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Un'imponente operazione antidroga ha portato al sequestro di 32 tonnellate di tabacchi lavorati esteri. L'indagine ha permesso di smantellare un'organizzazione criminale transnazionale, con cinque arresti eseguiti in diverse città italiane ed europee. I beni sequestrati ammontano a circa 2,5 milioni di euro.

Maxi sequestro tabacchi esteri nel porto di Genova

Sono state 32 le tonnellate di tabacchi lavorati provenienti dall'estero a finire sotto sequestro. Il blitz è avvenuto nei giorni scorsi nel porto di Genova e in altri scali europei. L'operazione ha permesso di recuperare una quantità enorme di merce illegale. Il valore dei diritti di confine evasi supera gli 8 milioni di euro. L'azione congiunta ha colpito duramente un traffico illecito di vasta portata.

L'operazione, battezzata con il nome in codice 'Borotalco', è stata coordinata dalla Procura europea. Hanno partecipato attivamente uomini della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L'azione si è svolta simultaneamente in diverse località. Le forze dell'ordine hanno agito in sinergia per massimizzare l'efficacia dell'intervento. La collaborazione internazionale è stata fondamentale per il successo dell'operazione.

Le indagini hanno permesso di scoprire un'organizzazione criminale con ramificazioni internazionali. La base operativa principale sembrava essere nel Regno Unito. L'associazione aveva però esteso i suoi collegamenti in diversi continenti. Erano presenti contatti in Europa, Asia e Africa. Questo dimostra la complessità e la pericolosità del traffico gestito. Gli inquirenti hanno identificato i vertici del gruppo.

Mafia curda dietro il contrabbando di sigarette

I capi dell'organizzazione sono riconducibili alla cosiddetta mafia curda. In particolare, si tratta di esponenti di un gruppo criminale noto come Bombacilar. Questo gruppo è anche identificato con il nome di Hackney Bombers. La loro influenza si estendeva ben oltre i confini nazionali. Hanno dimostrato una notevole capacità organizzativa nel gestire traffici illeciti su larga scala. L'inchiesta ha messo in luce la loro strategia operativa.

L'organizzazione utilizzava diverse rotte di navigazione per aggirare i controlli doganali. Questa tattica rendeva difficile l'intercettazione della merce. Venivano impiegate persone esperte nelle procedure doganali. Queste figure chiave facilitavano il passaggio della merce attraverso i confini. Le indagini hanno permesso di ricostruire i flussi logistici del contrabbando. La pianificazione era meticolosa e volta a massimizzare i profitti.

Le sigarette di contrabbando venivano acquistate direttamente dalle fabbriche produttrici. Queste si trovavano in paesi come l'Armenia, Dubai e la Spagna. La scelta di queste provenienze non era casuale. Permetteva di ottenere la merce a costi ridotti. L'organizzazione sfruttava le differenze normative e fiscali tra i vari paesi. L'obiettivo era massimizzare il margine di profitto.

Per evitare i sequestri e occultare i proventi, l'organizzazione faceva uso di criptovalute. Questo metodo garantiva un elevato livello di anonimato. Le transazioni digitali rendevano difficile il tracciamento dei flussi di denaro. La tecnologia era uno strumento fondamentale per la loro attività illecita. Gli inquirenti hanno dovuto sviluppare nuove strategie per contrastare questo aspetto.

Cinque arresti e beni per milioni sequestrati

L'operazione ha portato a cinque arresti. Le persone fermate sono state individuate tra Genova, Milano, Segrate (in provincia di Milano), La Spezia, Trieste, Bosco Marengo (in provincia di Alessandria) e Napoli. Le forze dell'ordine hanno agito anche all'estero. Sono state coinvolte le polizie del Regno Unito, della Polonia, della Francia e della Svizzera. Una sesta persona risulta ancora ricercata dalle autorità. Le ricerche proseguono attivamente.

Sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Questa cifra corrisponde alle imposte evase. Copre anche il profitto generato dal reato commesso. Il sequestro mira a colpire economicamente l'organizzazione. L'obiettivo è privarla delle risorse necessarie per continuare le attività illecite. Il patrimonio confiscato verrà gestito secondo le normative vigenti.

Le accuse mosse nei confronti degli arrestati sono gravi. Si parla di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri. Viene contestata anche l'introduzione nel territorio dello Stato di ingenti quantitativi di tabacchi. Infine, è stata formulata l'accusa di falsità ideologica. Quest'ultima si riferisce all'uso di documenti falsi per coprire le spedizioni.

La società ligure base logistica del contrabbando

L'associazione criminale sfruttava una società con sede in Liguria. Questa azienda fungeva da base logistica per le operazioni sul territorio italiano. Veniva indicata come il 'notify' delle spedizioni. Metteva a disposizione i propri spazi aziendali. Questi si trovavano in provincia di Alessandria. Qui avveniva lo scarico della merce di contrabbando. La merce veniva poi stoccata e preparata per ulteriori destinazioni.

Nello stesso sito venivano stoccati i materiali utili a nascondere i carichi illeciti. Si trattava di doppi fondi, imballaggi speciali e altri stratagemmi. Venivano anche riapposti sigilli contraffatti sulle spedizioni. Questo serviva a far credere che la merce fosse stata regolarmente sdoganata. La società offriva anche consulenze in materia doganale. Elaborava strategie per evitare i controlli durante il trasporto e lo sdoganamento. La loro expertise era fondamentale per il successo del piano.

Le indagini hanno evidenziato la sofisticazione delle tecniche utilizzate. L'organizzazione era in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti normativi e alle misure di controllo. La collaborazione tra le diverse forze di polizia e le procure europee è stata cruciale. Ha permesso di smantellare un'operazione criminale di notevole portata. Il sequestro rappresenta un duro colpo al contrabbando di tabacchi.

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