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Operazione antimafia a Palermo porta a 32 fermi. Indagati per associazione mafiosa, estorsione e spaccio di droga nei quartieri Brancaccio e Sperone. L'indagine svela una rete criminale dedita al controllo del territorio e a traffici illeciti.

Operazione antimafia nei quartieri di Palermo

Le forze dell'ordine hanno condotto un'importante operazione nella notte palermitana. Carabinieri e polizia hanno eseguito 32 fermi nei rioni Brancaccio e Sperone. L'azione mirava a colpire un'organizzazione criminale attiva sul territorio.

Gli indagati devono rispondere di diversi reati. Tra questi figurano l'associazione di tipo mafioso, l'estorsione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione è stata coordinata dalla procura di Palermo.

Sono state effettuate numerose perquisizioni, anche in magazzini e box. I vigili del fuoco hanno supportato le operazioni di accesso. Un'impresa funebre della zona è stata anch'essa oggetto di controlli.

Imprenditori taglieggiati e il pizzo ricostruito

Le indagini hanno rivelato la presenza di richieste di pizzo. Diversi imprenditori taglieggiati hanno deciso di collaborare con gli inquirenti. La loro testimonianza ha permesso di ricostruire le dinamiche delle estorsioni.

L'organizzazione criminale mostrava una notevole capacità di controllo del territorio. Si ipotizza anche l'acquisto di case destinate a fallimenti. Questo avveniva per far andare deserte le aste giudiziarie.

L'obiettivo era quello di acquisire beni a prezzi vantaggiosi. Le attività illecite comprendevano anche il traffico di droga e la gestione di armi.

Il boss Nino Sacco e la struttura del mandamento

Tra le persone fermate figura Nino Sacco. Egli era tornato a dirigere il mandamento dopo essere uscito dal carcere a maggio del 2024. Il suo ruolo nella riorganizzazione delle attività criminali è centrale.

Gli indagati sono accusati di vari reati. Questi includono associazione mafiosa, estorsione aggravata e reati legati alle armi. Vi sono anche ipotesi di trasferimento fraudolento di valori e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Le indagini, condotte dal 2023 al 2026, hanno mappato la struttura del mandamento mafioso di Brancaccio. Sono state analizzate le famiglie mafiose di Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille.

La strategia mafiosa: violenza e affari

Il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, ha descritto la situazione. «Il quadro emerso restituisce una consorteria attiva», ha dichiarato. L'organizzazione si basa sul controllo del territorio e sull'intimidazione.

La gestione coordinata delle estorsioni e del traffico di droga è un elemento chiave. Anche la disponibilità di armi e la redistribuzione di risorse economiche sono state evidenziate.

Il procuratore ha sottolineato una «metamorfosi strategica». La mafia affianca alla violenza un'inclinazione affaristica. Il controllo del mercato legale genera ricavi maggiori con minori rischi.

Sequestri e armi: il bilancio dell'operazione

Oltre ai fermi, sono in corso numerosi sequestri. Riguardano aziende, immobili e conti correnti. Le ipotesi sono di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Durante le indagini erano già stati arrestati 6 soggetti in flagranza. Altri 2 erano stati destinatari di ordinanze di custodia cautelare. Sono state sequestrate 5 pistole, un fucile a pompa, una carabina e 2 mazze chiodate.

Il ritrovamento di circa 3 chili di hashish e 13.000 euro in contanti conferma la pericolosità dei soggetti. Nell'operazione sono stati impiegati oltre 450 uomini delle forze dell'ordine.