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L'Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, afferma che il dialogo è superiore alle intimidazioni. Sottolinea l'importanza della solidarietà e della collaborazione per il bene della città e della regione.

Il potere del dialogo contro le minacce

La franchezza della parola e il dialogo superano sempre le intimidazioni. Chi agisce nell'ombra non ha la forza di chi si espone apertamente. Queste sono le parole dell'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate durante la seconda edizione di 'Storie, umanità e dialoghi (Sud)'. L'evento è stato promosso dall'università.

Monsignor Lorefice ha evidenziato la necessità di percorrere ogni strada possibile. Crede fermamente che il dialogo possa costruire percorsi utili per la città e la regione. Non c'è spazio per la sopraffazione. Al contrario, serve solidarietà e unione di energie. Bisogna creare sinergie positive.

Giovani e adulti: un ponte da costruire

L'arcivescovo ha affrontato il tema del rapporto tra generazioni. Ha sottolineato che non esistono linguaggi diversi tra adulti e giovani. La vera sfida è la capacità degli adulti di stare al fianco dei giovani. Questi ultimi cercano figure adulte serie e affidabili. Spesso, la mancanza di dialogo deriva da questa incapacità.

Non dobbiamo temere i giovani. Anzi, dovremmo apprezzare il loro modo di partecipare e proporre idee. Monsignor Lorefice ha citato le loro azioni per Gaza. Ha anche menzionato la loro sensibilità verso la necessità di rigenerare rapporti positivi per Palermo. La loro energia è un motore per la città.

Orti urbani: un esempio di integrazione

Durante l'incontro, tenutosi al cinema De Seta, l'arcivescovo ha presentato un progetto concreto. Si tratta di 'Orti urbani migrare'. Questa iniziativa nasce da una collaborazione tra l'università di Palermo e la Caritas Diocesana. Coinvolge anche l'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del Lavoro. Il progetto riceve supporto da Irritec e Coldiretti.

I partecipanti sono palermitani originari di diverse nazioni. Tra queste, il Congo, la Costa d'Avorio, il Senegal, Capo Verde e lo Sri Lanka. Monsignor Lorefice ha spiegato che in questo progetto si coltiva la terra. Ma, soprattutto, si coltivano rapporti umani. Si seminano speranza e dialogo. Si cresce insieme, superando le differenze.

Un invito alla partecipazione attiva

L'arcivescovo ha ribadito l'importanza della partecipazione attiva. Le minacce e le intimidazioni non possono fermare il progresso. Il dialogo è uno strumento potente per costruire una società migliore. La solidarietà e la collaborazione sono fondamentali. Questi valori devono guidare le azioni per il futuro della città.

L'evento ha visto la partecipazione di figure importanti. Tra queste, il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. Presenti anche il sindaco Roberto Lagalla e il rettore Massimo Midiri. La loro presenza testimonia l'importanza di questi temi.

La forza della comunità

Monsignor Lorefice ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza. La comunità può superare le difficoltà attraverso l'unità. Il dialogo interculturale e intergenerazionale è la chiave. Coltivare questi rapporti significa costruire un futuro più solido per Palermo. La forza della comunità risiede nella sua capacità di ascolto e di condivisione.

Il progetto 'Orti urbani migrare' ne è un esempio tangibile. Dimostra come la collaborazione possa portare a risultati concreti. La crescita personale e collettiva avviene quando si lavora insieme. La terra diventa metafora di un terreno fertile per nuove relazioni.