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La Sir Susa Scai Perugia, detentrice di tutti i titoli mondiali, europei e nazionali, esprime forte contrarietà alla proposta di riforma dei calendari internazionali di pallavolo. La società teme un impatto negativo sui club e sui giocatori, chiedendo un ripensamento alla Federazione Internazionale (Fivb).

Sir Perugia contro la riforma dei calendari Fivb

La Sir Susa Scai Perugia, società che vanta titoli italiani, europei e mondiali, ha lanciato un appello per bloccare l'ipotesi di riforma dei calendari di pallavolo. La proposta, attualmente in fase di valutazione da parte della Fivb (Federazione Internazionale di Pallavolo), prevede una possibile interruzione dei campionati nazionali durante la stagione invernale. L'obiettivo sarebbe quello di creare spazio per le competizioni delle squadre nazionali.

Il presidente della Sir Perugia, Gino Sirci, ha definito questa prospettiva «molto pericolosa». La sua preoccupazione principale riguarda la sopravvivenza stessa dei club sportivi. L'idea di fermare i campionati nazionali tra dicembre e gennaio potrebbe infatti comportare una drastica riduzione del pubblico presente sugli spalti. Si paventa anche una conseguente diminuzione degli sponsor, un aspetto cruciale per la sostenibilità economica delle società sportive.

Sirci ha inoltre evidenziato i potenziali rischi per la condizione fisica dei giocatori. L'alternanza tra impegni nazionali e di club, con pause prolungate e poi riprese intense, potrebbe aumentare la probabilità di infortuni. L'organizzazione stessa delle attività sportive potrebbe subire ripercussioni negative, rendendo più complessa la pianificazione degli allenamenti e delle gare.

L'hashtag #NoClubsNoVolley e le preoccupazioni dei giocatori

Per esprimere il proprio dissenso, la società umbra ha lanciato l'hashtag #NoClubsNoVolley. Questa iniziativa mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le altre componenti del mondo della pallavolo sull'importanza di tutelare i club. Il presidente Sirci si è dichiarato pronto a prendere provvedimenti drastici, arrivando persino a suggerire ai propri atleti di non partecipare alle convocazioni delle squadre nazionali, qualora la riforma venisse approvata.

«Abbiamo esaminato la bozza di proposta per la consultazione e non siamo assolutamente d'accordo», ha dichiarato Sirci durante una conferenza stampa. All'incontro hanno partecipato anche il tecnico della Sir, Angelo Lorenzetti, e alcuni giocatori di punta come Oleh Plotnytskyi e Kamil Semeniuk. Presente anche Simone Giannelli, capitano sia della Sir che della nazionale italiana, che ha sottolineato l'importanza di un approccio collaborativo.

Giannelli ha affermato: «Non siamo qui per puntare il dito contro nessuno». Ha poi aggiunto che è necessario «mettersi tutti a un tavolo e fare lavoro di squadra per rendere la pallavolo ancora più bella». Questa dichiarazione sottolinea la volontà di trovare soluzioni condivise, piuttosto che alimentare conflitti.

Anche il coach Lorenzetti ha espresso le sue perplessità riguardo al nuovo assetto proposto. Ha evidenziato le difficoltà che si creerebbero nel «mantenere e far stare in salute le persone con cui lavoriamo». La gestione degli atleti, sia a livello fisico che mentale, diventerebbe più complessa.

Un fronte comune contro la riforma

La Sir Perugia non è isolata in questa battaglia. La società ha già avviato contatti con altri club europei. Attualmente, ben 25 società hanno manifestato il loro accordo con la posizione della squadra umbra. Il messaggio è chiaro: non si può accettare la sottrazione di due mesi cruciali del calendario sportivo, solitamente dedicati alle competizioni di club.

Il presidente Sirci ha ricordato che la decisione definitiva riguardo alla riforma dovrebbe essere presa verso metà novembre. La sua posizione è ferma: se la proposta dovesse passare, si troverebbe in seria difficoltà nel consentire ai propri giocatori di partecipare alle competizioni con le nazionali per un periodo così esteso. La sua intenzione sarebbe quella di chiedere ai giocatori di non partire per le nazionali.

Questo scenario creerebbe una situazione di scelta obbligata per gli atleti, che dovrebbero decidere tra il club e la nazionale. Sirci auspica quindi una decisione «giusta e oculata» da parte della Fivb, che non ponga i club e i giocatori in una posizione di contrapposizione.

Va ricordato che già a fine luglio, i vertici della Lega Pallavolo Serie A e della Lega Volley femminile avevano espresso la loro «più netta contrarietà» all'idea di inserire competizioni internazionali nei mesi di dicembre e febbraio. Questo dimostra come la preoccupazione per la riforma dei calendari sia diffusa a più livelli nel sistema pallavolistico italiano.

Il contesto della pallavolo italiana

La pallavolo italiana vanta una delle leghe più competitive e seguite al mondo. La Serie A maschile e femminile sono un punto di riferimento internazionale, attirando talenti da ogni continente. Il successo di squadre come la Sir Susa Scai Perugia, che dominano le scene europee e mondiali, è frutto di investimenti significativi e di una programmazione attenta da parte dei club.

Questi club non solo contribuiscono allo spettacolo sportivo, ma svolgono anche un ruolo sociale importante nei loro territori. Offrono opportunità di crescita per giovani atleti, creano posti di lavoro e generano indotto economico attraverso eventi e attività collaterali. Una riforma dei calendari che penalizzi eccessivamente i club potrebbe mettere a rischio questo ecosistema virtuoso.

La Fivb, dal canto suo, cerca di bilanciare le esigenze delle federazioni nazionali e internazionali con quelle dei club. L'obiettivo è quello di promuovere la pallavolo a livello globale, aumentando la visibilità dello sport e creando nuove opportunità commerciali. Tuttavia, è fondamentale che questo processo avvenga nel rispetto delle realtà esistenti e senza compromettere la solidità del movimento pallavolistico.

La proposta di interrompere i campionati nazionali per far spazio alle nazionali non è nuova nel mondo dello sport. Tuttavia, nella pallavolo, dove i calendari sono già molto fitti e la preparazione fisica gioca un ruolo determinante, le implicazioni potrebbero essere particolarmente significative. La posizione della Sir Perugia e il sostegno di altri 25 club europei rappresentano un segnale forte che la Fivb non potrà ignorare.

La discussione è aperta e si spera che possa portare a una soluzione che soddisfi tutte le parti coinvolte, garantendo la crescita della pallavolo senza penalizzare chi investe risorse ed energie nello sviluppo dei talenti e nella promozione dello sport a livello di club.