Lo scrittore ventenne Nelio Biedermann, ospite a Pordenonelegge, esprime preoccupazione per la mancanza di fiducia dei giovani nel futuro, legandola alla perdita di speranza. Il suo romanzo d'esordio, "I Lazar", esplora connessioni storiche con il presente.
Il timore dei giovani per il domani
Nelio Biedermann, autore del romanzo d'esordio «I Lazar», ha condiviso le sue riflessioni sulla condizione giovanile attuale. Lo scrittore ventenne ha evidenziato una diffusa paura per il futuro tra le nuove generazioni.
«Le persone oggi sono spaventate», ha affermato Biedermann. Ha aggiunto che la generazione dei suoi genitori nutriva una forte convinzione in un futuro migliore. I giovani di oggi, invece, sembrano mancare di questo ottimismo.
«Se i giovani perdessero la speranza, sarebbe la fine», ha dichiarato lo scrittore all’ANSA. Questo pensiero sottolinea la gravità della situazione attuale per la gioventù.
«I Lazar»: un ponte tra passato e presente
Il romanzo «I Lazar», pubblicato da Guanda, narra le vicende di un’aristocratica famiglia ungherese. La storia si estende per mezzo secolo, dalla caduta dell’Impero asburgico fino al 1957.
Biedermann, cresciuto a Thalwil, sul lago di Zurigo, trae ispirazione dalla sua stessa famiglia. I suoi nonni si rifugiarono in Svizzera negli anni Cinquanta.
Lo scrittore studia Germanistica e Scienze cinematografiche all’Università di Zurigo. Il suo romanzo attinge a esperienze familiari, esplorando il passato per comprendere il presente.
«Mi è venuto naturale rivolgere lo sguardo al passato», ha spiegato Biedermann. Il passato, secondo l’autore, ha conseguenze dirette sulla vita attuale. Ha notato parallelismi sorprendenti tra il passato narrato e gli eventi odierni.
«Ci sono tantissimi legami con il presente», ha sottolineato. Ha citato il movimento dell’Armata Rossa verso occidente come esempio, paragonandolo agli eventi attuali in Russia e Ucraina.
L'identità europea in bilico
Biedermann ha espresso preoccupazione per l’identità europea. Ha descritto l’Europa come un’unione di realtà diverse, con similitudini ma anche marcate differenze linguistiche e culturali.
«Oggi è ancora più difficile», ha osservato. Ha indicato una tendenza al ripiegamento sui propri confini nazionali. Questo isolazionismo rende ardua la creazione di un’identità sovranazionale.
«L’identità europea, lo sviluppo, il progresso europeo sono un po’ in pericolo», ha concluso lo scrittore. La sua analisi riflette una crisi identitaria continentale.
Il fascino dei classici e degli outsider
Lo scrittore nutre una profonda passione per i classici della letteratura. Cerca di comprendere le ragioni del loro successo duraturo nel tempo.
«Mi affascina poter entrare in sintonia con ciò che raccontano», ha ammesso. Trova incredibile come le tematiche trattate dagli autori del passato rimangano attuali.
«Le cose fondamentali non sono cambiate», ha affermato Biedermann. Questo aspetto universale della narrazione lo attrae maggiormente.
Il suo romanzo si apre con un personaggio insolito: un bambino pallido, quasi spettrale, diverso dal padre e dagli altri. Questo protagonista non si conforma al suo tempo.
«Mi piacciono gli outsider», ha dichiarato Biedermann. Si è ispirato ai romanzi tedeschi medievali, dove la vita interiore dei personaggi assume un ruolo centrale.
Grandi eventi storici e figure marginali
Biedermann intreccia grandi eventi storici nel suo romanzo. Tra questi figurano le due guerre mondiali, i totalitarismi, la morte di Stalin e le persecuzioni contro gli ebrei.
Tuttavia, l’autore pone maggiore enfasi sui personaggi che agiscono dietro le quinte. La sua visione è che «nel mondo nulla accade a caso».
La narrazione esplora le dinamiche familiari e sociali sullo sfondo di eventi epocali. La complessità delle relazioni umane emerge con forza.