Condividi

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli chiede l'immediato ritiro del Piano socio-sanitario lucano. Critica la gestione della sanità regionale, definendola fallimentare e priva di visione strategica.

Critiche al piano socio-sanitario regionale

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli ha espresso forte disappunto riguardo al Piano socio-sanitario della Basilicata. Secondo Cifarelli, il rapporto tra l'attuale Giunta e i cittadini lucani è ormai compromesso. Sostiene attivamente la legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil. Chiede a gran voce il ritiro immediato del piano.

L'esponente politico invita il governatore Bardi e l'assessore alla Sanità, Cosimo Latronico, a mostrare maggiore umiltà. Propone di interrompere lo smantellamento delle guardie mediche. Insiste sulla necessità di avviare un confronto sincero e continuo con la Conferenza dei sindaci. La sanità lucana, sottolinea, appartiene alle comunità e non ai funzionari di palazzo.

Fallimento della governance regionale

Cifarelli definisce l'attivismo recente dell'assessore Latronico e dei vertici dell'Asp come una palese certificazione di fallimento. Attribuisce questa responsabilità alla governance regionale del centrodestra, sia dal punto di vista politico che metodologico. Il Piano socio-sanitario, approvato a febbraio, e la delibera di riorganizzazione territoriale numero 600 del 2024, stanno cedendo sotto la pressione della mobilitazione popolare.

Cittadini, sindacati e sindaci si sono uniti in una protesta spontanea. Cifarelli critica un metodo di governo inaccettabile, che descrive come una «sanità a trattativa privata». La Giunta approva tagli lineari, mascherati da riorganizzazione. Questi tagli privano i piccoli comuni delle guardie mediche, come accaduto a Maschito. Vengono inoltre rimossi i presidi minimi di emergenza territoriali.

Solo dopo le proteste nelle piazze, come a Senise, nel Melandro e nel distretto Lagonegrese-Pollino, l'assessore convoca tavoli d'emergenza. L'obiettivo sembra essere quello di concedere deroghe locali. Si promette il mantenimento del servizio a Bella o che Pescopagano non subirà smantellamenti.

Mancanza di visione strategica e corsa ai fondi Pnrr

La salute pubblica dei lucani non può essere gestita in modo così arbitrario. Non può dipendere dall'intensità delle proteste o essere trattata come un mercato rionale. L'intento sarebbe quello di placare il dissenso elettorale. Questo approccio frammentato, definito «a macchia di leopardo», evidenzia una totale assenza di visione strategica. Sembra esserci solo la fretta di raggiungere gli obiettivi del Pnrr entro la scadenza del 31 maggio.

L'obiettivo sembra essere quello di inaugurare strutture, definite «muri» e «scatole vuote». Tuttavia, queste nuove realizzazioni rischiano di essere prive del personale medico e infermieristico necessario. La salute dei cittadini non può essere sacrificata in nome di scadenze burocratiche o di inaugurazioni politiche. La critica si concentra sulla mancanza di pianificazione a lungo termine e sulla gestione emergenziale delle problematiche sanitarie.

Le dichiarazioni di Cifarelli evidenziano una profonda sfiducia nella gestione attuale della sanità regionale. La richiesta di ritiro del piano e l'appello a un confronto trasparente mirano a riportare l'attenzione sulle reali esigenze dei cittadini lucani. La salute pubblica deve essere una priorità assoluta, non un mero strumento politico o amministrativo.