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Sei ultrà di Rieti, indagati per l'agguato mortale a un bus, ottengono gli arresti domiciliari. Solo Kevin Pellecchia rimane in carcere, accusato del lancio della pietra fatale. La procura si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per tutti.

Ultras reatini ai domiciliari dopo agguato bus

Sei sostenitori della Sebastiani basket Rieti beneficeranno presto della libertà. Sono indagati per l'aggressione al pullman del Pistoia basket. L'episodio, avvenuto il 19 ottobre 2025, causò la morte di un autista. La vittima, Raffaele Marianella, fu colpita da un sasso lanciato dalla strada.

La decisione è arrivata dal Tribunale del Riesame. I giudici hanno accolto le istanze presentate da alcune difese. I sei ultrà passeranno dalla detenzione in carcere agli arresti domiciliari. Saranno inoltre monitorati con il braccialetto elettronico.

Kevin Pellecchia unico detenuto

Unica eccezione è Kevin Pellecchia. Il giovane, di soli 21 anni, rimarrà dietro le sbarre. La sua difesa non ha presentato ricorso al Riesame. Le indagini lo indicano come l'autore materiale del lancio del sasso. Il gip, nell'ordinanza di custodia cautelare, aveva evidenziato la corrispondenza tra il sasso sequestrato e quello descritto da Pellecchia.

Il suo legale, l'avvocato Andrea Vella, ha precisato che il suo assistito non ha confessato. Ha però nemmeno escluso il suo coinvolgimento durante gli interrogatori. La sua posizione rimane quindi quella di maggiormente indiziato per il gesto fatale.

Indagini e accuse a carico degli ultrà

I primi tre indagati, inclusi Pellecchia, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini, furono arrestati subito dopo l'agguato. Successivamente, il 26 giugno scorso, altri cinque ultras ricevettero un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Tra questi figurano Giuseppe Aguzzi, ex leader della curva, Luigi Vagni, Francesco Pastorelli, Matteo De Santis e Flavio Perotti.

Quest'ultimo era già agli arresti domiciliari. L'ordinanza riguardava anche Fortuna, Pellecchia e Barberini per l'aggravante del tentato omicidio. Gli arresti iniziali furono successivamente convalidati dalle autorità competenti.

Omicidio e tentato omicidio pluriaggravato

L'accusa, coordinata dal pm Lorenzo Francia, è di omicidio pluriaggravato in concorso. La contestazione riguarda la morte di Raffaele Marianella. Vi è anche l'accusa di tentato omicidio pluriaggravato in concorso. Questa riguarda l'autista che era alla guida del mezzo durante l'aggressione.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Digos di Rieti, hanno delineato un quadro accusatorio solido. La Procura reatina si prepara ora a formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati. L'impianto accusatorio rimane quindi confermato.