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La Sicilia lotta contro una crisi idrica persistente. Le piogge recenti non hanno risolto il problema degli invasi, con fondi regionali ingenti spesi per interventi che non hanno ancora garantito la piena funzionalità.

Situazione invasi siciliani critica

Le piogge abbondanti dei mesi scorsi non hanno risolto la grave situazione degli invasi in Sicilia. Un recente report dell'Autorità di Bacino regionale ha fotografato lo stato delle dighe al primo marzo. I dati evidenziano una capacità di accumulo potenziale di circa un miliardo di metri cubi d'acqua.

Attualmente, le dighe siciliane contengono 536,11 milioni di metri cubi d'acqua. Tuttavia, occorre sottrarre circa 160 milioni di metri cubi di sabbia e terra accumulati nel tempo. Rimangono quindi utilizzabili poco più di 370 milioni di metri cubi d'acqua. Questa cifra rappresenta poco più di un terzo della capacità originaria degli invasi.

Tra le dighe più colpite, la Garcia a Palermo ha accumulato solo 30 milioni di metri cubi su una potenzialità di 80. La diga Nicoletti ne contiene 8,54 su 20,20. La Pozzillo, con una capacità di 150 milioni, ne ha raccolti 53.

Digue obsolete e manutenzione carente

Il problema della limitata funzionalità degli invasi è una questione annosa. Nonostante l'emergenza idrica degli anni scorsi, non si è ancora posto rimedio. Solo 25 delle 45 dighe siciliane operano a pieno regime.

Molte altre strutture necessitano di collaudi o di interventi di manutenzione. Cinque dighe sono quasi inutilizzabili a causa dell'interrimento. Si tratta dell'accumulo di enormi quantità di terra mai rimosse.

L'ingegner Leonardo Santoro, ex guida dell'Autorità di Bacino, ha spiegato la criticità. «Le dighe sono state considerate contenitori a perdere», ha affermato. «Gli enti hanno rinunciato a pulirle perché troppo costoso. Svuotare un invaso oggi costa quanto costruirne uno nuovo».

Interventi regionali e criticità

La Regione Siciliana, guidata da Renato Schifani, ha avviato interventi dopo la crisi degli ultimi due anni. Sono stati stanziati circa 170 milioni di euro tra fondi nazionali e regionali. Questi fondi sono stati destinati principalmente allo scavo di nuovi pozzi e al recupero delle perdite nella rete idrica.

Queste misure hanno permesso di ottenere 2000 litri al secondo di acqua aggiuntiva. Altri 1500 litri al secondo sono attesi entro sei mesi, e 500 entro due anni. Sono stati inoltre spesi 100 milioni di euro per tre nuovi dissalatori.

Questi impianti, entro sei mesi, forniranno 520 litri di acqua al secondo. Tuttavia, la Corte dei Conti ha espresso un giudizio critico. Ha segnalato «palesi indicatori della diseconomicità dei costi di funzionamento» dei nuovi impianti.

Domande e Risposte

Perché la situazione idrica in Sicilia rimane critica nonostante le piogge?

La situazione idrica in Sicilia rimane critica perché le piogge, pur abbondanti, non sono sufficienti a colmare il deficit accumulato negli anni. Inoltre, una parte significativa della capacità degli invasi è compromessa dall'accumulo di sabbia e terra, riducendo la quantità d'acqua effettivamente utilizzabile.

Quali sono i principali problemi che affliggono le dighe siciliane?

I principali problemi delle dighe siciliane includono l'interrimento, ovvero l'accumulo di sedimenti che ne riduce la capacità, la mancanza di manutenzione, la necessità di collaudi e, in alcuni casi, costi di pulizia proibitivi che superano il costo di costruzione di nuove strutture.