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A Palermo è stato proiettato un documentario su Giulio Regeni. L'evento ha sottolineato l'importanza della libertà di ricerca. I genitori del ricercatore hanno condiviso il loro dolore e la loro determinazione.

Università di Palermo ricorda Giulio Regeni

L'Università di Palermo ha ospitato la proiezione del filmato intitolato «Giulio Regeni - Tutto il male del mondo». La prorettrice alla terza missione, Ada Maria Florena, ha ricordato il conferimento del titolo di Benemerito dell'Ateneo a Giulio Regeni nel 2021. Il ricercatore era animato da una profonda passione per lo studio. Aveva scelto di proseguire la sua ricerca all'estero per garantirsi la massima libertà professionale.

La prorettrice ha evidenziato come Regeni fosse un dottorando con una forte vocazione per il suo lavoro. La sua scelta di andare all'estero dimostrava la sua dedizione alla ricerca libera. L'università riconosce il suo impegno.

Libertà di ricerca e conoscenza

La direttrice del dipartimento di Scienze umanistiche, Concetta Giliberto, ha sottolineato la rilevanza della giornata. Si celebra a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni. L'evento trasmette un messaggio cruciale alla comunità accademica e a tutta la cittadinanza. Si valorizza il sapere umanistico. Questo sapere prospera grazie alla libera circolazione di persone, idee e conoscenze. La libertà è un pilastro fondamentale per il progresso intellettuale.

Giliberto ha enfatizzato il valore intrinseco della conoscenza. La sua diffusione senza ostacoli è essenziale per una società civile. L'evento di oggi rafforza questo principio.

Il messaggio dei genitori di Regeni

Alla proiezione era presente un video messaggio di Paola e Claudio Regeni, genitori del giovane ricercatore. Hanno condiviso la difficoltà della decisione di realizzare il documentario. Raccontare dieci anni di depistaggi, verità negate e bugie è stato un percorso emotivamente molto pesante. Hanno però ribadito l'importanza di far emergere la figura di Giulio come ricercatore. Fondamentale è anche il valore della libertà di ricerca a livello globale. La loro testimonianza è un appello alla verità.

I genitori hanno espresso il loro profondo dolore. Nonostante le sofferenze, hanno scelto di portare avanti la memoria del figlio. La loro determinazione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica.

Confronto sulla libertà di ricerca

Successivamente all'evento, si è tenuto un dibattito. L'argomento centrale era la libertà di ricerca. Sono stati analizzati i limiti economici, i condizionamenti geopolitici e la tutela dei diritti umani. Tra gli intervenuti figurava Erasmo Palazzotto, ex presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Regeni. Hanno partecipato anche i docenti dell'Università di Palermo: Aldo Schiavello, Valentina Di Liberto e Giuseppa Mudò. Il confronto ha esplorato le sfide attuali per la ricerca libera.

I relatori hanno discusso delle pressioni esterne che possono ostacolare il lavoro scientifico. La discussione ha toccato anche le implicazioni etiche e politiche della ricerca. La tutela dei diritti umani è emersa come un elemento imprescindibile.