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La Guardia di Finanza di Palermo ha smascherato una complessa frode assicurativa basata su falsi incidenti e referti medici. L'indagine ha portato a cinque persone indagate per associazione a delinquere e truffa.

Maxi truffa assicurativa a Palermo

Le forze dell'ordine palermitane hanno notificato avvisi di garanzia a cinque individui. Sono indagati per diversi reati. Tra questi figurano associazione per delinquere e falsificazione di atti. La truffa ha riguardato sinistri stradali simulati. L'obiettivo era ottenere risarcimenti illeciti.

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. La Procura della Repubblica ha coordinato le operazioni. È emerso un ingente numero di falsi incidenti. Sono state anche falsificate certificazioni mediche. Questo ha permesso di richiedere indebiti rimborsi.

Il modus operandi della frode

La somma illecitamente ottenuta supera i 110.000 euro. La frode si è concentrata nel biennio 2023-2024. Diverse compagnie assicurative sono state danneggiate. L'indagine ha rivelato l'esistenza di un'organizzazione strutturata. Questa associazione a delinquere comprendeva diverse figure chiave.

Tra i coinvolti vi era un medico di pronto soccorso. C'era anche un operatore socio-sanitario. Un titolare di un'agenzia di pratiche auto era parte del gruppo. Completavano il sodalizio due individui dediti all'organizzazione dei falsi incidenti.

Falsi incidenti e referti medici artefatti

Il metodo utilizzato prevedeva la ripetizione di accertamenti sanitari. In particolare, venivano eseguite radiografie. Gli stessi soggetti si presentavano con false identità. Fornivano generalità differenti ad ogni occasione. Questo per confondere le tracce.

Persone con lesioni reali, ma non legate a incidenti stradali, venivano coinvolte. Le lesioni erano procurate in contesti diversi. Potevano essere sul luogo di lavoro, in casa o durante attività sportive. Si presentavano presso il pronto soccorso con documenti di identità altrui.

Complicità e risarcimenti illeciti

Grazie alla complicità del medico, ottenevano corsie preferenziali. I tempi di attesa erano minimi. Venivano quindi sottoposti a radiografie e visite specialistiche. Questi esami venivano poi utilizzati per richiedere gli indennizzi. Le indagini hanno preso in esame centinaia di accertamenti.

La Guardia di Finanza ha lavorato per ricostruire l'intera catena della frode. L'operazione ha portato alla luce un meccanismo ben oliato. Questo sistema mirava a sfruttare il sistema assicurativo per guadagni facili.