Circa mille persone hanno manifestato a Napoli per chiedere maggiore attenzione alla povertà educativa e un cambio di rotta nelle politiche sociali. L'arcivescovo Battaglia ha sottolineato la responsabilità collettiva nel supportare i giovani.
Manifestazione per un futuro migliore per i giovani
Una folla di circa mille persone si è riunita a Napoli per esprimere un forte dissenso. La protesta mirava a contrastare la povertà educativa e le politiche repressive. Un grande striscione con lo slogan «Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war» ha aperto il corteo. La marcia è partita da piazza Garibaldi, dirigendosi verso il Duomo.
Durante il percorso, la manifestazione ha incontrato l'arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia. Egli è uno dei promotori di un'iniziativa volta a creare una rete tra scuole, società civile, istituzioni, Chiesa, terzo settore e sindacati. L'arcivescovo ha espresso un profondo auspicio: «Mi auguro davvero che Napoli tutta sia qui».
Ha poi aggiunto un concetto fondamentale: «La cosa importante, che non possiamo e non dobbiamo mai dimenticarci, è che se un ragazzo cade è tutta la città che è responsabile ed è tutta la città che deve inchinarsi e rialzarlo». Battaglia ha concluso affermando che «Napoli non ha bisogno di eroi solitari ma ha soprattutto bisogno di alleanze educative ed è per questo che noi siamo qui».
Un fronte unito per l'educazione e la pace
La piazza era animata da numerose bandiere. Erano presenti vessilli della pace, di Libera, dell'Anpi. Si sono unite anche bandiere di collettivi, associazioni e sindacati, in particolare Cgil e Uil. Oltre 150 tra associazioni, artisti, scrittori e rappresentanti della società civile hanno sottoscritto l'appello. La marcia, dal carattere popolare, ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali.
Tra queste, l'assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola Andrea Morniroli. Presente anche la vicesindaca del Comune di Napoli, Laura Lieto, con la fascia tricolore. Hanno partecipato l'assessore comunale Valerio Di Pietro, il segretario metropolitano del Pd, Francesco Dinacci. C'erano anche il garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, e padre Alex Zanotelli.
Richieste concrete per un cambiamento duraturo
Il cuore della mobilitazione risiede nella necessità di creare un forte legame. Si vuole rafforzare il percorso del Patto educativo. L'obiettivo è superare la frammentazione degli interventi. Si punta a creare una vera e propria 'comunità educante' attiva per i giovani. I manifestanti chiedono politiche pubbliche che si discostino nettamente dai provvedimenti isolati e repressivi.
Hanno avanzato la richiesta di un 'decreto comunità' e di una 'legge regionale sull'educativa di comunità'. Questi strumenti dovrebbero garantire la continuità dei progetti educativi. L'assessore Morniroli ha commentato: «Questa manifestazione chiede un salto di qualità».
Ha aggiunto che si chiede «che temi come il disagio giovanile, i percorsi di crescita dei ragazzi, delle ragazze, dei bambini e delle bambine, e il contrasto alla povertà educativa siano messi al centro delle politiche pubbliche». Morniroli ha ribadito la propria presenza: «Siamo qui perché riconosciamo l'importanza di queste richieste».
La vicesindaca Lieto ha sottolineato come l'impegno su questi temi «non è mai sufficiente e deve essere rinnovato ogni giorno, ogni mese, ogni anno». Questo impegno serve «per contrastare la violenza e la brutalizzazione della mancanza di cultura e dell'assenza di un contatto con le cose positive».
Appelli per uno sforzo collettivo e un nuovo modello sociale
Il segretario generale della Cgil di Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha dichiarato: «La Cgil c'è. Va fatto uno sforzo collettivo, non in solitaria, serve l'apporto di tutta la parte sana della società».
Ha evidenziato un problema grave: «Nelle nostre città girano troppe armi. Dobbiamo offrire ai giovani un nuovo modello sociale ed educativo. Molti quartieri sono abbandonati al loro destino».
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Giovanni Sgambati, leader regionale della Uil. Ha affermato: «È necessario far confluire le energie positive della Napoli migliore soprattutto dal punto di vista educativo». Ha concluso con un messaggio di speranza: «Se saremo in grado di costruire una rete, penso che saremo capaci anche di contrastare la violenza e le tante difficoltà».