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L'assessora regionale al Turismo Elvira Amata è stata rinviata a giudizio a Palermo per accuse di corruzione. Un'imprenditrice è stata condannata con rito abbreviato. Il processo per l'assessora inizierà a settembre.

Rinvio a giudizio per l'assessora Amata

Il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Walter Turturici, ha emesso un rinvio a giudizio nei confronti dell'assessora regionale al Turismo, Elvira Amata, esponente di Fratelli d'Italia.

L'assessora è accusata di corruzione. La decisione del gip è arrivata dopo le indagini della Procura di Palermo.

Il processo che vedrà protagonista Elvira Amata avrà inizio il prossimo 7 settembre. La sua scelta è stata quella del rito ordinario.

Condanna per l'imprenditrice Marcella Cannariato

Contestualmente, il gip ha condannato l'imprenditrice Marcella Cannariato. La pena inflitta è di 2 anni e sei mesi di reclusione, ottenuta tramite il rito abbreviato.

Marcella Cannariato era legale rappresentante della società A&C Broker S.r.l. Anche lei era coinvolta nell'indagine per corruzione.

La condanna è stata pronunciata in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri di Palermo, Felice De Benedittis e Andrea Fusco.

Le accuse di corruzione

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l'assessora Elvira Amata avrebbe ricevuto favori dall'imprenditrice Marcella Cannariato.

Nello specifico, si contesta l'assunzione del nipote dell'assessora, Tommaso Paolucci, presso la società dell'imprenditrice. L'assunzione sarebbe avvenuta dal 26 settembre 2023 fino a marzo 2024.

Inoltre, Amata avrebbe ottenuto il pagamento delle spese di alloggio del nipote presso la struttura "Leone Suite B&B". Il costo totale ammontava a 4.590,90 euro più IVA.

Il presunto scambio di favori

In cambio di questi benefici, l'assessora Elvira Amata avrebbe agito per concedere un finanziamento pubblico. L'importo del finanziamento era di 30mila euro.

Il finanziamento era destinato alla manifestazione "XXIII ed. Donna, Economia e Potere". L'evento era promosso dalla fondazione Marisa Bellisario.

Marcella Cannariato ricopriva il ruolo di rappresentante regionale per tale fondazione.

La posizione di Marcella Cannariato

L'imprenditrice Marcella Cannariato ha commentato la decisione del giudice. Ha dichiarato: «Prendo atto della decisione del giudice, nel rispetto del lavoro della magistratura.»

Ha poi aggiunto: «Ribadisco fermamente la mia totale estraneità ai fatti contestatimi e intendo proseguire nella tutela delle mie ragioni nelle sedi opportune, con fiducia e determinazione.»

Cannariato ha sottolineato la sua volontà di mantenere un profilo basso durante il percorso giudiziario. Ha ringraziato i suoi legali, gli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina.

Ha concluso affermando: «Proseguirò nel mio impegno professionale con responsabilità e continuità, confidando che sarà possibile dimostrare la mia innocenza e l'infondatezza dell'accusa che mi è stata mossa.»