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La polizia di Palermo ha arrestato un uomo di 66 anni in possesso di quasi 24 chili di hashish, nascosti in un borsone sotto il letto. L'operazione è avvenuta in un casolare in via Santicelli, zona Borgo Molara. L'uomo, con precedenti, è ora ai domiciliari.

Scoperta ingente quantità di hashish in un casolare

Un ingente quantitativo di sostanza stupefacente è stato scoperto dalle forze dell'ordine a Palermo. L'operazione ha portato all'arresto di un uomo di 66 anni, identificato con le iniziali F. L.. L'uomo, originario della zona di Falsomiele, è stato accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La scoperta è avvenuta in un casolare situato in via Santicelli, nel quartiere di Borgo Molara.

La sostanza rinvenuta, quasi 24 chilogrammi di hashish, era occultata all'interno di un borsone. Questo era stato riposto sotto il letto, in una stanza ricavata all'interno dell'abitazione rurale. L'uomo è stato tradotto presso il carcere Pagliarelli, in attesa dell'udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari.

Indagine dei Falchi della Mobile nella zona di Borgo Molara

L'attività investigativa che ha condotto all'arresto è stata portata avanti dai Falchi della squadra mobile di Palermo. Gli agenti stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio nella circoscrizione di Borgo Molara. Durante le normali attività di pattugliamento, i poliziotti hanno notato dei movimenti ritenuti sospetti da parte dell'indagato.

Questi atteggiamenti hanno indotto gli operatori a decidere di procedere con una perquisizione dell'immobile. La zona circostante il casolare era stata monitorata dagli investigatori. Dopo un'accurata ispezione all'interno del casolare, i poliziotti sono riusciti a individuare il borsone. Al suo interno, come accennato, erano custoditi circa 250 panetti di hashish.

La quantità e la natura della sostanza hanno immediatamente fatto scattare le manette per il 66enne. Gli agenti hanno provveduto al sequestro di tutto lo stupefacente rinvenuto. L'uomo è stato quindi arrestato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Precedenti penali e situazione giudiziaria dell'arrestato

L'uomo arrestato non è nuovo alle forze dell'ordine. Le indagini hanno rivelato che il 66enne aveva già in passato affrontato processi per reati legati allo spaccio di stupefacenti. In precedenza, aveva anche scontato alcuni anni di detenzione in carcere per tali reati. Questo suo passato ha reso l'operazione ancora più significativa per gli inquirenti.

Da circa due anni, l'uomo era tornato in libertà. La sua difesa legale è stata affidata all'avvocato Vincenzo Giambruno. Al momento della sua scarcerazione, erano stati valutati i suoi tentativi di reinserimento sociale e professionale. In virtù di questi sforzi, il tribunale non aveva ritenuto necessario applicare nei suoi confronti misure di prevenzione o di sicurezza particolari.

Tuttavia, il ritrovamento della droga ha modificato radicalmente la sua situazione. La sua ritrovata libertà è stata interrotta da questo nuovo arresto. L'episodio sottolinea la persistenza di attività illecite anche da parte di soggetti che sembrano voler intraprendere un percorso di riabilitazione.

Udienza di convalida e misura cautelare

Nella mattinata seguente all'arresto, si è tenuta l'udienza di convalida del fermo. Il giudice per le indagini preliminari ha esaminato il caso e le prove presentate dall'accusa. Al termine della discussione, è stata disposta una misura cautelare nei confronti del 66enne.

La decisione del giudice è stata quella di applicare la misura degli arresti domiciliari. Questa scelta indica una valutazione della gravità dei fatti ma anche della situazione personale dell'indagato. L'uomo dovrà quindi rimanere nella sua abitazione, sotto la sorveglianza delle autorità.

Durante l'udienza, il 66enne ha cercato di giustificare la presenza della sostanza stupefacente. Ha dichiarato che si trattasse di una vecchia partita di hashish, ormai deteriorata e non più commerciabile. Secondo la sua versione, la droga sarebbe stata destinata allo smaltimento.

Di fronte a questa dichiarazione, il suo legale, l'avvocato Giambruno, ha richiesto con forza l'effettuazione di una perizia. L'obiettivo è quello di dimostrare che la sostanza stupefacente sia effettivamente datata. La difesa punta a provare che il principio attivo sia ormai degradato, rendendo la droga inefficace e quindi non più utilizzabile per lo spaccio.

Un precedente arresto nella zona del Villaggio Santa Rosalia

L'operazione antidroga a Borgo Molara non è un caso isolato nel panorama della cronaca recente di Palermo. Solamente una settimana prima, un altro intervento delle forze dell'ordine aveva portato a un arresto in un'area diversa della città.

Precisamente, in piazza Montegrappa, nel quartiere del Villaggio Santa Rosalia, un ragazzo di 24 anni, identificato con le iniziali E. G. M., era stato fermato per un controllo. Durante la perquisizione personale, gli agenti gli avevano trovato addosso 9 dosi di hashish.

I Falchi della squadra mobile, sospettando che il giovane potesse nascondere ulteriori quantità di droga, avevano deciso di estendere il controllo al suo appartamento. La perquisizione domiciliare ha dato esito positivo. All'interno dell'abitazione sono stati rinvenuti 12 panetti di hashish, ciascuno del peso di 50 grammi, oltre ad altre 36 dosi già confezionate e pronte per lo spaccio.

Anche in questo caso, il giovane è stato arrestato. Successivamente, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto e ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari, già applicata al 24enne.

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