Cronaca

Sanità Sicilia: scontro Riesame-Romano su appalti

15 marzo 2026, 08:45 3 min di lettura
Sanità Sicilia: scontro Riesame-Romano su appalti Immagine da Wikimedia Commons Palermo
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Appalti sanitari, il Riesame contesta Romano

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha riacceso il dibattito sugli appalti sanitari in Sicilia, puntando il dito sull'operato del deputato Saverio Romano. Secondo i giudici, Romano avrebbe agito per favorire un imprenditore amico, Sergio Mazzola, nell'assegnazione di un appalto per servizi di ausiliariato da parte dell'Asp di Siracusa.

La gara, vinta dalla società Dussmann srl, è finita sotto inchiesta nell'ambito di un'indagine più ampia su nomine e appalti nella sanità siciliana. L'inchiesta ha coinvolto anche figure di spicco come Totò Cuffaro e Alessandro Caltagirone, manager dell'Asp siracusana.

Le accuse e la riqualificazione del reato

Saverio Romano e Sergio Mazzola erano inizialmente indagati per corruzione. Tuttavia, il Gip ha successivamente riqualificato il reato in traffico di influenze illecite. Il Tribunale del Riesame, accogliendo un ricorso della Procura, ha disposto per Mazzola il divieto temporaneo di svolgere attività d'impresa.

La Procura di Palermo sostiene che il direttore generale dell'Asp, la cui nomina sarebbe stata sponsorizzata da Cuffaro con la mediazione di Romano, avrebbe favorito la Dussmann. In cambio, sarebbero stati promessi miglioramenti contrattuali per dipendenti segnalati da Cuffaro, subappalti a ditte vicine e un aumento del valore dei lavori per la Euroservice Srl di Mazzola.

Incontri e conversazioni sotto esame

Nell'ordinanza, i giudici del Riesame citano due incontri chiave: uno avvenuto in casa di Romano e un altro a Montecitorio. Durante questi incontri, il parlamentare avrebbe discusso della gara d'appalto con i rappresentanti della Dussmann. La conversazione tra Marchese e Marco Dammone, legale rappresentante della società, prima di incontrare Cuffaro, è considerata particolarmente significativa.

I due avrebbero affermato che Mazzola «aveva fatto loro un favore» e «gli aveva dato una mano, viste le sue buone relazioni, per ‘portare a casa la cosa’». Questo dialogo, secondo il Riesame, dimostrerebbe la correlazione tra l'intervento di Romano e i vantaggi prospettati a Mazzola, confermando l'ipotesi di una mediazione su più fronti che coinvolgeva anche Cuffaro.

La replica di Saverio Romano

Di fronte alle decisioni del Tribunale del Riesame, Saverio Romano ha replicato con fermezza attraverso i suoi legali. Il deputato ha sottolineato che la sua posizione era già stata vagliata dal Gip, il quale aveva escluso la gravità indiziaria per tutti i reati contestati, inclusa l'influenza illecita. Tale decisione, non impugnata dalla Procura, era diventata definitiva.

Romano ha evidenziato che le valutazioni del Riesame sono avvenute in un procedimento a cui non ha partecipato, senza notifica e senza possibilità di contraddittorio. Pertanto, ritiene che nessuna valutazione incidentale possa modificare la sua posizione processuale, coperta da giudicato cautelare. Sono state annunciate iniziative legali per tutelare il diritto di difesa e la certezza del diritto.

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