Condividi

La commissione regionale Antimafia siciliana ha sollevato gravi dubbi sull'affidamento del servizio di elisoccorso. La relazione, inviata a diverse autorità, evidenzia opacità e inefficienze nel sistema di prevenzione della corruzione.

Dubbi sull'affidamento del servizio elisoccorso

La commissione regionale Antimafia ha concluso che esistono serie opacità. Questo riguarda l'affidamento del servizio di elisoccorso d'emergenza. L'organismo ha approvato una relazione dettagliata sul caso. Le indagini sono iniziate nel luglio 2025. Sono state condotte approfondimenti e audizioni.

La commissione ha esaminato diversi punti critici. Tra questi, la nomina di un responsabile unico del progetto (Rup). Questo incarico è stato affidato a un funzionario regionale. Tale funzionario gestiva già progetti per milioni di euro. È stata utilizzata una procedura negoziata senza bando pubblico. È stata anche prorogata la durata del contratto allo stesso operatore economico. Sono state sollevate questioni sulla qualificazione della stazione appaltante.

Particolarmente criticata è l'inefficacia del sistema regionale. Il sistema di prevenzione della corruzione della Regione Siciliana è risultato inadeguato. La relazione sottolinea la mancanza di un sistema di allerta. Questo sistema dovrebbe consentire interventi immediati. Dovrebbe agire in situazioni sintomatiche di cattiva gestione. L'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha già avviato una procedura di vigilanza. Questa riguarda l'affidamento di incarichi esterni senza gara.

Incertezze hanno favorito la corruzione

Il presidente della commissione, Antonello Cracolici, ha espresso preoccupazione. Ha affermato che la centrale unica di committenza non è mai stata operativa. Questa centrale era stata istituita per legge. La sua mancata funzionalità ha creato incertezza. Si è creata confusione su chi dovesse svolgere determinate mansioni. Questa situazione ha favorito processi corruttivi. Cracolici ha paragonato la situazione a quella del settore sanitario. Quest'ultimo è già oggetto di altre indagini.

La relazione evidenzia come la mancanza di chiarezza decisionale sia un terreno fertile. La corruzione prospera dove le procedure non sono trasparenti. L'affidamento diretto o negoziato senza adeguata giustificazione è un campanello d'allarme. La commissione ha voluto mettere in luce queste criticità. L'obiettivo è migliorare la trasparenza e l'efficienza della pubblica amministrazione.

Relazione inviata a diverse autorità

La relazione della commissione Antimafia è stata approvata. È stata successivamente trasmessa a diverse istituzioni. Tra queste figurano l'Anac e la Procura della Repubblica di Palermo. Anche la Corte dei Conti ha ricevuto il documento. Sono stati informati anche il presidente della Regione Siciliana. Hanno ricevuto il documento l'Assessore regionale per la Funzione Pubblica. Sono stati informati anche l'Assessore regionale per la Salute e l'Assessore regionale per l'Economia.

L'invio della relazione a queste autorità segna un passaggio importante. Indica la volontà di affrontare le criticità emerse. La collaborazione tra gli enti è fondamentale per garantire la legalità. Si attende ora l'esito delle verifiche e delle eventuali azioni intraprese. La trasparenza negli appalti pubblici è un tema cruciale. La commissione Antimafia continua a vigilare su questi aspetti. L'obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di illegalità.