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La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato diciassette reperti fossili importati illecitamente dalla Spagna. I reperti, risalenti a milioni di anni fa, sono stati affidati al Museo Geologico Gemmellaro.

Sequestro di reperti paleontologici a Punta Raisi

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Palermo hanno portato a termine un importante sequestro. Sono stati individuati e confiscati diciassette reperti fossili. Questi beni erano stati acquistati e detenuti senza le dovute autorizzazioni. Data l'elevata importanza storico-culturale, i reperti sono stati affidati in custodia giudiziale. La destinazione finale è il Museo Geologico Gemmellaro. Qui saranno esposti al pubblico.

L'operazione è stata condotta dai militari della Compagnia di Palermo Punta Raisi. Le forze dell'ordine hanno intercettato alcune spedizioni di pacchi. Questi provenivano dalla Spagna. Le spedizioni presentavano anomalie evidenti. Le discrepanze riguardavano le caratteristiche dei pacchi. Anche le modalità di trasporto e la documentazione di accompagnamento erano sospette.

Perizia scientifica sui reperti sequestrati

I reperti recuperati sono stati sottoposti a perizia. Gli esperti paleontologi del Sistema Museale Gemmellaro dell’Università degli Studi di Palermo hanno esaminato i fossili. Hanno accertato la loro autenticità. È stata confermata la provenienza dei reperti. È stato valutato anche il loro valore storico, archeologico e culturale.

Il materiale recuperato si distingue per una straordinaria varietà. La rilevanza scientifica è notevole. Gli esperti hanno identificato diversi tipi di fossili. Si tratta di reperti che coprono un arco temporale vastissimo. Molti risalgono a ere geologiche lontanissime.

Dettagli sui fossili ritrovati

Tra i reperti sequestrati, quattro sono esemplari paleontologici. Questi risalgono al periodo Cretacico. Appartengono a generi importanti come Edmontosaurus, Spinosaurio Aegyptiacus, Triceratops e Hamadasuchus Rebouli. È stato recuperato anche un artiglio di dinosauro. Questo fossile risale all'era Mesozoica. Testimonia la presenza di specie che popolavano la Terra circa 66 milioni di anni fa.

Sono state trovate due ammoniti. Si tratta di antichi molluschi marini estinti da oltre 50 milioni di anni. Sono stati rinvenuti anche due fossili vegetali. Si tratta di felci di provenienza estera. Sono stati recuperati sette elementi dentari. Questi appartengono a specie animali vissute anche in Sicilia. Alcune di queste specie si estinsero circa quindicimila anni fa. Infine, è stata sequestrata una trilobite. Questo fossile risale all'era Paleozoica. Pesa circa 600 grammi.

Normativa violata e conseguenze

La Guardia di Finanza ha evidenziato un punto cruciale. I reperti sono stati importati senza la documentazione richiesta. La normativa europea di settore impone specifiche autorizzazioni. Per questo motivo, i fossili sono stati sottoposti a sequestro. L'operazione rientra in più ampie attività. Queste sono volte a contrastare il traffico illecito di beni culturali. La normativa prevede una dichiarazione dell'importatore. In alternativa, è necessaria una licenza di importazione. Entrambe devono essere presentate alle autorità doganali.

La normativa italiana in materia di beni culturali è severa. I responsabili di reati contro il patrimonio culturale rischiano gravi conseguenze. Le pene previste sono anche di natura penale. L'impossessamento di beni culturali statali è punito. Ciò avviene se rinvenuti tramite ricerche non autorizzate. La pena è la reclusione da due a sei mesi. È prevista anche una multa da 927 a 1.500 euro. L'importazione di beni culturali provenienti da delitto è ancora più grave. Anche in questo caso, se rinvenuti senza autorizzazione, la pena è la reclusione da due a sei anni. La multa può variare da 258 a 5.165 euro.