accogliendo le istanze della difesa.