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La lotta alla corruzione in Sicilia presenta gravi lacune. La Commissione Antimafia regionale segnala strumenti inefficaci, soprattutto nella prevenzione, e propone urgenti riforme per rafforzare i controlli e l'ufficio dedicato.

Sistema anticorruzione regionale inefficace

Gli strumenti per combattere la corruzione in Sicilia risultano insufficienti. La Commissione Antimafia dell'Assemblea regionale ha evidenziato la scarsa efficacia del sistema, in particolare nella fase preventiva. Questo quadro emerge in una regione dove i reati corruttivi colpiscono frequentemente enti e istituzioni.

La relazione approvata dall'organismo, inviata alla Procura di Palermo e alla Corte dei Conti, si concentra anche su presunte opacità nell'affidamento del servizio di elisoccorso. La Commissione ritiene che il sistema regionale anticorruzione non sia all'altezza delle sfide.

Responsabile prevenzione corruzione privo di poteri

La figura del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) in Sicilia non dispone di funzioni realmente incisive. L'ufficio soffre di carenza di personale. Inoltre, l'incarico è affidato a un dirigente non apicale.

Questo dirigente non possiede poteri di intervento sugli altri settori dell'amministrazione. Manca anche un servizio ispettivo autonomo. L'Rpct non può entrare nel merito delle decisioni di affidamento. Non esiste un adeguato sistema di allerta per segnalare tempestivamente situazioni a rischio.

Conflitto di interessi nei controlli

Le attuali forme di controllo da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione si basano principalmente sulla collaborazione. Un decreto del 2013 prevede una rete di referenti, che sono i dirigenti apicali dell'amministrazione regionale. La Commissione Antimafia rileva un potenziale conflitto di interessi.

I soggetti vigilati sono gli stessi che dovrebbero collaborare con chi esercita la vigilanza. Questa situazione mina l'efficacia dei controlli. La Commissione sottolinea la necessità di un ripensamento del sistema.

Proposte di riforma e rafforzamento

È urgente un ripensamento del sistema anticorruzione in Sicilia. Servono interventi legislativi regionali mirati. Questi dovrebbero rafforzare l'Ufficio del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. L'obiettivo è rendere l'azione più incisiva e dissuasiva.

Bisogna eliminare ogni forma di conflitto di interessi, anche potenziale. Una riforma di questo tipo potrebbe arginare fenomeni preoccupanti. Tra questi, l'affidamento multiplo di incarichi allo stesso soggetto, che richiede maggiore prudenza.

Procedure di gara e centralizzazione

L'indagine ha evidenziato la necessità di un monitoraggio più attento delle procedure di gara nel settore sanitario. Il percorso di centralizzazione degli appalti, avviato con una legge regionale del 2009, non è ancora completo. La Commissione suggerisce di rafforzare la collaborazione con strutture specializzate.

Questo approccio è utile per gare complesse o di valore elevato. Si cita l'esempio della collaborazione tra Invitalia e l'amministrazione regionale per la gara dei termovalorizzatori. L'obiettivo è garantire maggiore competenza e organizzazione.