Cronaca

Appalto Asp Siracusa: Riesame conferma no arresto Caltagirone

17 marzo 2026, 15:50 6 min di lettura
Appalto Asp Siracusa: Riesame conferma no arresto Caltagirone Immagine generata con AI Palermo
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Il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato la decisione di non arrestare Alessandro Caltagirone, Direttore Generale dell'Asp di Siracusa. Non sono emersi elementi sufficienti per provare un patto corruttivo legato all'appalto per il servizio di ausiliariato.

Riesame Palermo: Nessuna Corruzione Provata per DG Asp Siracusa

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha emesso una decisione cruciale riguardo l'inchiesta sull'appalto per il servizio di ausiliariato dell'Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) di Siracusa. I giudici hanno confermato il rigetto della richiesta di misura cautelare nei confronti di Alessandro Caltagirone, attuale Direttore Generale dell'ente sanitario.

La Procura aveva presentato appello contro la precedente decisione del Giudice per le Indagini Preliminari (Gip). Quest'ultimo aveva infatti escluso la necessità di applicare misure restrittive personali al manager.

La decisione del Riesame si basa sull'analisi del quadro indiziario presentato. I giudici hanno ritenuto che, allo stato attuale delle indagini, non vi siano elementi sufficienti per affermare con certezza l'esistenza di un accordo illecito.

In particolare, non è stata provata né la consapevole accettazione di utilità da parte del Dg, né l'adozione di atti illegittimi da parte sua. Questo significa che, per i giudici, non vi sono prove concrete che Caltagirone abbia agito per favorire interessi privati in cambio di vantaggi.

L'inchiesta, avviata nel dicembre 2025, aveva ipotizzato un possibile patto corruttivo. La vicenda ruota attorno all'appalto per il servizio di ausiliariato, un servizio fondamentale per il funzionamento delle strutture sanitarie.

La Procura aveva richiesto l'arresto di Caltagirone, ma il Gip aveva respinto la richiesta. Il Riesame ha ora confermato questa linea, rafforzando la posizione del Direttore Generale.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dai legali di Caltagirone, gli avvocati Giuseppe Seminara e Pietro Canzoneri. Essi hanno sottolineato come l'ordinanza ristabilisca la verità dei fatti.

«Il comportamento del Dott. Caltagirone è stato sempre integerrimo», hanno dichiarato i legali. Hanno aggiunto che il manager non ha mai ceduto a pressioni e ha sempre operato nell'esclusivo interesse della legalità.

Contesto dell'Indagine: Appalto e Potenziali Accordi Illeciti

L'indagine sull'appalto dell'Asp di Siracusa si è concentrata su diversi aspetti. Uno dei punti chiave riguardava l'ipotetico coinvolgimento di Alessandro Caltagirone in un accordo corruttivo. La Procura ipotizzava che il manager avesse ricevuto utilità in cambio di favori.

Tuttavia, il Tribunale del Riesame ha analizzato attentamente le motivazioni. I giudici hanno spiegato che non è stato possibile individuare un intervento specifico, né promesso né attuato, da parte del manager pubblico. Tale intervento avrebbe dovuto integrare il reato di corruzione propria, ovvero un atto contrario ai doveri d'ufficio.

Le motivazioni del Riesame evidenziano la mancanza di prove concrete. Non è emersa la prova che Caltagirone abbia messo il suo ruolo al servizio di interessi privati. La sua disponibilità a incontrare i rappresentanti delle ditte private non è stata considerata sufficiente a configurare un reato.

Un episodio specifico riguardava l'incontro con i rappresentanti della Dussmann. I giudici hanno ritenuto plausibile che Caltagirone abbia accettato l'incontro anche in ragione di un rapporto di riconoscenza verso Totò Cuffaro. Quest'ultimo era legato alla nomina di Caltagirone alla guida dell'Asp di Siracusa.

Tuttavia, questo elemento non è stato ritenuto sufficiente a trasformare un semplice incontro in una prova di corruzione. Il Riesame ha descritto l'incontro come «interlocutorio», privo di impegni o promesse.

Un altro punto sollevato dall'accusa era il rinvio della seduta che avrebbe dovuto ratificare l'aggiudicazione dell'appalto. Anche su questo fronte, il Riesame ha smontato la lettura accusatoria.

I giudici hanno osservato che il rinvio, sebbene potesse apparire anomalo, non poteva essere considerato automaticamente un atto contrario ai doveri d'ufficio. Hanno ritenuto plausibile la spiegazione fornita da Caltagirone.

