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La Fondazione Sicilia ha ottenuto un rimborso Ires di quasi 1 milione di euro grazie al riconoscimento della sua natura culturale e non commerciale. La sentenza stabilisce che le attività svolte sono a beneficio pubblico e non a scopo di lucro.

Fondazione Sicilia ottiene sgravio fiscale

La Fondazione Sicilia ha visto riconosciuta la sua natura non profit. Questo ha portato all'ottenimento di un rimborso fiscale di quasi 950 mila euro. L'ente aveva versato imposte per anni, ritenendosi un soggetto commerciale. La Corte di giustizia tributaria di Palermo ha emesso la sentenza a favore della Fondazione. L'ente aveva presentato ricorso contro il Fisco. Il rimborso riguarda l'Ires pagata tra il 2016 e il 2021. Le cifre specifiche per ogni anno sono state dettagliate: 184.155 euro (2016), 130.216 (2017), 218.919 (2018), 201.399 (2019), 99.150 (2020) e 117.410 (2021).

I giudici hanno accolto la richiesta di un'agevolazione fiscale. Questa prevede la riduzione dell'aliquota Ires al 50%. È destinata agli enti che operano nei settori dell'arte, della cultura o dell'assistenza. La Fondazione Sicilia rientra pienamente in questa categoria. La sua missione è infatti legata alla promozione culturale.

Natura non commerciale riconosciuta dai giudici

La direzione della Fondazione, supportata dallo studio legale Lexia, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate. Le istanze di rimborso erano state presentate cinque anni prima. Per ottenere lo sgravio, la Fondazione ha dovuto dimostrare la sua natura non commerciale. È stato necessario provare l'assenza di scopi di lucro. Inoltre, si è dovuto attestare lo svolgimento di attività di utilità sociale. La difesa ha anche dovuto chiarire il distacco dal settore bancario. La Fondazione è nata negli anni '90 dall'ex Banco di Sicilia.

I giudici hanno verificato che la Fondazione Sicilia non ha più alcun ruolo nel controllo bancario. Detiene una quota minima, lo 0,022%, del capitale sociale di Unicredit. Questo esclude ogni forma di ingerenza nel settore creditizio. La Corte tributaria di primo grado, sesta sezione, ha analizzato anche la società controllata “Sicily Art and Culture”. Questa srl è al 100% della Fondazione. I giudici l'hanno ritenuta legittima. Funziona come braccio operativo per le attività culturali. Non persegue utili da distribuire. Gestisce siti storici come Palazzo Branciforte e Villa Zito. Garantisce l'accesso pubblico alle collezioni d'arte a Palermo.

Proventi finanziari a sostegno di scopi sociali

La sentenza ha chiarito un punto cruciale. La documentazione ha confermato il divieto di distribuzione di dividendi dalla società alla Fondazione. Questo è coerente con i fini istituzionali dell'ente. Il Fisco aveva contestato la prevalenza di entrate da dividendi e plusvalenze. Riteneva indicasse un'attività finanziaria prevalente. Le contestazioni sono state respinte. La Corte ha stabilito che i proventi finanziari servono a generare risorse per scopi sociali. Tali risorse vengono totalmente assorbite dall'attività istituzionale della Fondazione.

La decisione della Corte tributaria di Palermo riconosce quindi l'importanza delle attività culturali. Sottolinea come queste non debbano essere equiparate a un'impresa commerciale. La Fondazione Sicilia potrà ora beneficiare di un regime fiscale più favorevole. Questo permetterà di destinare maggiori risorse alle sue iniziative. Le attività di gestione di beni storici e artistici sono state confermate come funzionali al perseguimento di fini di pubblica utilità. La sentenza rappresenta un importante precedente per enti simili.

Le persone hanno chiesto anche:

La Fondazione Sicilia è un ente profit o no profit?

Quali sono le attività della Fondazione Sicilia?

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