Condividi

Lavoratori della società Italo Belga di Mondello hanno manifestato per chiedere rispetto e certezze sul loro futuro lavorativo. La protesta nasce dall'esclusione della società dalla gestione di parte della spiaggia palermitana.

Dipendenti Italo Belga chiedono dignità

Un corteo di lavoratori ha percorso le strade di Mondello, storica borgata marinara di Palermo. I manifestanti hanno esibito uno striscione con la scritta: «I lavoratori chiedono rispetto, dignità e certezze». La loro preoccupazione principale riguarda il futuro occupazionale. La Regione Siciliana ha infatti escluso la società Italo Belga dalla gestione di una porzione della spiaggia cittadina.

La società ha già intrapreso azioni legali. L'Italo Belga ha presentato un ricorso al Tar. L'obiettivo è contestare il decreto che ha revocato la concessione. La situazione è tesa e i lavoratori temono per la loro stabilità lavorativa. La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni.

Smentite le accuse di legami mafiosi

Un coro unanime si è levato dai manifestanti: «Non siamo mafiosi». Questa dichiarazione è una risposta diretta alle recenti notizie circolate. Le voci riguardavano alcuni dipendenti legati a esponenti mafiosi. Si parlava anche dell'impiego di ditte con connessioni a condannati per mafia. Queste informazioni hanno influenzato la decisione della Regione Siciliana.

I lavoratori respingono fermamente queste etichette. Vogliono essere giudicati per il loro operato e la loro professionalità. La loro protesta è anche un modo per difendere la propria reputazione. Vogliono dimostrare di essere persone per bene, dedite al proprio lavoro.

Vincenzo Mansueto, 57 anni, rappresenta questa categoria di lavoratori. Lavora nell'amministrazione dell'Italo Belga da 36 anni, con un contratto a tempo indeterminato. «Ho iniziato dopo la leva militare», racconta. «Prima avevo un contratto stagionale, poi un altro, infine l'assunzione».

«Molti di noi non riescono a dormire la notte», confida Mansueto. «Ci etichettano come mafiosi, come sottopagati. Ma non è vero. Ho 36 anni di contributi versati. Sono una persona per bene».

Un futuro incerto per centinaia di lavoratori

La società Italo Belga impiega circa 200 lavoratori. Di questi, 13 hanno un contratto a tempo indeterminato. Ben 140 sono invece lavoratori stagionali. La precarietà è una realtà per molti di loro, ma i contratti stagionali hanno rappresentato un'opportunità.

Ignazio Mancuso, 66 anni, è una guardia notturna da cinque anni. Grazie ai contratti stagionali ha potuto abbandonare il lavoro nero. «Prima vendevo Coca Cola e granturco in spiaggia», ammette. «Poi ho presentato una domanda e ho ottenuto il primo contratto. Ora, a 66 anni, dove devo andare?».

La sua testimonianza evidenzia la difficoltà di trovare alternative lavorative, specialmente in età avanzata. I contratti stagionali, pur non garantendo stabilità annuale, offrono una rete di sicurezza rispetto al lavoro irregolare. La revoca della concessione minaccia questa fragile stabilità.

Maestri di salvataggio e giovani promesse

Tra i lavoratori c'è anche Mauro Laurella, 60 anni. È considerato il «maestro» degli assistenti bagnanti. Lavora a Mondello dal 1988. Ha formato numerosi giovani assistenti bagnanti. Molti di loro hanno poi ottenuto contratti stagionali e fatto carriera.

«Abbiamo sempre fatto del nostro meglio per mantenere Mondello sicura e pulita», afferma Laurella. «Durante una stagione, riscontriamo circa mille episodi di rischio annegamento». La sua dedizione è un esempio dell'impegno profuso dal personale.

Melania Cacocciolo, 37 anni, è una delle allieve di Laurella. Lavora per la società da sette anni. «È un lavoro che fai per vocazione», spiega. «Ma oggi siamo molto preoccupati per il nostro futuro». Ricorda con orgoglio un salvataggio di turisti in difficoltà a duecento metri dalla riva.

Mauro Buffa, 52 anni, fa il bagnino dal 1996. Il suo primo intervento fu traumatico: assistette alla morte di un uomo per infarto. «Rimasi scosso», ammette. «Poi però tutti i salvataggi sono andati a buon fine». L'ultimo risale all'anno scorso, quando salvò un turista colto da malore in acqua.

Giovani e precarietà: il futuro della Riviera

La situazione lavorativa a Mondello non riguarda solo il personale esperto. Anche i giovani cercano opportunità per costruirsi un futuro. Aurora Moceo, 20 anni, ha avuto il suo primo contratto stagionale come cassiera l'anno scorso. Studia Scienze del Turismo all'università.

«Questo lavoro mi è utile per pagare l'università», dichiara Moceo. «Una volta laureata, mi piacerebbe proseguire nel settore del turismo, magari come guida turistica o in una struttura alberghiera». La sua aspirazione è legata al settore turistico, ma la precarietà attuale getta un'ombra sul suo percorso.

Anna Candela, 51 anni, lavora come addetta ai servizi igienici da quando ne aveva 28. «È un lavoro umile, ma ha la sua importanza», afferma. «Per me almeno l'ha avuta. Ho goduto di un impiego dignitoso, con contributi in regola». Tuttavia, l'estate che si prospetta è carica di «apprensione ed ansia».

La protesta dei lavoratori dell'Italo Belga a Mondello solleva questioni cruciali. Riguardano la dignità del lavoro, la stabilità occupazionale e la reputazione dei lavoratori. La loro battaglia è per ottenere risposte concrete e garanzie per il futuro. La spiaggia di Mondello, simbolo di Palermo, rischia di perdere un pezzo della sua storia lavorativa.