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Un'installazione multimediale a Napoli permette di rivivere la drammatica epidemia di peste del 1656. L'evento, ospitato dalla Soprintendenza archivistica, unisce testimonianze scritte e visive dell'epoca.

Un viaggio nella Napoli del Seicento

Una nuova esperienza multimediale trasporta i visitatori indietro nel tempo. L'installazione si intitola "A.D. 1656. Pareva che Dio benedetto volesse castigarci.". L'opera è ispirata dalla "Cronaca della peste" di Antonio Mena. Questo documento è conservato presso l'Archivio Storico Diocesano di Napoli. Viene affiancato dalla celebre tela "Piazza Mercatello durante la peste del 1656". Il dipinto è opera di Domenico Gargiulo, noto come Micco Spadaro. L'opera di Spadaro appartiene al Museo della Certosa di San Martino. Una riproduzione digitale arricchisce l'esposizione.

La realizzazione digitale ha visto la collaborazione dell'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR. L'installazione sonora aggiunge una voce narrante. Un attore, Peppe Lanzetta, presta la sua voce a un personaggio dell'epoca. Questo elemento crea un ulteriore livello di immersione per il pubblico.

Tecnologia al servizio della memoria storica

L'iniziativa sfrutta la tecnologia per valorizzare le fonti storiche. Antonio Tarasco, Direttore Generale Archivi, sottolinea questo aspetto. La tecnologia non altera il linguaggio originale. Anzi, ne esalta la forza testimoniale. La "Cronaca dei Bianchi" e il dipinto di Spadaro offrono prospettive diverse. Insieme, ricostruiscono un quadro vivido della Napoli del 1656. Il racconto multimediale rende questi eventi nuovamente comprensibili e coinvolgenti.

Gabriele Capone, Soprintendente archivistico e bibliografico della Campania, evidenzia il valore dell'esposizione. La cronaca di Mena e il dipinto di Spadaro restituiscono la tragica epidemia. La mostra multimediale permette di immergersi in quel periodo. Amplifica il significato delle fonti archivistiche. Queste diventano strumenti per comprendere meglio anche la pittura di Spadaro.

Un evento gratuito per il pubblico

L'esposizione è aperta al pubblico con ingresso gratuito. L'inaugurazione è prevista il 26 settembre. L'evento coincide con le Giornate Europee del Patrimonio. Sarà possibile visitare la mostra fino al 15 gennaio 2027. L'organizzazione è a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania.

Luigi La Rocca, Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, descrive l'evento. Si tratta del risultato di un'intensa attività di ricerca. Questa ha permesso di mettere a confronto la cronaca scritta da un testimone oculare con la sua rappresentazione pittorica. La Rocca apprezza la sinergia tra diversi istituti. Sono coinvolti enti del Ministero della Cultura. Partecipano anche l'Archivio Storico Diocesano di Napoli e l'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.

Questa solida rete di collaborazioni istituzionali è un punto di forza. La Soprintendenza ha lavorato per creare una rete strutturata nel cosiddetto "Miglio della Memoria". Questo dimostra un impegno concreto nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.

Domande frequenti sulla peste del 1656 a Napoli

Quali sono le fonti principali utilizzate per il percorso immersivo sulla peste del 1656 a Napoli?
Le fonti principali sono la "Cronaca della peste" di Antonio Mena, conservata presso l'Archivio Storico Diocesano di Napoli, e la tela "Piazza Mercatello durante la peste del 1656" di Domenico Gargiulo (Micco Spadaro), riprodotta digitalmente.

Dove si svolge l'installazione e quali sono gli orari di visita?
L'installazione si svolge presso la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. L'ingresso è gratuito e la mostra è visitabile dal 26 settembre fino al 15 gennaio 2027.