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La mostra fotografica "La mia Prima" a Napoli, dall'8 al 28 ottobre, presenta le opere di sei allievi. L'esposizione esplora temi come identità, memoria, desiderio e il diritto del corpo a esistere.

La mia Prima: un viaggio fotografico a Napoli

Il Centro di Fotografia Indipendente di Napoli ospita dal 8 al 28 ottobre la mostra intitolata "La mia Prima". Questa esposizione collettiva mette in luce il lavoro di sei allievi del centro creativo.

L'officina creativa è nata nel 2013 a Napoli. È il frutto dell'incontro tra i fotografi Mario Spada, Biagio Ippolito e Luca Anzani. La mostra rappresenta un'occasione per osservare le creazioni artistiche degli studenti.

Temi esplorati dalle opere fotografiche

I giovani artisti hanno utilizzato la fotografia per esprimere concetti profondi. Hanno affrontato temi legati all'identità e al senso di appartenenza. Hanno anche indagato il dolore, la memoria e il desiderio.

Le immagini esplorano il limite e il tempo sospeso del viaggio. Mettono in discussione il diritto del corpo a esistere prima di ogni etichetta. Questo percorso artistico è stato guidato da docenti esperti.

Percorso formativo e docenti coinvolti

Il percorso formativo è durato un anno intero. Gli allievi hanno approfondito la loro conoscenza della fotografia. Hanno lavorato sotto la guida di professionisti del settore.

Tra i docenti che hanno supervisionato gli studenti figurano Mario Spada, Biagio Ippolito, Angelo Raffaele Turetta, Roberta Fuorvia, Alessia Della Ragione e Salvatore Pastore.

Vernissage e modalità di visita

Il vernissage della mostra è previsto per giovedì 8 ottobre alle ore 19. Durante l'evento inaugurale sarà possibile iscriversi al corso annuale di fotografia. Questo corso copre sia la fotografia analogica che digitale per l'anno accademico 2026/2027.

La mostra offre un ingresso gratuito. Sarà visitabile tutti i giorni. Gli orari di apertura vanno dalle 11 alle 19.

Le opere in esposizione e i loro autori

Saranno esposte diverse opere significative. "Affermazione della vita fin dentro la morte" di Eleonora Ciciliano. "Universo imploso" di Caterina Di Gaetano.

Inoltre, "Senti chi sono" di Francesco Leone. "Senza Permesso" di Beatrice Ricci. "Quasi a casa" di Sara Romano. "Spatriatə" di Lorenza Varchetta.

Approfondimento sui temi trattati

Eleonora Ciciliano, ispirata da Georges Bataille, usa il corpo per esplorare il conflitto tra separazione e fusione. Il suo lavoro indaga l'affermazione della vita anche di fronte alla morte.

Caterina Di Gaetano presenta "Universo imploso". Quest'opera nasce da viaggi tra Roma e Napoli. Racconta un anno caotico e la necessità di ritrovarsi.

Francesco Leone con "Senti chi sono" propone volti senza volto e paesaggi anonimi. Sono luoghi attraversati da chi si perde per poi ritrovarsi.

Beatrice Ricci in "Senza Permesso" segue Mia. La protagonista esplora la libertà di costruirsi. Decide quando mostrarsi o sottrarsi allo sguardo altrui.

Sara Romano affronta il dolore in "Quasi a casa". Un dolore difficile da nominare, che riporta all'infanzia. Cerca protezione per immaginarsi a casa, anche se non ci è ancora arrivata.

Lorenza Varchetta chiude con "Spatriatə". Un progetto che riflette sullo stato d'animo di sentirsi fuori posto. Esplora l'identità, l'individualismo e il rapporto con l'ambiente urbano.

Il Centro di Fotografia Indipendente: un polo culturale

Oltre alla formazione, il Centro di Fotografia Indipendente organizza seminari aperti al pubblico. Ha collaborato con importanti figure della fotografia italiana.

La sede si trova in piazza Guglielmo Pepe. È un punto strategico a Napoli. Vicino a piazza Mercato, piazza Garibaldi e il Porto.

Questa zona rappresenta un crocevia. Unisce la Napoli tradizionale con quella proiettata verso il futuro. Un quartiere che è sempre stato un melting pot mediterraneo. Un luogo dove culture diverse si incontrano per creare innovazione.