A Palermo, l'introduzione della riforma sulla disabilità, che affida all'Inps il riconoscimento dell'invalidità civile, sta generando forte preoccupazione. Sindacati, insegnanti e famiglie temono significativi tagli alle ore di sostegno nelle scuole, mettendo a rischio il diritto all'istruzione degli alunni con disabilità.
Riforma disabilità: Inps centrale, Asp esclusa
La nuova normativa sulla disabilità ha avviato una fase sperimentale a Palermo dal 30 settembre 2025. Il riconoscimento dell'invalidità civile passa ora direttamente all'Inps. L'Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) viene sostanzialmente esclusa da questo processo decisionale. Questa modifica ha innescato un'ondata di proteste tra le parti interessate. La preoccupazione principale riguarda l'impatto sugli insegnanti di sostegno.
Le sigle sindacali hanno espresso forte dissenso in seguito a una nota ufficiale. Questa comunicazione è stata inviata dall'ambito territoriale di Palermo dell'ufficio scolastico regionale. La nota è stata indirizzata a tutti gli istituti scolastici della città e della provincia. L'obiettivo della riforma, secondo il governo, è semplificare le procedure. Tuttavia, i timori di un peggioramento dei servizi sono diffusi.
La procedura prevede la presentazione di una domanda telematica all'Inps. Sarà necessario un certificato medico introduttivo. Questo documento può essere rilasciato da medici del servizio sanitario nazionale o da professionisti accreditati. La domanda dovrà indicare le voci ‘handicap L.104’ e ‘insegnante di sostegno’. Successivamente, una commissione valuterà il bisogno di supporto.
La commissione è composta da figure professionali specifiche. Include due medici dell'Inps, un esperto psicologo o sociale. Vi partecipa anche un rappresentante delle associazioni di categoria. L'obiettivo è attribuire profili di disabilità. Questi profili vanno da lieve/medio a intensivo elevato/molto elevato. La valutazione si basa sui sistemi di classificazione ICD e ICF.
Dentici (M5S): «Rischio riduzione ore e diritti negati»
Mirko Dentici, consigliere della quarta circoscrizione per il Movimento 5 Stelle, ha evidenziato i rischi concreti di questa riforma. «Questa iniziativa introduce un'incertezza inaccettabile», ha dichiarato Dentici. La sua preoccupazione è rivolta a chi necessita del supporto del docente di sostegno. Famiglie e alunni potrebbero subire una riduzione delle ore di assistenza. Potrebbe anche essere negato un diritto fondamentale.
La valutazione dell'Inps potrebbe portare a una minore assegnazione di ore di supporto. Questo comporterebbe disagi enormi per gli alunni. Le famiglie si troverebbero prive di un'assistenza adeguata. La standardizzazione dei criteri di valutazione rischia di non cogliere la complessità dei bisogni individuali. L'esperienza sul campo degli insegnanti e il parere dell'Asp sembrano essere marginalizzati.
Dentici ha anche sottolineato le conseguenze negative per i lavoratori del settore. Gli insegnanti di sostegno hanno sostenuto spese significative per la formazione. Il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) e altri corsi professionali hanno comportato investimenti importanti. Ora vedono minacciati i loro diritti e la stabilità lavorativa. Invece di un potenziamento degli stipendi, si prospetta una riduzione dei posti di lavoro.
Il consigliere ha definito «scellerate» le scelte del governo attuale. Ha parlato di una possibile diminuzione delle ore di sostegno tra il 50% e il 75%. «Servono più risorse e investimenti veri nella scuola», ha insistito Dentici. Ha criticato le riduzioni irresponsabili che potrebbero portare alla perdita del lavoro per circa 1.600 professionisti. La sua analisi painting un quadro preoccupante per il futuro dell'inclusione scolastica.
Interpellanza parlamentare e mobilitazione sindacale
Di fronte a questa situazione, la deputata Daniela Morfino (M5S) ha preparato un'interpellanza. Questo atto parlamentare sarà depositato a breve. L'obiettivo è portare la questione all'attenzione del ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. Si richiederà un intervento urgente per scongiurare i tagli paventati.
