Addio a Mario D'Acquisto, ex Presidente Regione Sicilia a 95 anni
La Sicilia piange un protagonista della sua storia istituzionale
La politica siciliana e nazionale è in lutto per la scomparsa di Mario D'Acquisto, venuto a mancare all'età di 95 anni. L'ex Presidente della Regione Siciliana, avvocato e giornalista, si è spento nella giornata di lunedì 9 marzo 2026, lasciando un'eredità di lungo e significativo impegno nelle istituzioni dell'isola e del Paese.
La sua figura è indissolubilmente legata a uno dei periodi più complessi e drammatici della storia recente della Sicilia, avendo ricoperto la massima carica regionale in un frangente segnato da una violenta offensiva mafiosa e da profonde tensioni sociali.
Nato in un'epoca di grandi cambiamenti, Mario D'Acquisto ha attraversato decenni di vita pubblica con ruoli di crescente responsabilità. La sua carriera politica prese avvio nelle file della Democrazia Cristiana, partito di cui fu segretario provinciale a Palermo, dimostrando fin da subito una spiccata capacità di leadership e un profondo radicamento nel territorio.
Il suo impegno lo portò a essere eletto per ben cinque legislature all'Assemblea regionale siciliana, un percorso politico che si estese dal 1963 al 1983. Durante questi vent'anni, D'Acquisto si affermò come uno dei pilastri dell'attività legislativa e di governo regionale, contribuendo in modo significativo alla definizione delle politiche isolane.
Gli anni Settanta lo videro protagonista anche a livello locale, ricoprendo la carica di sindaco di Mezzojuso. Parallelamente, la sua esperienza si arricchì con diverse deleghe assessorili regionali, tra cui quelle al Lavoro, ai Lavori pubblici e al Bilancio. Queste posizioni gli permisero di acquisire una conoscenza approfondita delle dinamiche economiche e sociali della Sicilia, preparandolo ai futuri incarichi di vertice.
Il momento culminante della sua carriera politica regionale giunse il primo maggio 1980, quando fu eletto Presidente della Regione Siciliana. Un ruolo che mantenne fino al dicembre 1982, in un periodo di straordinaria difficoltà per l'isola. La sua presidenza coincise con una fase di recrudescenza della violenza mafiosa, che aveva raggiunto il suo apice con l'efferato assassinio di Piersanti Mattarella, suo predecessore, avvenuto pochi mesi prima.
In quel clima di paura e incertezza, D'Acquisto si trovò a guidare la Regione con fermezza e senso dello Stato, cercando di ristabilire la fiducia nelle istituzioni e di contrastare la pervasività del potere criminale. La sua azione fu improntata alla legalità e alla trasparenza, in un tentativo costante di difendere l'autonomia e la dignità della Sicilia.
Dopo l'esperienza alla guida della Regione, la sua carriera politica si spostò sul piano nazionale. Nel 1983, Mario D'Acquisto fu eletto alla Camera dei deputati, sempre nelle liste della Democrazia Cristiana. Il suo impegno parlamentare fu altrettanto longevo e incisivo, con due successive rielezioni che ne confermarono il peso politico a Roma.
Durante la sua permanenza a Montecitorio, ricoprì incarichi di grande prestigio. Tra il 1992 e il 1993, fu vicepresidente della Camera dei deputati, un ruolo che testimoniava la sua autorevolezza e la stima trasversale di cui godeva all'interno del Parlamento italiano. La sua esperienza e la sua profonda conoscenza delle dinamiche istituzionali furono messe al servizio del Paese in un momento di profonda trasformazione politica.
La sua attività parlamentare lo vide anche ricoprire delicate posizioni di governo. Fu sottosegretario al Bilancio nel governo guidato da Giovanni Goria, contribuendo alla gestione delle finanze pubbliche in un periodo economicamente complesso. Successivamente, assunse l'incarico di sottosegretario alla Giustizia nel governo presieduto da Ciriaco De Mita, affrontando temi cruciali per l'ordinamento giuridico italiano.
Gli anni Novanta, segnati dal terremoto di Tangentopoli, videro anche Mario D'Acquisto coinvolto nelle indagini sulla cosiddetta Tangentopoli siciliana. Un'esperienza giudiziaria complessa e dolorosa, dalla quale emerse pienamente assolto nel 2000, riaffermando la sua integrità e la correttezza del suo operato.
Anche dopo il ritiro dalla politica attiva, D'Acquisto non abbandonò il suo impegno civico e istituzionale. Continuò a ricoprire incarichi di rilievo, tra cui la presidenza di Italia Lavoro Sicilia, ente dedicato alla promozione dell'occupazione e allo sviluppo del mercato del lavoro nell'isola, mantenendo questa posizione fino al 2009.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un'ondata di cordoglio nel mondo politico e istituzionale. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso il suo profondo dolore attraverso una nota ufficiale, ricordando il valore e il contributo di D'Acquisto alla vita pubblica siciliana.
«Con la morte di Mario D'Acquisto, la Sicilia perde un protagonista di una stagione importante della propria vita istituzionale», ha dichiarato Schifani. Il presidente ha sottolineato come D'Acquisto, sia come Presidente della Regione che come uomo delle istituzioni, abbia saputo affrontare «anni difficili e complessi per la nostra Isola», dimostrando coraggio e dedizione.
A nome suo personale e dell'intero governo regionale, Schifani ha rivolto «il più sincero sentimento di cordoglio e di vicinanza» alla famiglia e ai cari di Mario D'Acquisto. Il tributo del presidente ha voluto anche rimarcare «il lungo impegno politico e istituzionale di D'Acquisto, che ha servito la Sicilia e il Parlamento nazionale ricoprendo ruoli di grande responsabilità», lasciando un'impronta indelebile nella storia politica dell'isola e del Paese.