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L'anello di Michele Greco, boss mafioso, è stato restituito al nipote Leandro. L'oggetto, sequestrato durante l'arresto di Leandro, è un ricordo di famiglia.

Restituito anello storico boss mafioso

Un gioiello appartenuto a Michele Greco, noto come 'il Papa' e figura di spicco di Cosa nostra, tornerà alla famiglia.

La corte d'appello di Palermo ha decretato la restituzione dell'anello d'oro, recante le iniziali M.G., al nipote Leandro Greco.

Quest'ultimo sta attualmente scontando una pena di 12 anni per associazione mafiosa.

L'oggetto prezioso era stato confiscato a Leandro Greco durante le indagini che hanno portato al suo fermo.

Sequestro beni e dispositivi elettronici

Al momento del suo arresto, a Leandro Greco non furono sequestrati solo beni di valore.

Furono sottratte anche diverse imprese attive nel settore della ristorazione e nella vendita di prodotti agricoli.

Insieme ai beni aziendali, venne confiscato un laboratorio artigianale e ben 12 rapporti bancari.

Anche dispositivi elettronici come una penna USB, una SIM card Wind e un tablet furono sequestrati.

Richiesta di restituzione beni

L'avvocato difensore di Leandro Greco, Elisabetta Ascone, ha presentato una richiesta specifica.

La legale ha ottenuto la restituzione di alcuni effetti personali del suo assistito.

Tra questi figurano la pennetta USB, il tablet e, appunto, l'anello, considerato un prezioso ricordo del nonno.

L'arresto e le accuse a Leandro Greco

Leandro Greco fu arrestato nel dicembre del 2018.

L'operazione che portò al suo fermo fu denominata "Cupola 2.0".

Nel 2020, il tribunale ha emesso una pesante condanna nei suoi confronti.

Le indagini e le testimonianze di collaboratori di giustizia hanno delineato il suo ruolo.

Il giovane, soprannominato anch'egli "Michele", figlio di Giuseppe Greco e nipote diretto del "Papa", era considerato un promotore.

Era attivo nella riorganizzazione della commissione provinciale di Cosa nostra.

Avrebbe partecipato a numerosi incontri con figure di alto livello di altri mandamenti mafiosi.

Gli inquirenti ritenevano che fosse destinato a ricoprire un ruolo di primo piano nel mandamento di Ciaculli.