Condividi

A Palermo si è tenuta una commemorazione per il 44° anniversario dell'omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. L'evento ha sottolineato l'importanza della memoria e dell'impegno contro la mafia, con la deposizione di una corona di fiori e interventi di figure istituzionali e politiche.

Commemorazione a Palermo per le vittime di mafia

Una corona di fiori è stata deposta in via Li Muli a Palermo. Questo luogo segna l'agguato mafioso di 44 anni fa. Furono uccisi Pio La Torre e il suo collaboratore Rosario Di Salvo. Alla cerimonia era presente Franco La Torre, figlio dell'ex segretario del PCI. Egli ha sottolineato l'importanza dell'impegno. La memoria deve coinvolgere le giovani generazioni.

Franco La Torre ha affermato: «Il ricordo è un momento di quel percorso che porta all’impegno». Non è solo rimembranza. È fondamentale rendere partecipi i giovani. Devono conoscere eventi accaduti prima della loro nascita. Anche prima della nascita dei loro genitori.

Appelli per la legislazione antimafia

Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD, ha evidenziato l'anniversario. Si celebrano i 44 anni dall'uccisione di La Torre e Di Salvo. Ricorda anche i 50 anni dalla relazione antimafia. Ha criticato i tentativi di revisione della legislazione. La legge Rognoni-La Torre non si tocca. Anzi, va rafforzata. L'efficacia delle confische dei beni è cruciale.

Alfio Mannino, segretario regionale della CGIL, ha ricordato i principi di Pio La Torre. Contrastare la mafia era centrale. Affermare la pace era un altro pilastro. L'unità tra lavoro, istituzioni e mondo democratico era fondamentale. Questo insegnamento vale ancora oggi.

Presenze istituzionali e impegno civico

Alla commemorazione erano presenti diverse autorità. Tra loro, delegazioni del PD. C'erano Valentina Chinnici e Beppe Provenzano. Presente anche l'assessore comunale Fabrizio Ferrandelli. Rappresentava il sindaco Roberto Lagalla. C'erano anche Antonello Cracolici (Antimafia regionale). E Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale ai Beni Culturali). Presenti anche il questore Vito Calvino e il prefetto Massimo Mariani.

L'assessore Ferrandelli ha parlato del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Questo è un modo concreto per onorare La Torre. Assegnare case a chi ne ha bisogno è una battaglia attuale. La criminalità tenta ancora di controllare le abitazioni. L'impegno deve essere massimo. Deve essere condiviso tra istituzioni e società civile. Il sacrificio di Pio e Rosario non deve essere vano.

La memoria come attivismo

Franco La Torre ha ribadito il concetto di memoria attiva. Il ricordo deve portare all'impegno. Non deve essere solo sentimento. Deve generare coscienza e partecipazione. Deve trasformarsi in attivismo civico e politico. Ha espresso il desiderio di una maggiore partecipazione giovanile.

Alfio Mannino ha collegato il ricordo alla lotta alla mafia. Ha parlato di una nuova idea di Sicilia. Pio La Torre vedeva nel contrasto alla criminalità e nella pace i presupposti per lo sviluppo. L'unità era la chiave. Ha citato la manifestazione di Comiso come esempio. Unità tra partiti, sindacati e mondo cattolico.

Il messaggio del Sindaco Lagalla

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha sottolineato il senso della battaglia di Pio La Torre. Non solo denuncia della violenza mafiosa. Ma colpire il cuore del potere criminale. Attraverso i patrimoni e le complicità. La Torre ha cambiato la prospettiva dello Stato sulla mafia. Ha trasformato l'indignazione in giustizia.

Il sindaco ha ricordato anche Rosario Di Salvo. Uomo delle istituzioni, fedele e dedito al suo lavoro. Palermo ha il dovere di custodire entrambe le eredità. Tradurle in azioni quotidiane. Scelte amministrative ed educazione civica. La commemorazione non basta. Bisogna colmare la distanza tra il sacrificio e il presente con responsabilità.