Il manager aveva giustificato il rinvio con la necessità di attendere gli sviluppi di una gara centralizzata parallela. L'appalto dell'Asp era considerato una «gara ponte», volta a evitare alterazioni di assetti in corso.

Inoltre, il tribunale ha sottolineato che non vi era prova che il rinvio fosse funzionale a favorire la Dussmann. La società era in una posizione di sostanziale parità con la concorrente Pfe.

Alla ripresa dei lavori, la commissione aveva collocato la Dussmann in seconda posizione tecnica, a dimostrazione di una valutazione basata sul merito.

Pressioni sulla Commissione e Incontri Politici: L'Analisi del Riesame

Il Tribunale del Riesame ha affrontato anche il tema delle presunte pressioni esercitate da Caltagirone sulla commissione di gara. Anche in questo caso, i giudici hanno preso le distanze dall'impostazione della Procura.

Le motivazioni del Riesame riportano le dichiarazioni dei commissari. Essi avrebbero riferito di non aver mai avuto contatti diretti con il Direttore Generale. L'unica interferenza percepita proveniva dal direttore sanitario, orientata a favore della concorrente Pfe.

I componenti della commissione non sono stati in grado di confermare un'eventuale sintonia tra Caltagirone e il direttore sanitario. Questo elemento indebolisce l'ipotesi di un'azione coordinata volta a favorire una specifica ditta.

Il tribunale ha richiamato anche un incontro avvenuto a casa di Saverio Romano. Questo incontro si era svolto in un momento in cui era emersa la possibilità che l'imprenditore Sergio Mazzola, ritenuto vicino al deputato nazionale, potesse ottenere un subappalto.

In quel contesto, i giudici hanno descritto Caltagirone come «estremamente riservato». Il manager sarebbe apparso restio a sbilanciarsi, preferendo chiudere rapidamente il confronto.

Questa sua posizione avrebbe spinto gli altri presenti a intensificare le pressioni sul versante politico, anziché ottenere rassicurazioni dal Dg.

Il Tribunale del Riesame ha riconosciuto che il Direttore Generale era percepito dagli imprenditori come un interlocutore difficile. La sua indisponibilità a fornire rassicurazioni al di fuori dei canali legali era nota.

La decisione del Riesame rafforza la posizione del Gip e rappresenta un passaggio significativo nell'inchiesta sull'appalto dell'Asp di Siracusa. La conferma del no all'arresto di Caltagirone sottolinea la necessità di prove concrete per configurare reati di corruzione.

I legali di Caltagirone hanno ribadito l'integrità del loro assistito. Hanno evidenziato come il Dg abbia sempre operato nell'esclusivo interesse della legalità e dell'amministrazione sanitaria.

La vicenda mette in luce la complessità delle indagini in materia di appalti pubblici. La distinzione tra normali interazioni e accordi illeciti richiede un'attenta valutazione degli elementi probatori.

La decisione del Riesame, basata su una rigorosa analisi giuridica, ha escluso la sussistenza di un pactum sceleris, ovvero un accordo criminoso. Anzi, ha individuato elementi che suggeriscono una distanza tra il pubblico ufficiale e le richieste provenienti dai privati.

Questo esito giudiziario potrebbe avere ripercussioni sull'intero procedimento, portando a una revisione delle ipotesi accusatorie. L'inchiesta, avviata con l'obiettivo di fare luce su presunte irregolarità, si trova ora a un punto di svolta.

La comunità locale attende ulteriori sviluppi, ma la decisione del Riesame rappresenta un importante segnale di garanzia per gli indagati.

La data del 17 Marzo 2026 segna un momento chiave in questa vicenda giudiziaria. La conferma del no all'arresto per Alessandro Caltagirone riafferma il principio che ogni misura cautelare deve essere supportata da solidi indizi di colpevolezza.

La Procura potrà eventualmente proseguire le indagini, ma dovrà basarsi su elementi più robusti per sostenere l'accusa di corruzione.

L'appalto in questione, relativo al servizio di ausiliariato, è di fondamentale importanza per l'efficienza del sistema sanitario regionale. La trasparenza e la legalità nella gestione di tali procedure sono essenziali.

La decisione del Riesame contribuisce a chiarire la posizione del Direttore Generale, Alessandro Caltagirone, nell'ambito di questa complessa indagine.

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