Condividi

Una mannaia è stata rinvenuta tra i rifiuti in via Divisi a Palermo, vicino a un'area di bivacco. I carabinieri sono intervenuti sequestrando l'arma per ulteriori accertamenti. L'episodio evidenzia il problema del degrado in zona.

Ritrovamento in un'area di bivacco

Durante un controllo in via Divisi, i carabinieri hanno effettuato una scoperta inaspettata. In un'area nota per essere un luogo di bivacco, tra rifiuti e materiale riconducibile all'uso di sostanze stupefacenti, è emersa una grossa mannaia. L'arma, un coltello da cucina di notevoli dimensioni, è stata trovata sul davanzale di una finestra dell'ex Chiesa Santa Maria della Grazia e della cripta delle Repentite.

Questa struttura si trova in prossimità delle sedi universitarie di Biologia e Genetica dell'Università degli studi di Palermo. La presenza di carta stagnola, utilizzata per fumare crack, e di aghi di siringa, testimoniava l'uso illecito del luogo. La situazione di degrado nell'area era già nota ai residenti.

L'intervento del vicepresidente Nicolao

La scoperta della mannaia è stata possibile grazie all'intervento del vicepresidente della prima circoscrizione, Antonio Nicolao. Egli si è recato sul posto in seguito alle segnalazioni dei cittadini. I residenti lamentavano da tempo l'utilizzo dei gradini dell'ingresso della chiesa, ormai in disuso, come punto di ritrovo per tossicodipendenti. La situazione aveva creato preoccupazione e disagio nella comunità locale.

«Ero andato lì su richiesta dei residenti», ha spiegato Nicolao. «Perché i gradini di questo ingresso della chiesa, ormai da tempo chiuso e in disuso, vengono utilizzati come luogo di ritrovo per chi vuole drogarsi. E la gente è stanca di questa situazione». Durante la sua ispezione, Nicolao ha notato i segni lasciati dagli occupanti abusivi.

Sequestro dell'arma e indagini

Mentre Antonio Nicolao stava discutendo della problematica con alcuni cittadini, ha notato la mannaia appoggiata sul davanzale. «Abbiamo chiamato i carabinieri», ha aggiunto Nicolao, «che sono intervenuti subito e hanno sequestrato la mannaia. L'hanno messa in una scatola di cartone e l'hanno portata in caserma». L'arma è stata trasportata al Comando provinciale dei carabinieri di Palermo.

I militari hanno avviato le procedure per effettuare accertamenti sull'arma. Si cercheranno eventuali tracce di sangue o impronte digitali. L'obiettivo è determinare se la mannaia sia stata utilizzata in attività criminali o se sia stata semplicemente abbandonata. La sua presenza in un'area così frequentata, seppur per scopi illeciti, solleva interrogativi sulla sicurezza.

Appello per il ripristino del decoro

Antonio Nicolao ha sottolineato la persistente condizione di degrado della zona. «Purtroppo la zona continua a versare nel degrado più totale, è necessario fare qualcosa», ha affermato. L'episodio della mannaia è un ulteriore segnale della gravità della situazione. Il vicepresidente ha già preso contatti con l'Università per cercare soluzioni.

«Intanto ho sentito l'Università», ha concluso Nicolao, «e siamo rimasti che sarà posizionata intanto una grossa pianta come deterrente, poi bisognerà valutare il da farsi». Questa iniziativa mira a scoraggiare l'accesso abusivo all'area. Si attende ora l'esito delle indagini sui reperti trovati e si spera in interventi più strutturali per ripristinare il decoro e la sicurezza in via Divisi e nelle aree circostanti, frequentate anche da studenti universitari.