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Quasi 400 chilogrammi di cocaina purissima sono stati sequestrati in tre distinte operazioni all'interno del porto di Gioia Tauro. I controlli intensificati confermano l'importanza dello scalo calabrese nel contrasto al traffico internazionale di stupefacenti.

Maxi sequestro di droga nel porto calabrese

Le forze dell'ordine hanno portato a termine tre importanti operazioni nel porto di Gioia Tauro. L'esito è stato il sequestro di circa 400 chilogrammi di cocaina di elevata purezza. La sostanza era suddivisa in 309 panetti. Questo risultato evidenzia l'efficacia dei controlli in corso nello scalo calabrese. Gioia Tauro è infatti un nodo cruciale per il traffico internazionale di stupefacenti.

L'attività investigativa è stata condotta dal comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria. L'operazione rientra in un piano di vigilanza esteso a tutta l'area portuale. Negli ultimi giorni, i controlli sono stati potenziati. L'obiettivo è individuare carichi di droga nascosti nei container. Questi vengono movimentati quotidianamente nel porto.

Diverse modalità di occultamento della cocaina

Una prima parte dello stupefacente è stata rinvenuta all'interno di un container. Questo proveniva dal Nord America. Il carico era composto da legname ed era destinato al Medio Oriente. Il sequestro è avvenuto in collaborazione con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Le anomalie individuate dallo scanner hanno permesso il ritrovamento. Fondamentale anche il supporto delle unità cinofile.

Un secondo quantitativo è stato intercettato sulla costa vicina al porto. La droga era stata appena depositata. Il tentativo era di trasferirla via mare. Un individuo, che utilizzava una piccola imbarcazione, è stato arrestato dalle autorità. Le indagini proseguono per identificare eventuali complici.

L'ultima partita di cocaina è stata recuperata durante un'ispezione subacquea. I sommozzatori dei Reparti operativi aeronavali della Guardia di finanza di Vibo Valentia e Palermo hanno effettuato l'intervento. La sostanza stupefacente era celata in uno spazio ricavato nelle prese a mare della chiglia di una nave. Anche questa imbarcazione era giunta dal continente americano.

Valore di mercato e indagini

Si stima che l'intero quantitativo sequestrato avesse un valore sul mercato di circa 60 milioni di euro. Questo sarebbe stato il ricavo dopo le operazioni di taglio e distribuzione al dettaglio. La droga era destinata al mercato italiano ed europeo. Il suo arrivo avrebbe alimentato i profitti delle organizzazioni criminali dedite al narcotraffico.

Tutta la documentazione relativa alle tre operazioni è stata trasmessa alla procura della Repubblica di Palmi. Le informazioni sono state inoltrate all'attenzione del procuratore Emanuele Crescenti. Anche il magistrato di turno è stato informato. L'obiettivo è la convalida dei sequestri e il proseguimento delle indagini. Le autorità mirano a smantellare le reti criminali coinvolte.

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