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In Umbria, oltre un cittadino su dieci ha rinunciato a prestazioni sanitarie negli ultimi 12 mesi, superando la media nazionale. L'opposizione critica duramente la giunta regionale per l'inadeguatezza delle risposte e l'aumento della pressione fiscale.

Sanità umbra: un cittadino su dieci rinuncia alle cure

La situazione sanitaria in Umbria presenta criticità emergenti. Non si tratta più solo di lunghe attese per le visite mediche. Un numero significativo di residenti sta decidendo di non sottoporsi a cure necessarie. La Fondazione Gimbe ha rilevato un dato preoccupante.

Nell'ultimo anno, l'11,6% della popolazione umbra ha evitato una o più prestazioni sanitarie. Questo dato supera la media nazionale, ferma al 9,6%. I consiglieri regionali di opposizione hanno definito la situazione «gravissima». Hanno sottolineato come questa tendenza certifichi un problema che la Giunta regionale non starebbe affrontando con soluzioni adeguate.

Le firme sull'appello provengono da esponenti di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Terzo Polo-Unione Civica. Tra questi figurano Enrico Melasecche, Donatella Tesei, Paola Agabiti, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Andrea Romizi, Laura Pernazza e Nilo Arcudi. La loro denuncia evidenzia una crescente sfiducia nel sistema sanitario regionale.

Promesse mancate e aumento delle tasse per la sanità

I rappresentanti della minoranza hanno ricordato la campagna elettorale della presidente Proietti. Quest'ultima aveva promesso una netta inversione di rotta per la sanità umbra. Si parlava di azzerare le liste d'attesa in soli tre mesi. Si assicurava anche di non ricorrere più a strutture private. Queste promesse avevano generato grandi aspettative tra i cittadini.

Oggi, di fronte a dati così allarmanti, quelle promesse sembrano scontrarsi con una realtà complessa. La situazione attuale richiede ben più di semplici annunci. Servono programmazione efficace, capacità amministrativa e interventi concreti. La sinistra, secondo i consiglieri, starebbe dimostrando tutta la propria inadeguatezza su questi fronti.

La presidente Proietti aveva giustificato l'aumento dell'Irpef e dell'Irap con la necessità di reperire fondi per la sanità. Questo sacrificio fiscale, che si estenderà fino al 2029, supererà il mezzo miliardo di euro. I cittadini, lavoratori, pensionati e famiglie umbre sono chiamati a contribuire economicamente.

La sanità peggiora nonostante gli aumenti fiscali

Nonostante l'incremento delle tasse e i maggiori sacrifici richiesti ai cittadini, la qualità della sanità in Umbria non sembra migliorare. Anzi, secondo l'opposizione, starebbe peggiorando. La quota di cittadini che rinuncia alle cure, superiore alla media nazionale, rappresenta un campanello d'allarme inequivocabile.

Questo dato non può essere ignorato o minimizzato con giustificazioni generiche o dichiarazioni di principio. Dietro ogni numero ci sono storie di persone. Ci sono pazienti che non riescono ad ottenere una visita specialistica. Ci sono cittadini che attendono troppo a lungo per una prenotazione. Ci sono famiglie costrette a rivolgersi al settore privato, se dispongono delle risorse economiche necessarie.

Chi non ha la possibilità economica di pagare di tasca propria rischia di dover rimandare o addirittura abbandonare percorsi di cura fondamentali. Le testimonianze raccolte negli ultimi mesi da parte di pazienti che non riuscivano nemmeno a essere inseriti in lista d'attesa confermano quanto denunciato. La situazione attuale è una chiara conferma delle criticità già segnalate.

Richiesta di trasparenza e responsabilità politica

I consiglieri di minoranza chiedono alla Regione di valutare con precisione l'impatto di queste criticità sulla rinuncia alle cure. Esigono la pubblicazione di dati trasparenti, senza nascondersi dietro medie statistiche o mere dichiarazioni d'intenti. La presidente Proietti deve assumersi la piena responsabilità politica dei risultati ottenuti dalla sua amministrazione.

La sanità non può essere gestita attraverso slogan elettorali. La salute dei cittadini umbri non può diventare il prezzo da pagare per promesse elettorali non mantenute. La gestione attuale non sembra in grado di fornire risposte concrete ed efficaci ai bisogni della popolazione. L'opposizione chiede un cambio di passo immediato per garantire il diritto alla salute.