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La sanità lucana necessita di fondi certi e non di applausi. Il consigliere regionale Roberto Cifarelli critica l'assessore Latronico e chiede al Governo nazionale un impegno concreto per ridurre le liste d'attesa e potenziare i servizi territoriali.

Critiche alla gestione sanitaria regionale

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli, esponente del centrosinistra e presidente della Commissione Bilancio, ha espresso forti riserve riguardo alle recenti dichiarazioni dell'assessore alla Sanità della Basilicata, Cosimo Latronico. Cifarelli evidenzia una palese contraddizione nelle affermazioni di Latronico. L'assessore avrebbe inizialmente elogiato la manovra finanziaria del Governo Meloni, definendola un rafforzamento per il Servizio Sanitario Nazionale. Successivamente, però, Latronico avrebbe manifestato la necessità di modificare i criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale per ottenere maggiori finanziamenti per la regione Basilicata.

Secondo Cifarelli, questa discordanza solleva interrogativi sulla reale efficacia delle politiche sanitarie nazionali. Se il finanziamento previsto fosse realmente adeguato, come sostenuto dall'assessore, non si spiegherebbe la necessità di avviare un confronto, potenzialmente conflittuale, con le altre regioni italiane per reperire fondi aggiuntivi. Il consigliere sottolinea come la regione Basilicata dovrebbe concentrarsi sulla richiesta di risorse concrete piuttosto che celebrare annunci che non si traducono in benefici tangibili per i cittadini.

Analisi dei fondi sanitari nazionali

Il consigliere Roberto Cifarelli ha analizzato i dati relativi al Fondo Sanitario Nazionale, mettendo in luce una realtà ben diversa rispetto alla narrazione promozionale del governo. Il Fondo Sanitario Nazionale dovrebbe passare da circa 125,5 miliardi di euro nel 2022 a circa 146,3 miliardi di euro nel 2027. Questo incremento nominale, pari a quasi 21 miliardi, viene significativamente eroso dall'inflazione. In termini di potere d'acquisto reale, l'aumento effettivo si riduce a circa 4 miliardi.

Un dato ancora più preoccupante, secondo Cifarelli, riguarda la progressiva diminuzione della quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità pubblica. Il rapporto tra il Fondo Sanitario Nazionale e il Prodotto Interno Lordo (PIL) è passato dal 6,29% nel 2022. Le proiezioni indicano un calo al 6,11% nel 2027, con una tendenza alla diminuzione anche negli anni successivi. Questo significa che, nonostante gli incrementi nominali annunciati, la sanità pubblica sta perdendo peso nelle priorità di bilancio del Paese.

Cifarelli critica apertamente la propaganda governativa, sostenendo che i numeri reali dimostrino un disinvestimento nella sanità pubblica. La regione Basilicata, come tutte le altre, risente di questa tendenza. La riduzione della quota di PIL destinata alla sanità pubblica ha ripercussioni dirette sulla qualità dei servizi offerti, sull'efficienza delle strutture ospedaliere e sulla capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini, specialmente nelle aree più marginali.

Richiesta di risorse certe e distribuzione equa

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli esorta l'assessore Cosimo Latronico a dimostrare la stessa fermezza nei confronti del Governo nazionale che mostra nei confronti delle altre regioni. La battaglia per una distribuzione più equa delle risorse sanitarie, secondo Cifarelli, ha senso solo se affiancata dalla richiesta di un finanziamento complessivo adeguato. Altrimenti, si rischia di innescare una competizione tra regioni per accaparrarsi fondi insufficienti, mentre il governo continua a vantare aumenti nominali che l'inflazione vanifica.

Cifarelli ribadisce che la difesa della sanità pubblica non può basarsi sulla mera redistribuzione della scarsità. È fondamentale pretendere maggiori risorse a livello nazionale e assicurarsi che queste vengano distribuite in modo giusto ed equo. La regione Basilicata, in particolare, soffre di carenze strutturali che richiedono interventi mirati e un impegno finanziario consistente. Le liste d'attesa, il potenziamento della medicina territoriale e il mantenimento dei servizi sanitari nei comuni più piccoli sono priorità che necessitano di fondi certi.

La salute dei cittadini della Basilicata non può essere subordinata a logiche di bilancio che penalizzano il settore pubblico. Il consigliere invita quindi a un cambio di rotta, focalizzato sull'ottenimento di risorse adeguate e sulla garanzia di un diritto alla salute universale e di qualità. La regione Basilicata, invece di celebrare decisioni governative discutibili, dovrebbe mobilitarsi per ottenere ciò che le spetta di diritto, a tutela dei propri cittadini e del sistema sanitario regionale.

Il contesto della sanità in Basilicata

La Basilicata, una delle regioni più piccole d'Italia per estensione e popolazione, affronta sfide sanitarie significative. La sua conformazione geografica, con aree interne e montuose, rende complessa l'erogazione dei servizi sanitari, specialmente per quanto riguarda la medicina territoriale e l'assistenza domiciliare. La carenza di personale medico e sanitario, un problema diffuso a livello nazionale, si acuisce in contesti come quello lucano, dove la dispersione abitativa rende meno attrattive le sedi lavorative.

Le liste d'attesa rappresentano un'altra criticità importante. Molti cittadini lucani sono costretti a rivolgersi a strutture sanitarie fuori regione per ottenere prestazioni specialistiche in tempi ragionevoli, con un conseguente esborso economico aggiuntivo e un aggravio dei costi per il sistema sanitario regionale. La recente critica di Roberto Cifarelli si inserisce in questo quadro, evidenziando la necessità di un intervento deciso da parte del governo centrale per colmare queste lacune.

Il Fondo Sanitario Nazionale è lo strumento principale attraverso cui lo Stato finanzia la sanità pubblica. La sua ripartizione tra le regioni avviene secondo criteri che tengono conto di diversi fattori, tra cui la popolazione, l'età media, la deprivazione socio-economica e la presenza di strutture sanitarie. Tuttavia, come sottolineato da Cifarelli, l'inflazione e la tendenza a ridurre la quota di PIL destinata alla sanità pubblica mettono a rischio l'efficacia di questo strumento. La Basilicata, come altre regioni del Sud Italia, spesso lamenta una distribuzione non equa delle risorse, che penalizzerebbe ulteriormente i territori con maggiori fragilità.

La dichiarazione dell'assessore Cosimo Latronico, che prima apprezza la manovra e poi chiede più fondi, riflette probabilmente la complessità della situazione e la pressione esercitata dai cittadini e dalle organizzazioni sanitarie regionali. Tuttavia, Cifarelli invita a una maggiore coerenza e a una strategia più incisiva nei confronti del governo centrale. La salute pubblica è un diritto fondamentale, e la sua tutela richiede un impegno costante e risorse adeguate, non solo promesse.