L'autrice Stefania Auci, reduce dal successo dei "Leoni di Sicilia", ha partecipato a Pordenonelegge. Ha ribadito l'importanza di fornire ai giovani gli strumenti per sviluppare un pensiero critico autonomo.
L'importanza del pensiero critico per i giovani
Stefania Auci, celebre per la sua saga sui Florio, ha recentemente partecipato all'evento Pordenonelegge. Nonostante il grande successo editoriale, l'autrice ha scelto di continuare a svolgere il suo ruolo di insegnante di sostegno. Questo le permette di mantenere un contatto diretto con la realtà, lontana dalla "bolla" del mondo editoriale.
Auci ha enfatizzato la necessità di fornire ai giovani gli strumenti necessari per formare un pensiero indipendente. Ha presentato il suo ultimo lavoro, "L'alba dei Leoni", che esplora le origini della famiglia Florio prima della loro ascesa. Ha anche introdotto "Cunti, storie, romanzi", un libro dedicato ai lettori di tutte le età, dove condivide i testi che hanno segnato la sua vita.
Molti si sorprendono della sua decisione di non abbandonare l'insegnamento. Auci spiega che rimanere a contatto con la vita scolastica è fondamentale per comprendere la realtà. Cerca di dare priorità alla sua vita reale, anche se le sue affermazioni possono talvolta suscitare stupore.
Il rapporto tra scuola, famiglia e società
L'autrice ha riflettuto sui cambiamenti intercorsi nel rapporto tra docenti e genitori. Un tempo, fino agli anni Ottanta-Novanta, era raro che i genitori intervenissero in modo così diretto nelle decisioni didattiche dei docenti. Questo non significa idealizzare il passato, ma riconoscere che esisteva una chiara distinzione dei ruoli.
Il genitore si occupava della sfera familiare, mentre l'insegnante gestiva quella educativa. Auci ha anche sollevato il delicato tema della percezione sociale degli insegnanti. Purtroppo, la figura dell'insegnante è spesso ridotta a un mero gestore di classe. Questa percezione è aggravata dalla retribuzione, che vede gli insegnanti tra le categorie professionali meno pagate in Europa.
Secondo Auci, è venuto a mancare un legame solido tra scuola e famiglia. Manca un dialogo costruttivo e non competitivo tra questi due pilastri dell'educazione. Questo divario può ostacolare lo sviluppo armonico dei giovani.
La lettura come strumento di crescita e consolazione
La formazione di Auci come lettrice è profondamente legata ai suoi affetti familiari, come emerge da "Cunti, storie, romanzi". L'autrice racconta come sua nonna utilizzasse le storie per convincerla a mangiare quando era bambina. Questo libro rappresenta una rilettura della sua infanzia, tra i 3 e i 5 anni.
Ha sempre attribuito grande importanza all'oralità e all'uso del dialetto. Auci utilizza il dialetto in modo consapevole, poiché in certi contesti permette di esprimere sfumature emotive e affettive profonde. Questo arricchisce la comunicazione e rafforza il legame con le proprie radici.
L'autrice ama raccontare storie, e questo libro narra la sua personale esperienza. La sua vita è stata profondamente influenzata dalle letture. In ogni momento, sia positivo che negativo, i libri le sono stati di grande aiuto. Ricorda come "Harry Potter" le offrì conforto dopo la morte del padre a 30 anni.
Per la perdita più recente della madre, ha trovato sostegno in "Kolchoz" di Emanuel Carrere e "Lettere a mia madre" di Simenon. I libri hanno accompagnato passaggi cruciali della sua vita, e lei sa esattamente quali testi ha letto in quei momenti. Per questo, prova una profonda gratitudine verso la letteratura.
I classici e la contemporaneità
Anche i classici letterari continuano a rispecchiare la condizione umana attuale. L'incontro tra Ettore, Andromaca e Astianatte nell'Iliade ne è un esempio. Il gesto di Ettore, che si toglie l'elmo per non spaventare il figlio, esprime un'emozione universale che risuona ancora oggi. L'Iliade continua a parlarci perché affronta aspetti fondamentali dell'essere umano.
Per quanto riguarda le letture scolastiche, Auci nota che i ragazzi spesso non leggono i libri che ci si aspetterebbe. Preferiscono il genere romance, ma esitano a parlarne per timore del giudizio degli adulti. Questo evidenzia una certa reticenza nel condividere le proprie passioni letterarie.
Il nuovo capitolo della saga dei Florio
Il terzo capitolo della saga dei Florio trasporta i lettori a Bagnara Calabra, tra il 1772 e il 1779. Questo periodo precede il trasferimento della famiglia a Palermo, quando ancora non avevano raggiunto la ricchezza e il prestigio che avrebbero ottenuto in seguito. L'atmosfera descritta è più "selvaggia", secondo l'autrice.
Il terremoto del 1783 segnerà un punto di svolta importante per la regione e per la famiglia. La narrazione si concentra sulle origini e sulle sfide iniziali che la famiglia Florio dovette affrontare prima di affermarsi come una delle dinastie più influenti.
Domande e Risposte
Perché Stefania Auci continua a insegnare nonostante il successo editoriale?
Stefania Auci continua a insegnare per rimanere ancorata alla realtà e non vivere isolata nella "bolla" del mondo editoriale. L'insegnamento le offre una prospettiva preziosa sulla vita quotidiana.
Qual è il principale problema nel rapporto tra scuola e famiglia secondo Stefania Auci?
Secondo Stefania Auci, il problema principale è la mancanza di un dialogo costruttivo e non competitivo tra scuola e famiglia. Inoltre, la figura dell'insegnante è spesso sottovalutata e mal retribuita nella società contemporanea.