Cronaca

Palermo: Primario Civico a giudizio per peculato

18 marzo 2026, 18:22 5 min di lettura
Palermo: Primario Civico a giudizio per peculato Immagine generata con AI Palermo
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Un primario dell'ospedale Civico di Palermo è stato rinviato a giudizio con l'accusa di peculato. Il medico avrebbe gestito visite private nel suo studio, aggirando le procedure pubbliche. Il processo inizierà a luglio.

Primario Civico di Palermo a Giudizio per Peculato

Il dottor Pierenrico Marchesa, primario di chirurgia oncologica presso l'Ospedale Civico di Palermo, affronterà un processo per peculato. La decisione è stata presa dal giudice per l'udienza preliminare Stefania Brambille, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Andrea Zoppi. L'inizio del dibattimento è fissato per il prossimo 6 luglio.

L'accusa sostiene che il professionista abbia istituito un sistema illecito. Questo sistema prevedeva l'esecuzione di visite specialistiche private al di fuori della struttura ospedaliera pubblica. I pazienti avrebbero pagato direttamente per queste prestazioni mediche. Il medico avrebbe così creato un canale parallelo, non tracciato, per la sua attività.

Le indagini hanno rivelato un presunto schema di gestione delle visite. Il dottor Marchesa avrebbe ricevuto e visitato pazienti nel suo studio privato. Questo studio si trova in via Marchese Ugo, una zona centrale di Palermo. I pazienti si erano precedentemente prenotati attraverso il sistema di prenotazione dell'ospedale, il Cup.

Sistema Intramoenia Alternativo e Pagamenti in Nero

La normativa sull'attività intramoenia prevede regole precise. Le prestazioni devono essere svolte all'interno delle strutture sanitarie pubbliche. I compensi devono essere tracciati in modo trasparente. Una parte dei guadagni deve essere versata all'ente pubblico di appartenenza, in questo caso l'Arnas del Civico.

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, questo schema non sarebbe stato rispettato. Le somme pagate dai pazienti per le visite private nel suo studio sarebbero state ricevute in contanti. Non sarebbero state rilasciate ricevute fiscali. Di conseguenza, non vi sarebbe stato alcun versamento all'Arnas del Civico.

Questo avrebbe comportato un mancato introito per l'ospedale pubblico. Il medico, invece, avrebbe beneficiato direttamente dei pagamenti. L'indagine ha messo in luce una presunta gestione autonoma e non autorizzata di risorse e prestazioni sanitarie.

Indagine della Guardia di Finanza e Difesa del Primario

L'inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio è partita nel 2023. La scintilla è stata una segnalazione interna all'ospedale. Le indagini sono state affidate alla Guardia di Finanza. Gli investigatori hanno raccolto prove e testimonianze per ricostruire i fatti.

La Guardia di Finanza ha setacciato la documentazione relativa alle prenotazioni e ai pagamenti. Ha analizzato i flussi finanziari sospetti. L'obiettivo era dimostrare l'esistenza di un sistema parallelo e non dichiarato. L'operato delle fiamme gialle è stato fondamentale per raccogliere gli elementi probatori.

A difendere il dottor Pierenrico Marchesa sono gli avvocati Luigi Miceli Tagliavia e Roberto Fabio Tricoli. I legali avranno il compito di sostenere la posizione del loro assistito in tribunale. La difesa si concentrerà sulla contestazione delle accuse e sulla presentazione di elementi a discarico.

Contesto Normativo e Sanitario a Palermo

Il caso solleva interrogativi importanti sul funzionamento dell'attività intramoenia nelle strutture sanitarie pubbliche. L'intramoenia è uno strumento pensato per offrire prestazioni aggiuntive ai cittadini, generando anche entrate per le aziende sanitarie. Deve però avvenire nel pieno rispetto delle regole.

L'Ospedale Civico di Palermo è uno dei presidi sanitari più importanti della Sicilia. La sua reputazione e l'efficienza dei suoi servizi sono cruciali per la salute pubblica. Vicende come questa possono intaccare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.

La normativa nazionale e regionale disciplina in modo dettagliato l'attività libero-professionale intramuraria. Questo per garantire la trasparenza, l'equità e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Le aziende sanitarie hanno il dovere di vigilare sul rispetto di tali norme.

Le segnalazioni che avviano indagini come questa sono spesso il risultato di controlli interni o di denunce da parte di personale attento. La collaborazione tra cittadini, dipendenti e forze dell'ordine è fondamentale per il contrasto agli illeciti.

Il processo che inizierà a luglio chiarirà la posizione del dottor Marchesa. Le prove raccolte dall'accusa saranno vagliate attentamente. La difesa avrà modo di presentare le proprie argomentazioni. L'esito del giudizio determinerà le responsabilità penali del primario.

Questa vicenda evidenzia la complessità della gestione sanitaria pubblica. Richiede un costante impegno nel garantire l'integrità e l'efficacia dei servizi offerti alla cittadinanza. La trasparenza nei pagamenti e nelle prestazioni è un pilastro fondamentale.

L'Arnas Civico, come azienda sanitaria, è parte lesa in questo procedimento. Si costituirà parte civile per ottenere il risarcimento dei danni subiti, qualora le accuse venissero confermate. L'ospedale ha già avviato procedure interne per accertare eventuali responsabilità disciplinari.

La cittadinanza attende con interesse gli sviluppi di questo caso. La giustizia farà il suo corso per accertare la verità dei fatti. La vicenda sottolinea l'importanza dei controlli e della vigilanza nel settore della sanità pubblica.

Il dottor Marchesa, prima di questa vicenda, era una figura di spicco nel panorama medico palermitano. La sua carriera era legata all'eccellenza nella chirurgia oncologica. Ora si trova ad affrontare un'accusa grave che potrebbe avere ripercussioni significative sulla sua professione e sulla sua vita.

Le indagini hanno richiesto tempo e risorse considerevoli. La Guardia di Finanza ha operato con discrezione per non compromettere l'esito delle investigazioni. La collaborazione con la Procura di Palermo è stata costante.

Il rinvio a giudizio non è una condanna, ma indica che ci sono elementi sufficienti per un processo. Sarà il tribunale a stabilire la colpevolezza o l'innocenza del primario. L'attesa per il 6 luglio è alta.

La gestione delle risorse pubbliche, specialmente in ambito sanitario, è un tema sensibile. Ogni euro speso deve essere giustificato e tracciato. L'attività intramoenia, seppur legittima, deve essere un'opportunità di crescita per il sistema, non una fonte di arricchimento illecito.

La vicenda del primario del Civico è un monito per tutti i professionisti che operano nel settore pubblico. Il rispetto delle regole e la trasparenza sono valori imprescindibili.

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