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L'ex agente Carmelo Cinturrino, accusato di aver ucciso un pusher, ha denunciato i testimoni per calunnia. L'incidente probatorio mira a cristallizzare le loro dichiarazioni.

Nuova strategia legale di Cinturrino

L'ex assistente capo della polizia di Stato, Carmelo Cinturrino, 49 anni, ha adottato una mossa difensiva audace. L'uomo, attualmente detenuto per l'omicidio del 28enne Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio, ha sporto denuncia contro diversi testimoni chiave. Le accuse mosse riguardano associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, false informazioni e calunnia. Questa strategia mira a minare l'attendibilità di chi lo accusa.

Cinturrino è sospettato di aver orchestrato una messinscena per simulare la legittima difesa dopo l'omicidio. Le indagini preliminari hanno rivelato dichiarazioni inquietanti. Un uomo di 39 anni, frequentatore dell'area verde di Rogoredo, ha riferito di minacce ricevute da Cinturrino. L'ex agente avrebbe detto: «Digli a Zack che lo ammazzo».

Queste parole sono state confermate dal testimone durante l'incidente probatorio. L'udienza è stata fissata dal giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro. Lo scopo era quello di cristallizzare le testimonianze di sei pusher e tossicodipendenti. Queste persone, spesso senza fissa dimora, potrebbero diventare irreperibili.

Testimonianze cruciali nell'incidente probatorio

Il 39enne ha ulteriormente dettagliato le presunte violenze subite. Ha dichiarato al giudice: «Anch'io sono stato colpito più volte con un martello da Cinturrino». Ha aggiunto che l'ex agente gli avrebbe ripetuto per due volte: «Prima o poi lo ammazzo». Queste dichiarazioni rafforzano il quadro accusatorio contro Cinturrino.

Durante l'udienza a porte chiuse, Cinturrino ha contestato attivamente le testimonianze. Ha sollevato dubbi sulla loro attendibilità, cercando di screditare le accuse. La sua linea difensiva è chiaramente orientata all'attacco, piuttosto che alla mera difesa passiva. L'obiettivo è creare incertezza nella mente dei giudici.

Tra i sei uomini convocati, vi era anche il fratello della vittima, giunto dalla Spagna. Un testimone afghano, presente al momento dell'omicidio, ha raccontato i fatti. Mansouri fu colpito da un proiettile a quasi 30 metri di distanza. Un altro agente, tra quelli indagati, avrebbe minimizzato l'accaduto definendo lo sparo un «fuoco d'artificio».

È stata depositata anche la testimonianza di un'amica di Mansouri. La donna ha riferito che la vittima voleva che «tutto il poliziotto» gestisse la situazione. Mansouri si sentiva anche pedinato. Queste dichiarazioni suggeriscono un coinvolgimento profondo e forse coercitivo dell'agente.

Accuse di corruzione e violenza

Un altro testimone, attualmente detenuto, ha suggerito un movente legato a «questioni di affari» nello spaccio. Ha descritto un «vigile pelato» che portava una mazza, riconoscendolo in una foto come Cinturrino. Le accuse di corruzione e violenza da parte di Cinturrino emergono con forza dalle testimonianze raccolte. Si parla di richieste di soldi e droga, con l'ex agente descritto come «corrotto fino all’osso».

Le indagini della Squadra Mobile hanno delineato un quadro di presunti abusi di potere. L'incidente probatorio serve a fissare le dichiarazioni, rendendole più difficili da ritrattare in futuro. La presenza di Cinturrino in aula, a fronte dei suoi accusatori, ha reso l'udienza un vero e proprio confronto diretto.

Le reazioni delle istituzioni

Sulla vicenda è intervenuto il questore di Milano, Bruno Megale. Durante la festa della polizia, ha ribadito «il rigore con cui verranno trattate queste infedeltà». Ha inoltre sottolineato gli sforzi per prevenire futuri comportamenti scorretti da parte del personale. Le sue parole mirano a rassicurare l'opinione pubblica sulla serietà con cui vengono gestite queste situazioni.

La difesa di Cinturrino aveva già richiesto una perizia psichiatrica sui testimoni. L'obiettivo era accertare gli effetti della loro tossicodipendenza sulla loro attendibilità. La Procura, invece, ha contestato a Cinturrino di aver fatto di tutto per impedire i soccorsi a Mansouri. La situazione legale dell'ex agente si fa sempre più complessa.

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