Nel 2024, la lotta all'evasione fiscale ha visto una partecipazione minima da parte dei Comuni italiani. Solo 304 amministrazioni su quasi 7.900 hanno segnalato casi all'Agenzia delle Entrate, recuperando appena 5 milioni di euro a fronte di una stima annuale di 107 miliardi sottratti al fisco.
Scarsa partecipazione dei comuni alla lotta all'evasione
Nel corso del 2024, le amministrazioni comunali italiane hanno recuperato circa 5 milioni di euro grazie all'impegno contro l'evasione fiscale. Questo dato emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. L'importo recuperato risulta esiguo se confrontato con la stima annuale dell'evasione fiscale in Italia, quantificata in circa 107 miliardi di euro.
La Cgia sottolinea come questo divario sia influenzato dalla normativa vigente. Le amministrazioni locali che segnalano all'Agenzia delle Entrate casi di evasione fiscale, relativi a Irpef, Ires, IVA o imposte di registro, ipotecarie e catastali, hanno diritto a ricevere il 50% di quanto effettivamente accertato e recuperato.
Solo il 3,8% dei comuni segnala casi di evasione
L'indagine ha rivelato una partecipazione molto limitata da parte degli enti locali. Su un totale di quasi 7.900 Comuni presenti sul territorio nazionale, soltanto 304 hanno inviato all'Agenzia delle Entrate quelle che vengono definite «segnalazioni qualificate». Queste comunicazioni rappresentano lo strumento attraverso cui le amministrazioni locali portano all'attenzione del fisco situazioni di potenziale infedeltà fiscale, basandosi sulle informazioni a loro disposizione.
In sostanza, la maggior parte dei Comuni italiani, pari al 96,2% del totale, non ha partecipato attivamente a questa iniziativa di contrasto all'evasione. Questo dato evidenzia una diffusa inerzia o una mancanza di risorse e strumenti per adempiere a questo compito.
L'entità dell'evasione fiscale in Italia
L'Ufficio Studi della Cgia stima che ogni anno l'Italia perda circa 107 miliardi di euro a causa dell'evasione fiscale. A questa cifra si aggiungono problematiche correlate, come i circa 2,6 milioni di lavoratori impiegati in nero. Inoltre, l'abusivismo edilizio rappresenta un ulteriore fenomeno preoccupante, attestandosi al 15% a livello nazionale.
Le cifre sull'abusivismo edilizio mostrano un quadro ancora più critico nel Mezzogiorno, dove le percentuali possono raggiungere picchi intorno al 50%. Questi dati congiunti delineano un quadro complesso di illegalità economica e sociale che incide pesantemente sulle finanze pubbliche.
Genova in testa ai recuperi, ma con cifre modeste
Analizzando le segnalazioni effettuate nel 2024, il Comune che ha ottenuto i maggiori introiti nel 2025 dalla lotta all'evasione è stato Genova, con un recupero di 406.838 euro. Seguono altre grandi città come Milano, che ha incassato 376.499 euro, Prato con 170.122 euro e Torino con 113.888 euro. Questi importi, sebbene significativi per i singoli comuni, rimangono una frazione minima rispetto al totale dell'evasione stimata.
Dei 304 Comuni che hanno beneficiato di contributi derivanti dalla lotta all'evasione fiscale nel 2024, solo 46 si trovano nel Mezzogiorno. Nello specifico, si contano un comune in Abruzzo, due in Puglia, tre in Molise, otto in Campania, nove in Sardegna, dieci in Calabria e tredici in Sicilia. La distribuzione geografica dei comuni attivi nella lotta all'evasione evidenzia una concentrazione maggiore nel Centro-Nord Italia.