Lo scrittore Michel Houellebecq, ospite a Pordenonelegge, ha chiarito la sua posizione riguardo al suo ruolo di "profeta" letterario e ha espresso opinioni sulla situazione politica italiana ed europea, escludendo una deriva fascista per l'Italia.
Houellebecq smentisce il ruolo di profeta
Lo scrittore Michel Houellebecq, autore di opere come 'Sottomissione', non si considera un profeta. Ha dichiarato a Pordenonelegge: "Come profeta sono stato un po' sopravvalutato".
Presente all'evento con la sua opera poetica completa, 'Tutte le poesie', ha scherzato sulla definizione di profeta. Ha paragonato i profeti biblici, che predicevano disgrazie per opprimere il popolo, a sé stesso. Tuttavia, ha ammesso di essere meno severo nel predire avversità.
Ha descritto il modo in cui si definiscono i profeti come "un po' strano". Ha distinto tra i "veri" profeti biblici e la sua personale tendenza a predire disgrazie.
Analisi politica italiana ed europea
Riguardo alla situazione politica italiana, Houellebecq ha affermato: "L'Italia è pronta a rassicurare il resto dell'Europa". Non percepisce una tendenza verso il fascismo nel paese.
Ha commentato il successo elettorale dell'Afd in Germania e la situazione in Francia. Ha sottolineato che la Francia non è un caso isolato in Europa. La situazione politica attuale si sta generalizzando in diversi paesi europei.
Una conseguenza negativa in Francia, secondo lo scrittore, è il peggioramento della sinistra. Ha ricordato la sua giovinezza, quando la sinistra dominava culturalmente e intellettualmente. Poteva permettersi maggiore tolleranza.
Ora, con un dominio meno incontrastato, la sinistra è più attenta e vigile. Ha spiegato che la sinistra, un tempo dominante, ora sorveglia maggiormente le cose.
Il rapporto con la poesia e la fantascienza
Houellebecq ha sempre avuto un legame naturale con la poesia. Le sue prime pubblicazioni risalgono a quarant'anni fa. Sapeva che vivere solo di poesia era difficile.
Scrivere il suo primo romanzo è stata una decisione insolita. Non gli sembrava così naturale come la poesia. Ha notato che ogni poesia contiene un potenziale romanzo.
Da giovane, leggeva molta fantascienza. Si definiva un esperto del genere. Ha espresso rammarico per l'oblio della fantascienza degli anni '70.
Alcuni elementi della fantascienza stanno diventando realtà oggi, come l'intelligenza artificiale. Ha ammesso che altri sono stati più profetici di lui.
Riflessioni sulla scrittura e la vita
Se dovesse scrivere nuovamente 'Sottomissione', le possibilità di pubblicazione sarebbero minori. L'università francese era un terreno fertile per l'antisemitismo.
Durante la scrittura del libro, ha visitato le università per comprendere la situazione. È rimasto sorpreso dalle proteste contro un professore israeliano. Questo fenomeno si è sviluppato molto, più che nel resto della società.
Houellebecq riconosce delle lacune nei suoi libri, dei "buchi" e delle "voragini". Ha difficoltà a trattare temi come il rapporto con il padre.
La sua scelta di scrivere il primo romanzo fu dettata dalla mancanza di informatici nella letteratura. Ha lavorato come informatico e analista programmatore prima di diventare scrittore.
La lotta descritta nella sua raccolta di poesie, "Si perde sempre", è contro la morte. Non ama la rassegnazione di fronte ad essa. La trova sciocca e irritante.