Cronaca

Sigarette illegali: sequestrata fabbrica clandestina nel Veronese

19 marzo 2026, 08:30 4 min di lettura
Sigarette illegali: sequestrata fabbrica clandestina nel Veronese Immagine generata con AI Palermo
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Una vasta operazione ha portato al sequestro di una fabbrica clandestina di sigarette illegali nel Veronese. L'indagine ha svelato un giro d'affari milionario e ha portato alla denuncia di 13 persone.

Fabbrica illegale smantellata nel Veronese

Le forze dell'ordine hanno scoperto e smantellato una complessa operazione di produzione e distribuzione di sigarette illegali. L'intervento, coordinato dalla Procura Europea (Eppo), ha avuto luogo nella provincia di Verona. L'indagine ha permesso di individuare un sito produttivo operante in totale clandestinità.

Il sequestro ha riguardato un intero stabilimento industriale. Questo impianto era attrezzato con macchinari all'avanguardia. La sua capacità produttiva era estremamente elevata. Le autorità hanno stimato la produzione giornaliera in circa 4 milioni di sigarette. L'opificio si estendeva su una superficie considerevole, oltre 5 mila metri quadri.

L'operazione ha portato al recupero di ingenti quantità di materiale. Sono state sequestrate 17 tonnellate di sigarette già pronte per la commercializzazione. A queste si aggiungono 8 tonnellate di tabacco triturato. Il valore complessivo dell'impianto sequestrato supera i 2 milioni di euro. La struttura era stata realizzata secondo elevati standard tecnologici.

Ingenti quantità di sigarette e tabacco sequestrate

All'interno dello stabilimento di Castagnaro (Verona), i finanzieri hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale di prodotti illeciti. Oltre alle sigarette pronte, sono state trovate 8 tonnellate di tabacco lavorato. Questo materiale era destinato alla produzione di ulteriori sigarette di contrabbando. La rete logistica dell'organizzazione si estendeva anche ad altre province.

Sono stati individuati e ispezionati ulteriori depositi. Questi si trovavano a Monselice (PD) e Terrassa Padovana (PD). Qui sono stati sequestrati altri materiali. Si tratta di 31 bancali di materiale per la produzione di tabacchi. Inoltre, sono state recuperate altre 9 tonnellate di sigarette prodotte illegalmente. L'estensione geografica dell'operazione evidenzia la pervasività del fenomeno.

Durante le perquisizioni, sono stati trovati anche 108 bancali di precursori. Questi materiali erano essenziali per il confezionamento dei pacchetti. I pacchetti riportavano loghi contraffatti di note case produttrici. Questo dettaglio sottolinea la sofisticatezza dell'operazione illecita. La contraffazione dei marchi aggrava ulteriormente le accuse.

13 persone denunciate per contrabbando e contraffazione

L'operazione ha portato all'identificazione di 13 persone coinvolte nell'attività illecita. Tra queste, 11 cittadini di nazionalità bulgara e ucraina. Queste persone erano alloggiate in condizioni precarie all'interno dello stesso impianto. Le stanze erano ricavate in modo improvvisato. La loro presenza evidenzia la manodopera impiegata nell'organizzazione.

Oltre ai cittadini stranieri, sono stati denunciati anche due cittadini italiani. Questi ultimi risultano essere i titolari dell'opificio. Le accuse mosse nei loro confronti sono pesanti. Comprendono la detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando. Vi è anche l'accusa di contraffazione di marchi registrati. Le indagini proseguono per identificare eventuali ulteriori complici.

Le indagini sono partite da Palermo. Le fiamme gialle hanno risalito la filiera di approvvigionamento. Questo è stato possibile partendo da alcuni sequestri di sigarette effettuati precedentemente nel capoluogo siciliano. L'operazione congiunta tra i comandi provinciali di Palermo e Verona ha dimostrato l'efficacia della collaborazione interforze. La Procura Europea ha coordinato le azioni per garantire un'azione unitaria.

Danno economico per oltre 240 milioni di euro annui

L'immissione sul mercato delle sigarette sequestrate avrebbe causato un grave danno alle finanze pubbliche. Si stima un mancato introito per lo Stato e per l'Unione Europea. Questo mancato guadagno deriverebbe da accise e IVA evase. L'ammontare previsto per le sole sigarette sequestrate ammonta a circa 3,5 milioni di euro.

Il profitto illecito generato dall'impianto era considerevole. Si stima che l'impianto potesse assicurare un guadagno illecito di circa 700 mila euro al giorno. Proiettando questo dato su base annua, il profitto totale superava i 240 milioni di euro. Questo dato evidenzia l'enorme portata economica dell'attività criminale.

Il danno complessivo per le finanze pubbliche è stato quantificato in circa 160 milioni di euro. Questa cifra tiene conto delle imposte evase e delle potenziali perdite derivanti dalla concorrenza sleale sul mercato. L'operazione rappresenta un duro colpo al contrabbando di sigarette in Italia. Le autorità ribadiscono l'impegno nella lotta a questo tipo di reati.

Operazioni simili in altre regioni d'Italia

L'operazione nel Veronese non è un caso isolato. Negli ultimi nove mesi, le fiamme gialle hanno condotto numerose operazioni simili in diverse regioni italiane. Sono stati denunciati complessivamente 33 soggetti. Provenienti da Ucraina, Bulgaria, Moldavia e Italia. Questo dato conferma la dimensione transnazionale del contrabbando.

Sono state sequestrate 4 centrali di produzione clandestina. Queste strutture erano distribuite sul territorio nazionale. Il totale delle sigarette illegali pronte per la vendita sequestrate ammonta a oltre 72 tonnellate. A queste si aggiungono circa 50 tonnellate di tabacco triturato. La quantità di materiale sequestrato è impressionante.

Sono stati inoltre sequestrati 421 bancali di precursori. Questi materiali sono fondamentali per la produzione e il confezionamento. Il valore dei macchinari, delle attrezzature e dei mezzi sequestrati supera i 6 milioni di euro. Queste cifre testimoniano la capacità logistica e finanziaria delle organizzazioni criminali coinvolte. Le autorità continuano a monitorare il settore.

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