L'Usb Scuola Palermo ha interpretato la nota del provveditorato come un «taglio massiccio delle ore di sostegno». La sigla sindacale critica il fatto che i verbali dell'Inps abbiano una centralità. Questi verbali sono noti per il loro carattere restrittivo. Vengono bypassati i documenti dell'Asp, che invece sono in grado di restituire la complessità dell'inclusione. L'Usb teme un arretramento di cinquant'anni per la scuola pubblica statale.
Per contrastare questa riforma, l'Usb Scuola Palermo ha organizzato un presidio. L'appuntamento è per il 1° aprile. Si terrà davanti alla sede dell'ambito territoriale di Palermo, in via della Ferrovia a San Lorenzo 54. L'appello è rivolto a docenti, famiglie e operatori scolastici. L'obiettivo è fermare quella che definiscono una «sperimentazione folle». Questa riforma, infatti, dal gennaio 2027 coinvolgerà l'intero territorio nazionale.
Anche la Flc Cgil Palermo si sta mobilitando. Ha indetto un'assemblea sindacale per martedì 31 marzo. L'incontro si svolgerà alle 16:30 nel saloncino Bosco della Camera del Lavoro, in via Meli 5. All'ordine del giorno, oltre alle criticità del nuovo certificato di disabilità, ci saranno i tagli alla scuola. Si discuterà anche della riforma degli istituti tecnici. Interverranno rappresentanti nazionali della Flc Cgil.
La Flc Cgil Palermo ha già espresso forte preoccupazione per i tagli imminenti al personale scolastico. Questi tagli metterebbero a rischio la qualità dell'offerta formativa e dell'inclusione scolastica. Di questi temi si parlerà anche in un incontro programmato con il direttore dell'Uat Palermo, Bernardo Moschella. La comunicazione sindacale sottolinea la gravità della situazione.
Slai Cobas e Anief: «Attacco ai diritti, servono chiarimenti»
Lo Slai Cobas Palermo ha denunciato la riforma come un «nuovo attacco a diritti basilari». La sigla sindacale vede un reale rischio di pesanti tagli sugli organici di sostegno e sui servizi di assistenza. Questi tagli penalizzerebbero solo studenti e lavoratori del settore. L'impianto normativo favorirebbe la riduzione delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità.
I nuovi criteri di valutazione sono considerati più restrittivi e standardizzati. La centralizzazione delle procedure di valutazione nelle mani dell'Inps è un altro punto critico. L'Inps è visto come un ente burocratico, lontano dalla realtà delle scuole e degli studenti. La trasformazione dei bisogni reali in «freddi numeri e parametri» cancellerebbe le differenze individuali. Lo Slai Cobas chiede il blocco immediato di queste misure.
Anche l'Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) si è attivata. Insieme alla Federazione Osservatorio 182, ha presentato una nota all'ufficio scolastico regionale Sicilia. L'obiettivo è ottenere chiarimenti sul fabbisogno di sostegno per l'anno scolastico 2026/2027. L'Anief e la Federazione Osservatorio 182 hanno organizzato un seminario formativo. L'evento si terrà il 31 marzo, dalle 9:00 alle 13:00, presso l'istituto magistrale De Cosmi, in via Leonardo Ruggeri 15.
Il seminario è rivolto a tutto il personale scolastico. Il titolo è «Determinazione delle ore di sostegno: cosa sta cambiando? Criticità, rischi di tagli e ruolo del Glo nella tutela dell’inclusione». L'iniziativa mira a fornire informazioni e strumenti per affrontare le nuove sfide. La tutela dell'inclusione scolastica è al centro delle preoccupazioni dell'Anief e delle associazioni coinvolte. La data del seminario, 31 marzo, è vicina a quella del presidio dell'Usb, evidenziando la crescente mobilitazione sul tema.