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Lavoratori interinali dell'Ast protestano a Palermo davanti a Palazzo dei Normanni. Portano una bara per simboleggiare la crisi aziendale e chiedono l'intervento del governatore Schifani. La protesta nasce dalla mancata proroga dei contratti per 35 autisti.

Protesta lavoratori Ast davanti all'Ars

Una bara è comparsa davanti a Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. L'insolito simbolo è stato portato da circa cinquanta lavoratori interinali dell'Ast (Azienda Siciliana Trasporti). La loro protesta è diretta contro la recente decisione dell'azienda. L'Ast ha infatti scelto di non rinnovare i contratti a 35 autisti.

Questi lavoratori hanno garantito il servizio di trasporto pubblico per anni. Lavoravano tramite una società esterna di lavoro interinale. La bara, esposta dai manifestanti, rappresenta la loro visione. La definiscono «simbolo della morte dell'Azienda Siciliana Trasporti».

I manifestanti hanno anche esposto uno striscione. Su di esso, un appello diretto al governatore Renato Schifani. Si legge chiaramente: «Solo tu puoi salvarci».

Mancata proroga contratti e audizione rinviata

La comunicazione ufficiale riguardo i contratti non rinnovati è arrivata dall'Ast. È stata inviata alla Temporary Spa (ora parte dell'Attal group) solo pochi giorni fa. La notizia ha scatenato la reazione dei lavoratori.

Intanto, in commissione Ambiente, territorio e mobilità, era prevista un'audizione. Doveva essere ascoltato il presidente di Ast, Luigi Genovese. Tuttavia, Genovese ha richiesto e ottenuto più tempo. Necessita di raccogliere tutta la documentazione richiesta dai commissari. L'obiettivo è fare il punto sulla reale situazione finanziaria dell'azienda.

La protesta non si limita alla sola manifestazione. Il deputato regionale Pippo Lombardo, esponente di Sud chiama nord, ha abbandonato i lavori della commissione. La commissione è presieduta da Giuseppe Carta. Lombardo ha dichiarato: «Fino a quando non affronteremo il nodo Ast non parteciperò più ai lavori».

Lombardo ha inoltre richiesto documenti specifici. Si tratta di un accordo stipulato a dicembre. L'accordo è tra Ast e un raggruppamento temporaneo di imprese. Questo gruppo è noto come Cotras Sud-Cosmo Est. L'intesa riguarda la gestione condivisa di alcune linee di trasporto pubblico su gomma.

Il deputato vuole esaminare tutta la documentazione. Desidera verificare la legittimità dell'intesa. Vuole anche accertare eventuali svantaggi economici per Ast. Ast è una società interamente partecipata dalla Regione Siciliana. La fonte di queste informazioni è l'agenzia Dire.

Reazioni politiche: Chinnici critica la gestione Ast

Le reazioni alla vicenda non si sono fatte attendere. Valentina Chinnici, vicepresidente della Commissione Lavoro all'Ars e deputata del Partito Democratico, ha espresso forte disappunto. «Quello che sta accadendo all’Ast è gravissimo e inaccettabile», ha dichiarato.

Chinnici ha sottolineato la gravità della situazione. Non solo 35 lavoratori interinali sono stati esclusi dalla proroga contrattuale. A molti è stata anche notificata una richiesta di mobilità unilaterale. Tutto ciò è avvenuto senza alcun preavviso e senza confronto.

«Parliamo di lavoratori che da anni garantiscono un servizio essenziale», ha aggiunto Chinnici. «Oggi si vedono trattati come semplici numeri». Ha poi specificato alcuni trasferimenti. Dieci lavoratori palermitani sono stati spostati a Trapani. Altri sono stati trasferiti da Modica a Messina. Queste modalità appaiono arbitrarie e prive di tutele minime.

La deputata ha definito la situazione «paradossale». Rischia di trasformarsi in un vero e proprio licenziamento mascherato. I trasferimenti improvvisi e logisticamente insostenibili mettono i lavoratori nelle condizioni di non poter accettare. Di conseguenza, perdono il posto di lavoro.

Critiche alla gestione aziendale e interrogazione urgente

Chinnici ha evidenziato un quadro complessivo preoccupante. Mentre si taglia personale, il peso della crisi ricade sui lavoratori. Contemporaneamente, l'azienda affida servizi a privati. Inoltre, decine di pullman restano fermi nei garage. Questo dimostra una gestione contraddittoria e priva di una visione chiara.

In risposta a questa situazione, Chinnici ha annunciato un'azione concreta. Ha presentato un'interrogazione parlamentare urgente. L'ha indirizzata al Presidente della Regione, Renato Schifani. L'obiettivo è ottenere chiarimenti immediati. Si chiede conto delle responsabilità del governo regionale. Si cercano informazioni sulle misure che si intendono adottare. Queste misure dovrebbero tutelare i lavoratori e garantire la continuità del servizio pubblico.

«Non si può risanare un’azienda pubblica scaricando i costi sui lavoratori più deboli», ha concluso Chinnici. «Serve trasparenza, responsabilità e soprattutto rispetto per chi ogni giorno garantisce il diritto alla mobilità dei siciliani».

La situazione dell'Ast, azienda di trasporti a partecipazione regionale, evidenzia criticità gestionali e sociali. La protesta dei lavoratori interinali sottolinea la necessità di un intervento deciso. Si attende la risposta del governatore Schifani e le decisioni in merito all'audizione del presidente Genovese. La vicenda solleva interrogativi sulla sostenibilità del trasporto pubblico locale in Sicilia. La gestione delle risorse umane e la trasparenza degli accordi con soggetti privati sono al centro del dibattito.

L'azienda, nata per fornire servizi di trasporto pubblico in Sicilia, si trova ad affrontare una crisi profonda. Le decisioni recenti sembrano acuire le tensioni sociali. I sindacati potrebbero intervenire nelle prossime ore per chiedere un tavolo di confronto urgente. La priorità resta la tutela dei lavoratori e la garanzia di un servizio efficiente per i cittadini siciliani. La gestione dei contratti a termine e l'utilizzo di personale somministrato sono temi ricorrenti nel settore dei trasporti. L'Ast non fa eccezione. La trasparenza nelle procedure di appalto e nella gestione dei fondi pubblici è fondamentale. I cittadini si aspettano risposte concrete. La mobilità è un diritto essenziale. La sua interruzione o compromissione ha ripercussioni dirette sulla vita quotidiana. La politica regionale è chiamata a dare risposte certe. La situazione attuale non può protrarsi ulteriormente senza conseguenze negative.

La protesta di oggi è un campanello d'allarme. Segnala un malessere diffuso tra i dipendenti dell'Ast. La precarietà lavorativa, unita all'incertezza sul futuro dell'azienda, crea un clima di sfiducia. La bara esposta è un'immagine forte. Rappresenta la disperazione di chi teme di perdere il proprio posto di lavoro. L'appello al governatore Schifani è un ultimo tentativo di dialogo. Si spera in un intervento risolutivo che possa garantire stabilità occupazionale e continuità del servizio. La Regione Siciliana, in quanto proprietaria dell'Ast, ha la responsabilità ultima delle decisioni prese. La gestione dell'azienda deve essere improntata alla massima efficienza e trasparenza. I lavoratori meritano rispetto e garanzie. Il diritto alla mobilità dei cittadini deve essere assicurato senza interruzioni.