Il Ministero della Salute ha bloccato la riforma della rete ospedaliera siciliana voluta dalla Giunta Schifani. Critiche su posti letto e accorpamenti spingono a una revisione del decreto.
Rete ospedaliera siciliana respinta dal Ministero
La proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera in Sicilia ha ricevuto un netto stop dal governo nazionale. Il decreto, promosso dalla Giunta Schifani, è stato contestato dal Ministero della Salute. Le critiche riguardano diversi aspetti cruciali del piano sanitario regionale.
In particolare, i rilievi ministeriali si concentrano sul numero dei posti letto disponibili. Sono state sollevate perplessità anche riguardo all'accorpamento di alcune strutture ospedaliere. Queste osservazioni potrebbero costringere la Regione a rivedere in tempi brevi il documento. Il decreto porta la firma dell'assessore alla Salute Daniela Faraoni e dell'ex dirigente Salvatore Iacolino.
L'assessore Faraoni minimizza: "Osservazioni tecniche"
L'assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha cercato di ridimensionare la portata del provvedimento ministeriale. Ha definito le osservazioni come «tecnicismi» e non una vera e propria bocciatura. La Regione ha dichiarato di essere già al lavoro per rispondere alle richieste del Ministero.
«Si tratta di osservazioni tecniche ed endoprocedimentali che aspettavamo», ha dichiarato Faraoni. Ha sottolineato che il confronto con i ministeri competenti era previsto. La Regione ha evidenziato la necessità di preservare una rete ospedaliera funzionale, anche per le aree più difficili da raggiungere. In alcuni casi, i parametri del Dm 70 non potevano essere rispettati.
Faraoni ha aggiunto che la Sicilia, a differenza di altre regioni, non può contare su territori confinanti che offrano servizi sanitari. «Oltre i nostri confini, abbiamo il mare», ha spiegato. La Regione intende ribadire le specificità territoriali e i bisogni differenti. La richiesta di correttivi, per lo più tecnici, non rappresenta una bocciatura, secondo l'assessore.
Critiche dall'opposizione: PD e M5S all'attacco
La reazione della politica regionale non si è fatta attendere. Il segretario regionale del PD, Anthony Barbagallo, ha criticato duramente il governo Schifani. «La Sicilia non ha più santi in Paradiso. E nemmeno a Roma», ha affermato.
Barbagallo ha ricordato un precedente diniego ministeriale riguardante una legge regionale sui ristori per le imprese. Questi due stop consecutivi, a suo dire, evidenziano l'inadeguatezza del governo regionale. Il PD ritiene che la rete ospedaliera proposta fosse già inadeguata. L'esponente dem ha parlato di «ennesima figuraccia di un governo di incapaci».
Anche il capogruppo del PD all'Ars, Michele Catanzaro, ha espresso critiche. Ha definito la vicenda come «l'ennesimo tonfo del governo Schifani». Ha aggiunto che la maggioranza di centrodestra si distingue solo per «fallimenti politici e indagini giudiziarie».
Il Movimento 5 Stelle ha espresso un giudizio simile. Il capogruppo all'Ars Antonio De Luca e il deputato Carlo Gilistro hanno parlato di «ennesimo fallimento del governo Schifani». Hanno definito la rimodulazione della rete ospedaliera come un’«occasione persa».
Secondo il M5S, la rete è il risultato dell'«improvvisazione». Viene descritta come un «pessimo restyling» di piani precedenti. Non sono state considerate criticità importanti come il calo demografico e i dati di mortalità specifici per patologia.
CGIL: "Fallimento della gestione Faraoni-Iacolino"
Anche il segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, ha espresso il suo disappunto. La sigla sindacale aveva già segnalato le criticità del piano, prevedendo la bocciatura ministeriale. «Ci è stato detto che le nostre posizioni erano strumentali», ha ricordato Mannino.
Il sindacato lamenta la perdita di sette mesi di tempo prezioso. Nel frattempo, il sistema sanitario pubblico regionale continua a deteriorarsi. Mannino ha denunciato il fallimento della gestione Faraoni-Iacolino. La bocciatura ministeriale ne sarebbe la prova.
La situazione è considerata «fuori controllo». Il governo regionale viene accusato di non affrontare i problemi. Il presidente Schifani è chiamato a non scaricare le responsabilità.
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