Condividi

L'Umbria eccelle nell'istruzione a livello nazionale, ma presenta criticità se confrontata con le regioni europee. La Corte dei Conti evidenzia dati contrastanti sulla scolarizzazione e l'occupazione dei laureati.

Istruzione in Umbria: un quadro complesso

La Corte dei Conti dell'Umbria ha presentato una relazione dettagliata sul rendiconto generale della regione. Oltre ai dati finanziari, il presidente Paolo Peluffo ha posto l'accento sul settore dell'istruzione. L'Umbria mostra un elevato tasso di scolarizzazione del capitale umano a livello nazionale.

Tuttavia, l'analisi rivela una posizione meno favorevole se si confrontano gli indicatori con le altre regioni europee. La percentuale di diplomati sulla popolazione attiva colloca l'Umbria al 187° posto su 234 regioni dell'Unione Europea. Questo dato evidenzia un divario significativo rispetto alla media continentale.

Confronto europeo: luci e ombre

Per quanto riguarda i giovani che non studiano né lavorano (Neet), l'Umbria si posiziona al 127° posto nell'UE. Un dato migliore rispetto alla scolarizzazione, ma che indica comunque margini di miglioramento.

La regione eccelle invece in termini di speranza di vita alla nascita, classificandosi all'11° posto europeo. Anche in ambito di sicurezza, l'Umbria si distingue positivamente, occupando l'8° posto su 222 regioni per numero di omicidi volontari.

La formazione continua dei lavoratori vede l'Umbria all'87° posto europeo. Questo dato, sebbene non ai vertici, indica un impegno nel settore.

Capitale umano: eccellenze nazionali e sfide europee

Sul fronte dell'occupazione, i dati nazionali eccellenti si traducono in un modesto 180° posto tra le regioni europee. Questo suggerisce che le performance occupazionali italiane non sono sufficienti a garantire posizioni di rilievo a livello continentale.

Gli indicatori sul capitale umano, pur non essendo di diretta competenza regionale, intersecano le politiche territoriali. L'Umbria è ai vertici in Italia per la percentuale di adulti con almeno il diploma (75,9%), superata solo da Trento.

Per quanto riguarda i laureati tra i 25 e 34 anni, l'Umbria si colloca al terzo posto nazionale con il 36,6%, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna. Il passaggio degli studenti universitari dal ciclo secondario è elevato, con il 61,1%, seconda solo all'Abruzzo.

Sistema universitario e scolastico: risultati positivi

L'efficacia del sistema universitario regionale è confermata da un rapporto della Banca d'Italia del giugno 2025. Anche la scuola secondaria di primo grado mostra ottime performance, con una bassa percentuale di studenti con competenze numeriche non adeguate (33,6% contro una media nazionale del 44,3%).

L'Umbria è seconda solo al Lazio per competenze alfabetiche non adeguate. La percentuale di persone con competenze digitali di base supera la media nazionale.

Fuga di cervelli e fruizione culturale

Nonostante i buoni risultati formativi, il sistema imprenditoriale e il mercato del lavoro regionale faticano a trattenere i laureati e diplomati. L'indicatore 'occupati sovraistruiti tra i laureati' (25,7%) vede l'Umbria sopra la media nazionale (20,7%), posizionandola tra le regioni con maggiori difficoltà.

La partecipazione ad eventi culturali è sopra la media nazionale, ma la lettura di libri e la fruizione delle biblioteche sono sotto la media. Quest'ultimo dato potrebbe indicare una carenza nell'offerta.