Un progetto innovativo esplora il ricamo come filo conduttore tra Napoli e la Palestina. L'iniziativa valorizza antiche tecniche tessili e la memoria collettiva.
Ricamo: un ponte tra culture nel Mediterraneo
Tessuti e trame diventano il fulcro di un'iniziativa culturale. L'evento unisce patrimonio materiale e immateriale. Si celebra l'intreccio tra manufatti e storia. L'opera si lega alla memoria collettiva.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, un nuovo progetto prende vita. Si chiama 'Trame Mediterranee'. L'iniziativa vede la collaborazione di tre importanti realtà campane. Partecipano la Fondazione Mondragone - Museo della Moda. Anche il Museo Madre per la Regione Campania è coinvolto. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli completa il trio.
Questi poli culturali dialogano attraverso un linguaggio comune. È un linguaggio identitario: il ricamo. Si esplora anche il patrimonio tessile. L'obiettivo è valorizzare queste antiche pratiche. Si vuole riscoprire un sapere antico. È espressione di una memoria collettiva. Un gesto che vive nel presente.
Laboratori creativi per riscoprire antiche arti
Tre distinti laboratori guidano i partecipanti. L'intento è creare opere di ricamo uniche. Si mira a valorizzare il lavoro di tutela. La conservazione del patrimonio tessile è centrale. Si vuole riportare alla contemporaneità una pratica. È un sapere antico che merita nuova vita. Una memoria collettiva da preservare. Un gesto da far rivivere oggi.
Presso la Fondazione Mondragone - Museo della Moda, un laboratorio speciale. Le ricamatrici dell'associazione 'Gocce di Carità' guidano l'attività. Uniranno la tradizione napoletana e campana. La confronteranno con quella palestinese. Useranno il punto a croce. Questo punto è fondamentale nel Tatreez. Il Tatreez è un ricamo tradizionale palestinese.
Esso costituisce un vero linguaggio visivo. Rappresenta identità, memoria e resistenza. È un simbolo del popolo palestinese. Questa unione di tecniche promette risultati affascinanti. Sarà un'esplorazione di culture attraverso il filo.
Conservazione tessile e ispirazioni artistiche
Alla Chiesa di Santa Maria Incoronata, un altro percorso. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli propone un viaggio. Il tema è la conservazione tessile. Si parte dal recente restauro di abiti. Questi reperti provengono dalle arche degli Aragonesi. Sono stati ritrovati nella Basilica di San Domenico Maggiore. Un'occasione per conoscere la storia attraverso i tessuti.
Il laboratorio è curato dalle funzionarie Chiara Isernia e Barbara Balbi. Offriranno uno sguardo approfondito sul restauro. Metteranno in luce le sfide della conservazione. Sarà un'immersione nel passato tessile della regione.
Infine, al Museo Madre, un laboratorio dedicato alla poetica. Si esplorerà la pratica artistica e tessile di Maria Lai. Si rievocherà la forza della sua opera. Si cercheranno gli echi della sua gestualità. Si indagheranno le sue radici. Si valorizzerà il suo legame con le comunità. Un omaggio a un'artista che ha segnato la storia.